sabato, Maggio 2, 2026
22.2 C
Napoli

I DISASTRI ARRICCHISCONO, LA PREVENZIONE NO

Della frana di Ischia non parla più nessuno. Si nascondono fatti e responsabilità per concentrarsi sui tanti soldi che saranno spesi per “mettere in sicurezza” il territorio.
Di Amato Lamberti

Della frana di Casamicciola non ne parla più nessuno: eppure non è passata neppure una settimana. Ma si sa che queste notizie che rimandano a precise responsabilità a diversi livelli istituzionali si consumano in breve tempo, perchè grande è la fretta di nascondere sotto una coltre di silenzio le disattenzioni, le inadempienze, i mancati interventi degli Enti e degli uffici preposti al monitoraggio e alla salvaguardia del territorio.

Nemmeno a farlo apposta, pochi giorni prima avevamo scoperto, grazie ad una indagine della Magistratura, che l”Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (L”ARPAC) era, per un verso, una dependance esclusiva di un partito politico di dimensioni familiari, anzi familistiche, nella quale sistemare in allegra brigata parenti, sodali, portaborse e galoppini, senza titoli e competenze per assicurare un qualsiasi servizio di tutela ambientale; e, dall”altro, una sorta di associazione a delinquere che distribuiva appalti e consulenze finalizzati solo a raccogliere consensi elettorali. Del territorio, delle sue fragilità idrogeologiche, dei problemi di inquinamento, naturalmente, non se ne occupava nessuno, perchè i disastri pagano molto più che la prevenzione.

Un evento catastrofico produce morti, dissesti del suolo, distruzione di strade ed edifici, ma mette nello stesso tempo in moto una macchina perversa di interventi di somma urgenza, di richiesta urgente di fondi per far fronte alle necessità più immediate, di studi sulle condizioni dei territori colpiti, di progettazione di interventi per il consolidamento dei costoni, che danno alla politica la possibilità di distribuire appalti, subappalti, forniture, consulenze, progettazioni secondo le regole clientelari più consolidate, quelle della fedeltà, dell”appartenenza e della spartizione. Ogni disastro, in altre parole, attiva un banchetto al quale la politica invita parenti, amici e benefattori e dove si festeggia lo spreco dei fondi pubblici.

Ma di queste cose giornali e telegiornali non parlano, intenti come sono a celebrare i rituali del pianto e dell”indignazione. Come scrive il prof. Vallario, geologo di fama internazionale, “Ad ogni crollo, frana, inondazione, seguono sempre buoni propositi sull”avvenire, dichiarazioni sulla imprevedibilità del fenomeno, commissioni d”inchiesta, ma tutto si esaurisce in un nulla di concreto, in attesa del prossimo disastro, per riproporre analogo rituale”.

Nel suo libro, “Il dissesto idrogeologico in Campania”, c”è una cronistoria di frane ed alluvioni che è impressionante perchè registra come alcuni contesti territoriali siano interessati da eventi calamitosi con una frequenza che consiglierebbe addirittura lo spostamento della popolazione, o quantomeno il blocco totale di ogni nuova costruzione. L”isola di Ischia, ad esempio, è interessata strutturalmente da fenomeni franosi a partire dal IV secolo a.C. Un esempio di totale disattenzione al territorio è quello di Monte Pendolo a Gragnano.

Nel 1764 alcune frane sul versante nord provocarono numerose vittime e molti danni. Nel 1841 diverse frane sui versanti nord e ovest provocarono 100 vittime e danni anche all”abitato di Gragnano. Nel 1935 imponenti fenomeni franosi sul versante nord investirono l”abitato di Gragnano, provocarono numerose vittime e ingenti danni economici. Altre frane di rilevante importanza, per fortuna senza vittime, si registrarono nel 1939, nel 1949, nel 1951, nel 1953, nel 1956, nel 1958. Nel 1963 una serie di frane provocarono una vittima e molti danni. Nel 1971 una frana sul versante sud travolge l”Hotel La Selva di Gragnano e molte altre abitazioni provocando anche sei vittime. Nel 1997 un frana si abbatte su un ricovero di animali facendo molte vittime.

In questa situazione di pericolosità, ancor oggi si continua a costruire, e non solo abusivamente quasi a sfidare il pericolo incombente di un monte che già nel nome ricorda la sua condizione di instabilità. Le autorità competenti non sono interessate ad intervenire perchè Monte Pendolo è una specie di assicurazione permanente per gli amministratori: ogni volta che frana, e frana spesso, arrivano soldi per appalti, studi, consulenze, con i quali soddisfare le proprie clientele e rinforzare il pacchetto di consensi elettorali. Se muore qualcuno, ci saranno anche le televisioni e giornalisti da tutte le parti d”Italia.
(Fonte foto: Rete Internet)

I TEMI TRATTATI DAL PROF. LAMBERTI

In evidenza questa settimana

Con What We Want di Francesco Jodice l’arte atterra nell’aeroporto di Napoli

  All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco...

Scopre il tradimento del marito e lo evira dopo averlo narcotizzato

  Un gesto violento maturato all’interno delle mura domestiche ha...

Ottaviano verso il voto, comitati aperti e fair play: le mosse dei 4 candidati

La campagna elettorale entra nel vivo a Ottaviano, dove...

Pompei, grande attesa per l’arrivo di Papa Leone XIV

Papa Leone XIV sarà in visita pastorale al Santuario...

Argomenti

Con What We Want di Francesco Jodice l’arte atterra nell’aeroporto di Napoli

  All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco...

Scopre il tradimento del marito e lo evira dopo averlo narcotizzato

  Un gesto violento maturato all’interno delle mura domestiche ha...

Ottaviano verso il voto, comitati aperti e fair play: le mosse dei 4 candidati

La campagna elettorale entra nel vivo a Ottaviano, dove...

Pompei, grande attesa per l’arrivo di Papa Leone XIV

Papa Leone XIV sarà in visita pastorale al Santuario...

Somma al voto, presentata la lista A Testa Alta: “Progetto condiviso a sostegno di Silvia Svanera”

Riceviamo e pubblichiamo Entusiasmo e partecipazione in occasione della presentazione...
Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Articolo precedente
Articolo successivo