La società che gestisce il servizio idrico integrato illustra gli interventi compiuti e futuri. I vertici dell’azienda e dell’Ente d’Ambito marcano la distanza dal passato e la nuova fase di investimenti.
A poche settimane dall’approvazione dello Schema d’Accordo tra Regione Campania, Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e GORI s.p.a., mentre si fa concreta la possibilità di un sostanziale abbonamento dei 157 milioni di debiti accumulati dalla società che gestisce il servizio idrico integrato verso la Regione, in barba ai referenda popolari, la GORI fa il punto sull’attività degli ultimi 20 mesi, presentando gli investimenti dispiegati su tutto l’ambito territoriale Sarnese Vesuviano, e i progetti in cantiere per il futuro, esibendo al contempo una riduzione delle tariffe pari al 4,5% nel 2012.
Il recupero della vocazione imprenditoriale, basata sugli investimenti per il miglioramento del servizio idrico, la tutela ambientale e il ruolo intermediario tra amministratori locali ed Ente d’Ambito diventano dunque nuovamente centrali nella missione della società partecipata, dopo una lunga fase di abbandono che la dirigenza GORI fa risalire al luglio 2009. Si tratta nello specifico di 18 interventi messi in campo nel 2012 attraverso altrettanti protocolli d’intesa con le amministrazioni locali, che hanno privilegiato la ristrutturazione, il potenziamento, talvolta la realizzazione ex novo della rete fognaria da un lato, il potenziamento e la messa in sicurezza degli impianti di depurazione dall’altro, per un importo di circa 31 milioni complessivi.
«Naturalmente non riteniamo che questo sia il traguardo definitivo del nostro compito» ha precisato il presidente dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, il senatore Carlo Sarro, che ha contestualmente ricordato i limiti temporali che si impongono alla sua azione, visto che il 31 dicembre scadrà la proroga per gli enti d’Ambito. Una gestione, quella di Sarro, encomiata dall’a.d. Giovanni Paolo Marati, che ha professato un cambiamento di rotta dell’azienda, «in passato caratterizzata da una forte inclinazione al rapporto fiduciario e al risvolto occupazionale», e che oggi ha imposto il blocco delle assunzioni, pervenendo ad una riduzione del personale di 50 unità (di cui 5 licenziamenti per motivi disciplinari, gli altri per ragioni pensionistiche), e ad un dimezzamento del suo Cda.
In conclusione, la carrellata sugli interventi in cantiere ha fatto emergere un piano d’investimenti di 115 milioni, di cui circa 50 destinati al miglioramento della distribuzione idrica e alla riduzione delle perdite, i restanti alle opere del comparto fognario-depurativo, tese al raggiungimento di adeguati livelli di copertura del servizio e di progressiva eliminazione degli scarichi nell’ambiente.

