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I DISASTRI AMBIENTALI DELLA NOSTRA REGIONE

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I Regi Lagni, l”emergenza rifiuti e la recente visita della Commissione UE in Campania.
Di Don Aniello Tortora

I Regi Lagni sono un reticolo di canali rettilinei il cui bacino attraversa le province di Caserta, Napoli e Benevento più altri 99 comuni. Raccolgono le acque piovane e sorgive dirigendole dalla pianura a Nord di Napoli per oltre 56 chilometri da Nola ad Acerra e quindi al mare, tra la foce del Volturno e il Lago Patria. Nei giorni scorsi ha destato scalpore un”inchiesta che ha portato alla luce uno dei più gravi scandali ambientali degli ultimi anni in Campania.
Disastro ambientale, avvelenamento di acque, truffa aggravata. Sono solo alcune delle accuse che pendono su allevatori e imprenditori coinvolti negli sversamenti abusivi che hanno trasformato l”area in una discarica a cielo aperto. Ci vorranno tre generazioni per risanare il disastro ambientale causato dagli sversamenti abusivi nell”area dei Regi Lagni.

La vicenda, che ancora una volta getta sulla nostra regione l”immagine di un”immensa discarica a cielo aperto, è raccontata da un video girato dalla Guardia di Finanza di Caserta. I reticolati presenti nei canali di scolo delle acque reflue venivano rimossi, così da poter far passare attraverso le condotte carcasse di animali, rifiuti ingombranti, rifiuti industriali tossici, scarti di centri commerciali, liquami fognari di Casal di Principe, San Cipriano d”Aversa e Casapesenna. In quei canali c”era davvero di tutto, come confermano i dati Arpac ed ENEA, secondo i quali, paradossalmente, le acque che uscivano dai depuratori erano più tossiche rispetto a quelle in entrata.

Anche la Commissione Ue, venuta nella nostra Regione per verificare lo “stato di salute” dell”emergenza rifiuti ha detto che “la situazione in Campania è preoccupante”. La visita era stata suscitata da 18 petizioni dei vai comitati. Obiettivo della visita era dimostrare che la Campania è in movimento per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti al fine di riuscire ad ottenere lo sblocco di centinaia di milioni di fondi europei. Petizioni che chiedono la verifica della compatibilità degli impianti, delle discariche con quanto previsto dalla normativa europea e soprattutto i cittadini chiedono alle autorità europee di valutare se dalla presenza degli impianti siano realmente derivati problemi per la salute e danni all”ambiente, in violazione della normativa europea.
Alla conclusione della tre giorni-europea nella nostra Regione, possiamo sintetizzare così il rapporto finale: “Poco dialogo con i cittadini e ciclo basato su discariche e termovalorizzatori”.

L”eurodeputata olandese Judith Merkies capo delegazione della Ue nell”ostentare ottimismo al contempo si è espressa nel dire che:
1) non vi è stata alcuna interlocuzione tra cittadinanza e istituzioni sulle politiche e sulla scelta dei siti per la gestione dello smaltimento dei rifiuti;
2) che lo smaltimento in Campania viene pianificato a suon di discariche e termovalorizzatori e che le istituzioni sono inclini a optare per queste soluzioni in maniera definitiva e non temporanea;
3) è una follia immaginare una seconda discarica nel parco nazionale del Vesuvio sito protetto dall”Unesco. Ma nonostante questo la Merkies ha spiegato come la Campania è patrimonio dei campani come di tutti i cittadini europei, e che la commissione lavorerà avendo come obiettivo la tutela del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale di tale regione.

La stessa Merkies ha detto, poi, come “siano legittime le preoccupazioni dei cittadini che hanno inviato le petizioni, rivolgendosi a noi, circa l”assenza di un ciclo dei rifiuti. Hanno pienamente ragione”. In fondo, la delegazione europea, dopo aver visitato i siti di Chiaiano, Taverna del Re, Ferrandelle, l”impianto di Acerra, Terzigno e Basso dell”Olmo nel Comune di Serre, ha solo portato alla luce quanto negli anni passati, nelle lotte compiute dai vari comitati, avevamo sempre denunciato, che cioè in Campania “manca un ciclo integrato e che non viene rispettata la gerarchia dei rifiuti perchè si utilizzano soltanto discariche e termovalorizzatori senza passare per i processi che riducono i rifiuti, che favoriscono la loro selezione e il riciclaggio, processi che favorirebbero un utilizzo complessivamente minore delle discariche che sono viste non come una soluzione temporanea, ma definitiva”.

Altra nota negativa messa in luce dalla commissione europea è, inoltre, il “deficit di democrazia”, vera piaga della nostra società meridionale. La commissione ha preso atto “dell”assenza di dialogo tra i cittadini e le autorità, dialogo necessario anche fra i diversi livelli amministrativi” e “la mancanza di trasparenza, per cui si intravede una possibilità di miglioramento, considerando che per ora non c”è accesso alle discariche per l”opinione pubblica e per chi volesse verificare i dati”. La stessa Merkies, alla fine della visita, ha sollecitato l”accesso ai siti in quanto “così si favorisce il dialogo, anello mancante, e si instaura fiducia”. Quella dei rifiuti della gestione dei rifiuti in Campania è una questione “politica, ma che trascende i ragionamenti partitici”.

Una regione la Campania che la Merkies ha ribadito come sia non solo dei cittadini campani, ma “è anche una regione dell”Unione europea e patrimonio mondiale che va mantenuto per voi e per noi”. Trasparenza, quindi, e accesso ai siti per favorire il dialogo e la fiducia.
La Chiesa da tempo vicina ai comitati per salvaguardare il nostro territorio da altri scempi, ultimamente è stata presente a Terzigno con una lettera-appello del nostro Vescovo.

È giunto il tempo che tutti noi abitanti queste terre prendiamo veramente coscienza di quello che è accaduto e, “svegliandoci dal sonno” ci mettiamo insieme e agiamo perchè certi scempi non si verifichino mai più.
I nostri figli hanno diritto ad un futuro di purezza ambientale e di speranza.
(Fonte foto: Rete Internet)

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