Il film biografico di Gervasi offre uno scorcio sulla personalità complessa di Alfred Hitchcock durante le riprese di Psycho, tra le difficoltà nella realizzazione del film e le inquietudini personali.
Nel 1960 usciva nelle sale Psycho, probabilmente il film di Hitchcock più conosciuto e citato. Le vicende dello psicopatico Norman Bates conquistarono subito il pubblico e sono ancora oggi un oggetto di venerazione sopravvissuto ai danni del tempo che passa, spietato quando si ha a che fare con i racconti di genere.
Al di là della storia del giovane pazzo che “tiene in vita” la madre dopo averla ammazzata – escamotage non nuovissimo già allora e che oggi verrebbe smascherato in mezzora dal pubblico smaliziato – Psycho ha raggiunto l’immortalità grazie ad alcune scene culto, conosciute direttamente oppure attraverso omaggi e citazioni anche da chi non ha mai visto il film per intero. L’omicidio nella doccia, la rivelazione delle “fattezze” della madre, la sinistra casa Bates e altre ancore sono diventate tutte icone del brivido nell’immaginario collettivo. I critici molto hanno discusso sul reale valore della pellicola ed è opinione diffusa che non sia il miglior film di Hitchcock, per molti esagerato e privo di un focus adeguato sui personaggi. Ma alla sua uscita Psycho scioccò il pubblico e divenne il più grande successo del regista.
Il documentarista Sacha Gervasi, partendo dal libro di Rebello Come Hitchcock ha realizzato Psycho, traccia una biografia del grande regista inglese proprio nel periodo delle riprese del suo capolavoro. Ci viene mostrato Sir Alfred reduce dal successo di Intrigo internazionale ma in crisi di ispirazione. In questo periodo difficile a catturare la sua attenzione fu il romanzo Psycho di Robert Bloch. La Paramount, probabilmente a causa del tema scabroso, non credeva nel successo dell’operazione e costrinse Hitchcock ad auto-finanziarsi il progetto. Accanto alle vicende lavorative, Gervasi dipinge un profilo privato del regista, del suo rapporto complesso con la moglie e dell’ossessione per le figure femminili da inserire nei film.
Il biopic di Gervasi è un’operazione interessante rivolta in particolare ai fan del maestro inglese. Come spesso succede in questi casi, è difficile stabilire dove finisce la ricostruzione fedele e inizia la visione romanzata. Alcuni passaggi inverosimili sono facilmente perdonabili perché funzionali all’intenzione di raccontare le ossessioni di Hitchcock tra lavoro e vita privata. Gervasi incastra alla perfezione le due dimensioni, fa riflettere la figura del regista britannico da diverse angolature partendo da un’unica fonte, proprio come nei giochi di specchi che Hitchcock usò per la realizzazione di Psycho.
Un cast straordinario (Anthony Hopkins e Helen Mirren nel ruolo di Hitchcock e della moglie Alma Reville, ma anche Scarlett Johansson, James D’Arcy, Toni Collette) contribuisce alla realizzazione di un buon film biografico che offre al pubblico uno sguardo curioso sulla vita di una delle personalità più interessanti e geniali della storia del cinema.
Regia di Sacha Gervasi, con Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, James D’Arcy, Michael Stuhlbarg, Toni Collette, Jessica Biel
Genere: biografico
Durata: 100 minuti
Uscita nelle sale: 4 aprile 2013
Voto 6,5/10






