Così si connota l”Italia del 1900. Un Paese in prevalenza agricolo ma che comincia a beneficiare della presenza industriale. Su tutto, però, prevale il dramma dell”emigrazione.
Di Ciro Raia
L”Italia del nuovo secolo vive tra molteplici contraddizioni. Emarginazione e miseria connotano la società italiana. L”emigrazione resta ancora l”unica speranza di riscatto. Dai porti di Genova e Napoli, su carrette pericolose e maleodoranti, si parte per la Merica, la terra del sogno, del nuovo mondo. Nel solo 1900 emigrano più di 350.000 italiani. Molti di essi trovano fortuna in America. Alcuni figli di emigrati diventano famosi come Fiorello La Guardia, sindaco di New York, Rodolfo Valentino, Frank Sinatra e Al Capone. Ma sono molto di più gli italiani che in America si trovano a mal partito e soffrono più che in madre patria.
Un emigrato in Brasile, Dante Dall”Ara, cosi scrive, nel 1902, ai suoi familiari a Rovigo: “Cara sorella Elvira, ti mando queste poche righe per farti conoscere a te e pure a nostra madre che io non mi scordai per niente della mia famiglia ma che forza maggiore impedisce. Prima di tutto tu farai sapere a mia madre che qui in America i guadagni sono più miseri che in Italia”.
E l”Italia di inizio Novecento è un paese prevalentemente agricolo, che comincia a beneficiare dell”accelerazione industriale. Le famiglie censite nel 1901 sono 7.145.000; di esse ben il 50% sono contadine. La povertà e l”indigenza continuano ad essere un possibile focolaio di rivolte, specialmente al sud. Anche l”istruzione difetta: oltre il 42,5% dei maschi italiani è totalmente analfabeta!
Ma la base culturale, sociale e politica della vita italiana è la famiglia borghese. Essa si raccoglie intorno alle donne di casa e si caratterizza per l”invadente moralismo di importazione inglese. Nella struttura familiare la donna è responsabile dell”andamento domestico. È la donna che pensa all”educazione dei figli, al decoro della casa, all”organizzazione –dove possibile- della vita mondana.
L”uomo, invece, si preoccupa essenzialmente del lavoro e delle attività esterne. Anche l”abbigliamento della famiglia borghese è indicativo dei diversi ruoli assunti: l”uomo veste con eleganti ma poco vistosi abiti grigi; la donna preferisce abiti pomposi, di gusto quasi orientale, meglio se arricchito da un brillante. Uomini e donne sfoggiano i primi orologi da polso. I polsi maschili sono stretti da robusti cronometri di acciaio bombato; i polsi muliebri, invece, mostrano sottili segnatempo montati su fili d”oro.
Nei salotti, regno dell”effimero e della frivolezza, non si contano i candelabri di bronzo dorato, i tappeti e gli amorini, le specchiere, i grandi ritratti a olio. E, intanto, l”altra faccia della famiglia italiana è quella segnata dalle lacrime, dai servizi di assistenza, dalla confusione dei refettori e dei dormitori pubblici. Molti sono i nuclei familiari, che si raccolgono intorno al soccorso offerto dalle parrocchie e dalle varie confraternite.






