E’ il sindaco più giovane dell’ultimo secolo, ha vinto al primo turno, è forte di una larga maggioranza consiliare, in cui gli eletti di San Gennarello avranno un ruolo importante.
Per essere un leader di uomini bisogna voltar loro le spalle (H.Ellis)
Non credo che per saper comandare sia necessario saper obbedire (Napoleone)
Quelli che comandano di più sono quelli che fanno meno rumore (J. Selden)
Dei sindaci che hanno governato Ottaviano nell’ultimo secolo, l’avvocato Luca Capasso è il più giovane. Nella lunga sua storia la città ha affidato la sedia di Primo Cittadino, di solito, a medici giovani e a imprenditori, notai e avvocati già maturi di anni.
Anche sotto questo aspetto l’avv. Luca Capasso rappresenta una significativa novità. Il ghenos paterno dei Capasso, vasto e compatto, è parte storica della società ottavianese, e il ghenos materno ha svolto e svolge un ruolo altrettanto importante nella società economica e politica del Nolano. Il padre del nuovo sindaco è stato uno dei protagonisti della penultima e ultima stagione di quel tempo memorabile in cui gli Ottavianesi – parlo degli Ottavianesi del centro – erano ancora un popolo vivo. Come medico sociale e primo tifoso della squadra del Diaz, Peppe Capasso fu protagonista e testimone di vicende che occupano un posto importante tra i ricordi di coloro che possono dire: io c’ero.
E’ opinione diffusa che la frazione San Gennarello abbia contribuito in misura determinante alla vittoria del centrodestra. Non so se è vero: l’ interpretazione dei numeri richiede tempo, memoria e competenza. Se l’opinione risultasse fondata, la novità sarebbe clamorosa, ancor più della vittoria al primo turno: sarebbe una novità di tale portata che nessuno, nemmeno il sindaco, potrebbe valutarne pienamente effetti e conseguenze, in questo momento. Ma certamente egli dovrà riflettere sui dati quando metterà mano alla composizione della giunta e alla definizione del gruppo che amministrerà, attraverso le commissioni, Ottaviano, e orienterà l’attività del consiglio comunale.
Ringrazio il sindaco che ha trovato in giorni colmi di impegni politici e istituzionali un po’ di tempo per rispondere alle nostre domande. Del resto, la disponibilità è elemento costitutivo del carattere dell’avv. Capasso: in essa trovo i toni impulsivi della schiettezza paterna, corretti dall’ inclinazione a una prudenza che sa essere duttile, ma anche ostinata, e che deriva dall’attività di penalista, e forse anche dalle radici nolane.
Gli chiedo le ragioni della vittoria al primo turno, e lui risponde che è un successo che viene ad lontano, perché, anche da consigliere di opposizione, ha cercato di annullare la distanza tra i cittadini e il mondo della politica. I cittadini sono convinti – lo hanno dimostrato – che il suo modo di essere non è un’astuzia elettorale, ma una autentica disposizione naturale. Il sindaco dice che continuerà a girare a piedi per le strade di Ottaviano, ogni giorno, e a parlare, ogni giorno, con la gente. Gli dico che i risultati conseguiti da alcuni candidati debuttanti potrebbero accendere inattese ambizioni e procurargli qualche problema: il sindaco mi risponde che era tutto previsto, che nessun risultato lo ha sorpreso veramente, e che dal responso dell’urna egli tira fuori solo dati positivi, e, prima di tutto, il rinnovamento sostanziale del ceto politico.
Gli chiedo che idea si è fatto, durante la campagna elettorale, della situazione di Ottaviano. Un’ombra gli scende sul volto, e la mascella si contrae. La crisi economica è devastante, dice; e riconosce che è la somma di due distinte situazioni: la crisi nazionale e il collasso locale delle attività produttive e del commercio. “Ma questo l’ho detto anche in consiglio comunale: lei sa che sull’argomento, in una delle ultime sedute, ho sostenuto un aspro confronto con un membro della maggioranza.”. Lo so, ammetto. Ma ora, che bisogna fare ? L’ avv. Capasso mi risponde che anche interventi di urgenza e settoriali possono produrre un primo effetto positivo, in attesa di piani strutturali.
Per esempio, egli dice, è necessario che gli imprenditori dimostrino spirito civico “ adottando “ le sedi degli istituti scolastici e gli spazi pubblici e finanziando i lavori di riordino e di sistemazione. E’ necessario, aggiunge, rimettere insieme i pezzi dell’identità civica, non solo aprendo ai cittadini, concretamente, le porte del Palazzo della politica, ma organizzando eventi e manifestazioni che possano coinvolgere i quartieri, riaccendere l’entusiasmo della gente e ridare forza al senso di appartenenza. Il sindaco promette che il palio degli asini si farà di nuovo: la corsa si svolgerà a piazza Mercato, e il corteo storico sfilerà per le strade della città.
Vanno riconsiderati i rapporti con il Parco del Vesuvio e vanno definite tutte le misure utili a far sì che l’Ente diventi promotore di turismo: l’ambiente del Somma- Vesuvio non deve essere solo difeso nella sua straordinaria originalità, ma va aperto alla conoscenza diretta del pubblico. E’ questo il ruolo dell’Ente, è questa la giustificazione storica, culturale e economica della sua istituzione e dell’atto con cui Ottaviano gli ha concesso l’uso del Palazzo Medici. Infine, il piano regolatore. Ottaviano non ne può fare più a meno. Il sindaco dichiara che alcune industrie importanti hanno dovuto trasferire altrove l’attività, proprio perché non hanno potuto, per mancanza di un piano urbanistico, ampliare gli impianti.
Sul disastro di via Cesare Augusto, non insisto: la casa del sindaco affaccia proprio sulla strada. Egli conosce bene la quantità e l’intensità delle proteste che questo scempio ha generato. Mi fa capire, il sindaco, che sarà necessario un miracolo politico, perché il problema si risolva. Faccio un accenno alla questione dell’abbattimento degli edifici abusivamente costruiti: dal tribunale di Nola arriverà sul tavolo del Primo Cittadino la patata bollente ? E il servizio N.U.? Il sindaco dichiara che la gara, condotta nella più luminosa trasparenza, affiderà quell’appalto a una ditta che sappia gestirlo, in ogni momento e a ogni livello, nel miglior modo possibile.
“Anche su questo tema – mi ricorda – ho contestato più volte la politica dell’ amministrazione Iervolino.”. Nel salutarmi, mi dice: “dovremmo capire tutti che i problemi vanno affrontati uno alla volta, a partire dai più gravi. Mettere mano contemporaneamente a tutte le questioni è il modo migliore per non risolverne nessuna.”. Questo colloquio si è svolto martedì, 4 giugno. Leggo che due giorni dopo, durante la cerimonia di insediamento, il sindaco ha chiesto ai parroci presenti di pregare per lui e per noi. Egli sa che abbiamo tutti bisogno e delle preghiere, e della speranza che Dio le accolga.
Dunque, piace al sindaco la squadra che le urne gli hanno fornito . Naturalmente. Tra poco si incomincerà a giocare, e a registrare il responso del campo. Per ora, è necessario che vincitori e vinti si convincano del fatto che gli Ottavianesi vedono e sanno tutto. Implacabili. Inoltre, incominciano a mettere da parte i toni educati della dissimulazione: sono diventati più aspri, meno cerimoniosi. Chi vede nero non ha né tempo né voglia di fingere. Sono tempi in cui dalla cima della speranza si precipita in un attimo nel buio della disperazione. Senza soste intermedie.


