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I bambini e il loro futuro: “Non abbiate paura della vostra realtà”

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Di nuovo in scena l’esperimento “Ti senti al sicuro?”. Un tentativo ben riuscito che tra serietà e comicità, ha trasmesso ai bimbi il coraggio della denuncia e l’importanza della partecipazione civile.

Siamo alla terza esperienza. Un terzo spettacolo sperimentato in una nuova scuola, un’esibizione ancora più ricca di contenuti e di importanti messaggi sociali trasmessi ai bambini attraverso la comicità dei muppets e delle guarrattelle napoletane.

L’obiettivo è ormai chiaro: sensibilizzare i bambini su alcune tematiche cercando di tenere viva la loro attenzione con spettacoli creati ad hoc. Così come accadde a Portici e al precedente spettacolo di Somma Vesuviana, anche stavolta presso il II Circolo Didattico di Via Don Minzoni i bambini che hanno partecipato all’iniziativa sono apparsi entusiasti e visibilmente coinvolti dall’esibizione e dai suoi contenuti comici e informativi. Anche questa volta dietro al teatrino, a pilotare muppets e guarrattelle ci ha pensato l’artista Francesco De Matteo, instancabile e abile intrattenitore, mentre all’esterno rivolto al pubblico c’era il sottoscritto che subiva battute mentre tentava di comunicare gli importanti messaggi previsti. L’esperimento è semplice, eppure pare stia raccogliendo consensi e stia raggiungendo in modo soddisfacente gli obiettivi prefissati.

“Non abbiate paura della vostra realtà” è l’invito più forte proposto in questo spettacolo. In una società paralizzata dalla sfiducia, esiste una teoria che purtroppo sta infettando tanti giovani contemporanei. Tale virus culturale ha colpito molti ragazzi già da ormai qualche anno e continua a diffondersi impietosamente anche nei nuovi bimbi: si tratta di quell’idea secondo cui è sempre colpa di qualcun altro. E’ colpa dei sistemi politici, è colpa degli insegnanti, è colpa delle forze dell’ordine, è colpa dei mass media, è colpa della società in generale, è colpa di tutti gli altri, ma non è mai colpa nostra. A questi giovani spettatori è stata proposta l’intuizione alternativa che vede ognuno di noi fautori irresponsabili della propria realtà. Già in giovanissima età bisogna insegnare e ristabilire nel dna culturale dei cittadini del futuro, l’idea che l’autocontrollo e la gestione delle problematiche non deve essere sempre e solo delegata a terzi.

La trama dell’esibizione è stata realizzata mettendo in scena tutte le paure descritte dai bambini, timori precedentemente scritti in temi già consegnati tempo addietro. Una volta analizzati i temi dei piccoli, dopo aver annoverato le principali insicurezze, è stata studiata una storia che potesse mostrare loro come vincere le paure, proponendo soluzioni e inculcando nelle giovani menti il concetto dell’autocontrollo. Per autocontrollo s’intende l’importanza di spiegare quanto i propri atteggiamenti civici siano determinanti per la gestione del prossimo futuro. Autocontrollo quindi, affinché i piccoli possano interiorizzare il concetto secondo cui, sono essi stessi i primi a doversi comportare in modo civile.

Lo spettacolo, ha proposto a riguardo vari esempi, che partono dalla raccolta differenziata, ben spiegata tra battute ed equivoci divertenti, passando al decoro urbano, fino ad arrivare al bullismo, tema quest’ultimo in cui è stato spiegato quanto sia importante avere il coraggio di parlare con i genitori e con i maestri di questi bulli di quartiere. Interessante in questo spettacolo il messaggio antirazzista, che ha visto la partecipazione di un simpaticissimo muppets di colore che, attraverso la sua storiella, invitava i bambini a non aver timore dello straniero e ad accoglierlo con fiducia, invitando invece a segnalare a maestri, genitori o vigili urbani, quegli stranieri che invece mostravano atteggiamenti poco corretti.

Un timore per gli stranieri che è stato spesso descritto nei temi, in cui si palesava un attaccamento ad alcuni stereotipi culturali smascherati in scena. In quello che potremmo definire il secondo tempo dello spettacolo, i muppets hanno lasciato spazio alle tradizionali guarrattelle napoletane, antiche risorse artistiche della cultura partenopea. In questa fase finale è toccato quindi a Pulcinella aiutare una vecchietta a denunciare il camorrista che le estorceva denaro ogni mese. Un momento in cui dalle risate si è passato ad un paio di minuti di serietà e silenzio, tempo dove è stato affrontato l’annoso tema del pizzo. Questi e altri i temi toccati durante l’esibizione, dove sono stati messi in scena i disagi e le rispettive soluzioni, così da infondere un senso di fiducia negli spettatori, senza però stancarli o appesantire gli argomenti con paroloni aulici.

L’idea è quella di sconvolgere l’attenzione dei piccoli attraverso la risata, affinché le tematiche siano interiorizzate in modo più incisivo e determinate. Non è un caso che lo spettacolo è terminato con l’invito, ripetuto in coro, a non dimenticare che “il futuro è dei bambini!”.

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