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INIZIA L’EPOCA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA. “LA BALENA BIANCA…

L”Italia, stretta tra l”America e la Russia, sceglie l”America e conclude l”alleanza di governo con comunisti e socialisti. Siamo nel 1948 e alle elezioni politiche le sinistre del Fronte popolare vengono sconfitte dalla Democrazia Cristiana…

Il 1947 non è un bell”anno per l”Italia. Il Paese, infatti, è stretto nella morsa della guerra fredda, in quel braccio di ferro tra americani e russi, che hanno assunto la guida morale e militare, i primi, delle nazioni europee d”occidente ed, i secondi, di quelle orientali. Necessita una scelta di campo, a cui il Presidente del Consiglio, De Gasperi, non si sottrae. L”uomo di stato italiano, infatti, a capo di un governo di coalizione con socialisti e comunisti, guarda agli USA. Ad inizio d”anno, anzi, vola oltre oceano, per essere ricevuto dal presidente americano Truman. Della delegazione italiana non fa parte il Ministro degli Esteri, Pietro Nenni: un chiaro segno di discontinuità.

Gli incontri americani fruttano al governo italiano 50 milioni di dollari, quale contributo al mantenimento delle truppe americane sulla penisola, ed un prestito di 100 milioni di dollari concesso dalla Export Import Bank, per garantire nuovi investimenti produttivi. La contropartita ai “favori americani” è nel dover riconoscere conclusa l”alleanza governativa con comunisti e socialisti.

Così, mentre i socialisti facenti capo a Saragat (su posizioni moderate), nel corso del XXV Congresso del PSIUP (partito socialista), annunciano una scissione e la formazione del PSLI (Partito socialista dei lavoratori italiani), De Gasperi pensa di liberarsi del peso delle sinistre. Il capo del governo, sostenendo che i tre partiti della coalizione –DC, PCI e PSIUP- necessitano della collaborazione di un quarto partito, che rappresenti i ceti medi, gli industriali ed il mondo economico, presenta le dimissioni. Avuto il reincarico, forma il suo nuovo ministero (il IV), con i democristiani, i liberali e gli indipendenti, escludendo le sinistre ed aprendo, di fatto, una nuova pagina politica per l”Italia.

Scompare, così, all”improvviso lo spirito unitario della Resistenza. Vi contribuiscono, sicuramente, la scissione socialista e la posizione del papa Pio XII contro i comunisti atei, il veto posto dagli americani nei confronti delle sinistre al governo e l”atteggiamento di tutti quelli che ancora pensano ad una rivoluzione cruenta per poter giungere al ricambio della classe dirigente.

In questo rovente clima politico si va alle votazioni dell”aprile del 1948, precedute da una campagna elettorale dura, violenta, senza esclusione di colpi tra le sinistre –riunite nel Fronte democratico popolare- ed i partiti moderati. Il Fronte ne esce sconfitto.

La Democrazia cristiana sfiora la maggioranza assoluta col 48,5% dei voti e 305 seggi su 574 disponibili; il Fronte Popolare raccoglie il 31% dei voti e 183 seggi. Alle liste di Saragat vanno 33 seggi. Vengono falcidiate le liste dei liberlqualinquisti di Giannini e quelle dei repubblicani. De Gasperi dichiara: “Sento un solo orgoglio: quello di aver avuto fiducia nel popolo italiano”.

L”11 maggio 1948, intanto, il Parlamento elegge Luigi Einaudi primo presidente della Repubblica. Einaudi, come De Nicola d”altra parte, ha un passato di idee monarchiche; Francesco Saverio Nitti, commentando questo paradosso, scrive: “Einaudi era per sentimento e per pubbliche manifestazioni l”italiano più monarchico[:] Nessuna repubblica nuova ha mai eletto un presidente candidato monarchico nelle elezioni solo pochi mesi prima. Ciò avrebbe passato i limiti del verosimile”.

Precedentemente, il primo gennaio 1948, era entrata in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana. La Carta Costituzionale si fonda sulla garanzia di tutte le libertà formali e sulla difesa dei diritti sociali.

In uno scenario politico, purtroppo, di blocchi contrapposti un episodio rischia di portare, però, l”Italia ad una guerra civile. Il 14 luglio 1948 un giovane monarchico, Antonio Pallante, tira alcuni colpi d”arma da fuoco contro Palmiro Togliatti (foto). L”attentato al leader comunista sembra far scoccare l”ora della rivoluzione. La rabbia è immensa, qualcuno dissotterra le armi nascoste nel 1944, l”esercito pattuglia le città, i lavoratori lasciano le fabbriche ed invadono le piazze.

Dal suo letto d”ospedale, dove è stato ricoverato dopo l”attentato, Togliatti raccomanda: “Assoluta calma:Non fate sciocchezze:Nessuno si muova:Dite a tutti che non si muovano”.

Poi, due notizie smorzano la tensione. La prima è relativa al miglioramento delle condizioni di salute dello stesso Togliatti, che viene dichiarato fuori pericolo; la seconda riguarda le imprese ciclistiche di Gino Bartali.

Il corridore toscano, infatti, vincendo la tappa alpina Cannes-Briançon, si appresta a trionfare per la seconda volta al Tour de France. Gli italiani, quindi, esultano di nuovo, vanno al mare; gli operai rientrano nelle fabbriche. Il Paese –che durante le manifestazioni di protesta contro l”attentato a Togliatti ha contato 16 morti e 600 feriti- è sfuggito al pericolo di una guerra fratricida. A buona ragione il Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, riceve al Quirinale Bartali e la sua squadra.

Intanto, davanti al tribunale militare, si apre il processo contro Herbert Kappler, il colonnello nazista responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine, in cui trovarono la morte ben 335 italiani.

Ai primi giochi olimpici del dopoguerra, a Londra, l”Italia conquista 8 medaglie d”oro, 11 d”argento e 9 di bronzo.

Nel mondo della cultura si afferma il genio poetico di Mario Luzi, che pubblica la raccolta “Quaderno gotico”; Primo Levi, invece, nel romanzo “Se questo è un uomo” racconta la tragica esperienza dei campi di concentramento e la lotta per la sopravvivenza, non solo fisica ma anche della propria dignità di uomo.

A teatro l”attore Erminio Macario riscuote un grande successo con la rivista “Febbre Azzurra”.

(Fonte foto: Rete Internet)

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