giovedì, Aprile 30, 2026
18.6 C
Napoli

“Fluxus &Ffluxus: 1962-2012”. I cinquant’anni di un “non movimento”

La Galleria Paola Verrengia di Salerno celebra con una mostra il mezzo secolo dalla nascita della rivoluzione creativa Fluxus, il “non movimento”, come si autodefinì, fondato dall’artista lituano George Maciunas.

Settembre 1962, Wiesbaden, Germania Occidentale. Nel bel mezzo della Guerra Fredda, la capitale dell’ Hessen viene scelta come luogo di una singolare manifestazione.

Il titolo è “Fluxus Internationale Festspiele Neuester Musik” e ha come oggetto una serie di azioni esemplari inscenate da George Maciunas, Dick Higgins, Emmett Williams, Ay-O, Robert Filliou, Nam June Paik, Daniel Spoerri, Wolf Vostell, Giuseppe Chiari, Gianni Emilio Simonetti e molti altri. L’evento presenta tutta la sfrontatezza e la teatralità che accomuna il nutrito gruppo di artisti internazionali presenti: performance che hanno come unico scopo la distruzione di strumenti musicali (foto), esercizi di rasatura o il tuffo in una vasca da bagno piena d’acqua accompagnano bizzarre estemporanee di pittura. Evidentemente, l’eccentrica carica di eversione contenuta nelle azioni di Maciunas e Co. ebbe un seguito mediatico notevole.

Era questo il biglietto da visita di Fluxus, che si presentava, fin dall’inizio, come una tra le più provocatorie avanguardie del dopoguerra. Abbattendo ogni residua distinzione tra arte e vita, delegando al banale e alla routine del quotidiano il ruolo di protagonisti degli happening in progress che ne costituivano le premesse, Fluxus s’impose per l’internazionalità degli scopi e lo sdoganamento totale del fare artistico. Oggi, per celebrare i cinquant’anni dalla sua nascita, la Galleria Paola Verrengia di Salerno omaggia il precetto Fluxus “tutto è arte e chiunque la può fare”, con una mostra di primo piano incentrata sui protagonisti di quell’esperienza.

I nomi – e le opere – sono molti e tutti d’importanza capitale: Ay-O, Eric Andersen, George Brecht, Giuseppe Chiari, Philip Corner, Robert Filliou, Henry Flynt, Al Hansen, Geoffrey Hendricks, Dick Higgins, Joe Jones, Alison Knowles, George Maciunas, Jackson Maclow, Larry Miller, Charlotte Moormann, Yoko Ono, Nam June Paik, Ben Patterson, Takako Saito, Serge III, Bob Watts, Emmet Williams, Ben Vautrier, Wolf Vostell. La manifestazione, che durerà fino al 30 novembre prossimo, è assolutamente da non perdere. La centralità della rivoluzione creativa di Fluxus si snoda attraverso le opere in mostra.

Incentrato sul movimento continuo, memore del panta rei eraclitiano, deve il suo nome – dal latino fluire – a Maciunas, che confessò di averlo trovato sfogliando casualmente un vocabolario: la continuità rispetto al dadaismo – movimento il cui nome, tra le altre spiegazioni avanzate, nasceva allo stesso modo e da cui Fluxus trae le mosse – è garantita. D’altronde, la caratteristica essenziale delle irridenti opere in mostra a Salerno, tradisce l’estrazione duchampiana della filosofia dei fluxer; sorprende come il non movimento abbia potuto ulteriormente forzare il concetto di readymade ideato da Duchamp, anzi radicalizzarlo.

Fluxus mirava, infatti, a “cancellare le ultime divisioni tra il readymade (cioè l’oggetto d’uso o commerciale isolato) e il vero significato del suo isolamento (cioè i dispositivi della cornice e della presentazione), [abbattendo ogni residua differenza] tra le formazioni linguistiche e discorsive dell’ “opera” e quelle dei suoi contenitori”. Originalità, innovazione, creatività dirompente ed irridente, fluente e mai uguale a se stesso come l’acqua del fiume in cui non ci si immerge mai per due volte consecutive, per citare ancora Eraclito di Efeso; sono queste le mirabolanti ed audaci direttrici di Fluxus, tana del nonsense e della contraddizione rispetto alle regole preconfezionate: “Fluxus è per l’importanza della non importanza; il solo movimento artistico capace di mordersi la coda; più importante di quanto non crediate; meno importante di quanto non crediate; mandare a morte uno spettacolo; leggere il giornale di un altro attraverso un buco fatto nel proprio; addormentarsi e russare durante un concerto di Stockhausen”.
(Fonte foto: Rete Internet)

STORIE D’ARTE

In evidenza questa settimana

San Gennaro Vesuviano in lutto: operatrice 118 muore a 15 mesi dall’incidente

La morte di Patrizia Di Giorgio, operatrice del 118...

Pomigliano, stop ai licenziamenti: salvi 94 operai Transnova

  Una svolta improvvisa nella vertenza legata all’indotto automobilistico campano....

San Vitaliano, grande partecipazione per la presentazione della lista “San Vitaliano in buone mani”

  San Vitaliano. Si è tenuta nella serata di ieri,...

Marigliano, nasce il nucleo operativo sicurezza urbana della polizia locale

A Marigliano, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino...

Marigliano, il Consiglio comunale istituisce la figura del Garante per la disabilità

  Ok anche al regolamento sulla definizione agevolata   Il Consiglio comunale...

Argomenti

San Gennaro Vesuviano in lutto: operatrice 118 muore a 15 mesi dall’incidente

La morte di Patrizia Di Giorgio, operatrice del 118...

Pomigliano, stop ai licenziamenti: salvi 94 operai Transnova

  Una svolta improvvisa nella vertenza legata all’indotto automobilistico campano....

Marigliano, nasce il nucleo operativo sicurezza urbana della polizia locale

A Marigliano, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino...

Marigliano, il Consiglio comunale istituisce la figura del Garante per la disabilità

  Ok anche al regolamento sulla definizione agevolata   Il Consiglio comunale...

Ottaviano, la corsa si accende: comitati aperti e tour nei quartieri

OTTAVIANO – La campagna elettorale entra nella fase più...

Il Castello delle Cerimonie è ufficialmente di proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate

Svolta nella tormentata vicenda del Grand Hotel 'La Sonrisa'...

Related Articles

Categorie popolari

Adv