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IL GIOCO DELL’ARTE, ECCO PERCHÉ UN”OPERA D”ARTE NON HA PREZZO

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Se vi siete chiesti almeno una volta nella vita perchè anche un piccolo disegno, pure solo abbozzato velocemente su un foglio, se firmato Michelangelo o Picasso non ha prezzo, ecco a voi la risposta.

Più di 30 mila anni fa l’uomo iniziò a disegnare. Le prime testimonianze vere e proprie di arte, sia pittorica che scultorea, risalgono tutte al cosiddetto Paleolitico, ossia al tempo in cui i primi ominidi cominciarono ad usare strumenti in pietra. In pratica, da che l’uomo è nato, è sempre esistita l’arte e lo dimostra il fatto che tutti noi, chi più chi meno, siamo capaci, sin da bambini, di disegnare.
È un gioco, un gesto naturale, che può essere svolto con qualsiasi mezzo: un bastoncino sulla sabbia, un pezzetto di carbone sulla roccia, tutto, all’occorrenza, può rendersi utile per disegnare. Tuttavia, proprio perché innata nell’essere umano, l’arte ha avuto il tempo di perfezionarsi nel corso dei secoli, liberandosi persino del gesto “formale” del disegno, divenendo idea, puro atto intellettuale. Qualcosa di così banale, alla portata di tutti, è divenuta, oggi, qualcosa comprensibile solo a pochi, anche se, a ben guardare, essa è sempre stata una disciplina elitaria.

Nobilitata sin dalla preistoria, l’arte è sempre appartenuta a particolari sfere sociali. Già gli uomini primitivi, che le diedero un forte valore religioso, lasciarono agli sciamani e agli stregoni il compito esclusivo di dipingere pitture rupestri e modellare statuette di argilla. Un valore religioso ereditato poi dai Greci per cui la rappresentazione dei “miti” aveva inoltre un forte significato civile. Solo con i romani, in un secondo momento, l’arte divenne mera decorazione ma anche un lusso per pochi.

Nel Medioevo la Chiesa monopolizzò la produzione artistica e temi e soggetti religiosi riempirono le opere d’arte di tutta Europa. La secolarizzazione iniziò, grossomodo, nel Rinascimento. Fu allora che temi e soggetti laici, per lo più ripresi dal mondo classico, occuparono un grande spazio nella produzione di opere d’arte. Calcolarne il valore era relativamente semplice: più importante era il committente dell’opera più grande era l’artista che la realizzava. La committenza era praticamente il motore stesso del mercato artistico e lo fu per secoli, sino agli ultimi decenni dell’Ottocento, quando le cose iniziarono a cambiare. Con l’Impressionismo e poi con le Avanguardie storiche, infatti, l’arte si fa autocritica e studia se stessa. In breve tempo, diviene sempre più difficile individuare, tra questi pensatori, prima ancora che artisti, i veri talenti; come difficile è restare al passo, anche per gli esperti, con i continui cambiamenti. Così, nel Novecento, nuove forme di mecenatismo si sostituiscono gradualmente a quelle tradizionali.

Il collezionismo e i Musei (essi stessi collezioni d’arte oltre che vere e proprie aziende) sono a tutt’oggi i pilastri forti del sistema artistico globale ma un ruolo determinante è svolto dalla critica militante. È quest’ultima, difatti, a sancire in definitiva il talento e la genialità di un artista. Il suo successo, o il suo insuccesso, dipende dunque, in larga parte, da quella ingente schiera di giornalisti e accademici che, vagliando le opere in mostra (importante vetrina tanto per gli artisti emergenti quanto per quelli già “consacrati”), ne determinano il valore sia artistico che, ovviamente, commerciale.

Ma come si calcola il valore di un’opera d’arte? La risposta è facile: più critici e storici dell’arte concordano sulla grandezza dell’opera più grande è l’artista che l’ha realizzata. Si potrebbe dire quindi che, se per dilettarsi d’arte secoli fa bastava un certo gusto e una certa preparazione culturale, oggi è assolutamente necessaria una buona dose di conoscenza storico-artistica, spesso, anche solo per apprezzare uno schizzo, un disegno, un abbozzo. Un gesto naturale, alla portata di tutti, che a volte, può arrivare a valere cifre da capogiro. È il caso di Woman III, opera di Willem de Kooning (foto), battuta all’asta nel 2006 per più di 130 milioni di dollari.
(Fonte foto: Rete Internet

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