Sostanze scaricate nei Regi Lagni, a Boscofangone. Esalazioni spinte del vento ad Acerra, Pomigliano e Brusciano. L’intervento dei vigili del fuoco di Nola, ieri sera, poco prima delle 23.
Esalazioni che fanno lacrimare, che provocano una sete immediata. Esalazioni di una nube invisibile, partita da lontano e che si è diffusa in poco tempo nell’area a est di Napoli, investendo in pieno i comuni di Acerra, Pomigliano e Brusciano.
A provocare l’ennesima contaminazione è stato un incendio scoppiato ieri sera in una fabbrica per il riciclo degli olii esausti. L’impianto è ubicato in via Boscofangone, area industriale di Nola, campagna solcata dal grande canale dei Regi Lagni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco della caserma di Nola. E’ stato un incendio di quelli da brivido. Secondo indiscrezioni, nel timore che le fiamme potessero propagarsi, sarebbero state aperte delle paratie attraverso cui una valanga di olii roventi sarebbero finiti nel vicino canale dei Regi Lagni, canale che passa attraverso il confine tra i territori di Acerra, Brusciano e Nola.
Molte le segnalazioni web di persone che abitano in questi comuni, a poca distanza dal canale. A un certo punto il centralino dei vigili del fuoco è impazzito. Intanto non è la prima volta che nell’area di Boscofangone, campagna un tempo incontaminata a oriente del capoluogo, si verificano incendi di fabbriche. Di recente qui prese fuoco la polvere pirica stoccata in un impianto che produce razzi di segnalazione: anche in questo caso scattò l’allarme ambientale. Ma stavolta la faccenda sembra più preoccupante. Ieri sera sul posto si recati anche i volontari delle Guardie Ambientali di Acerra, fra i quali Alessandro Cannavacciuolo, figlio dei pastori le cui greggi furono decimate dalla diossina, e Antonio Montesarchio, operaio cassintegrato dell’ormai dismessa Montefibre di Acerra, ecologista da sempre in lotta con la sua azienda.
(Fonte foto: www.rifiutarsi.it)





