Una bega in “famiglia”, un po’ sulla falsariga della nota pellicola Kramer contro Kramer. Litigi a colpi di comunicati all’interno del Comitato Mogli Operai della Fiat di Pomigliano. Al centro della querelle c’è il ruolo del Movimento 5 Stelle.
La bagarre è iniziata con una lettera firmata dal Comitato Mogli Operai, venerdì scorso. Titolo emblematico quanto ironico: “Di Maio e i grillini hanno fatto fetecchia”. Il riferimento era all’impegno che il vicepresidente della Camera, il pomiglianese Luigi Di Maio, si era preso con il Comitato e con lo Slai Cobas,il sindacato degli autorganizzati, circa l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sui soldi pubblici ricevuti dalla Fiat dal Dopoguerra a oggi.
Subito dopo l’accusa relativa alla sua presunta cilecca era giunta la replica del giovane vicepresidente, che aveva parlato di “accuse ingiuste e controproducenti per tutti gli operai” e che aveva allegato alla risposta le proposte di legge sulle varie commissioni d’inchiesta. Proposte il cui deposito dovrebbe essere annunciato dai grillini entro questa settimana, sempre secondo quanto fatto sapere dallo stesso Di Maio. Poco dopo, a sostegno del deputato del M5S ,è spuntata la lettera di Maria Molinari, vale a dire della principale esponente del Comitato Mogli Operai nonché colei che fino a poco tempo fa era portata come una sorta di prete all’altare da Vittorio Granillo e da Mara Malavenda, cioè i leader dello Slai Cobas di Pomigliano.
“Resto allibita e completamente ignara del comunicato – scrive la Molinari – con stupore apprendo queste notizie e con rammarico scrivo queste poche righe: non condivido tale comunicato”. La moglie dell’operaio Tommaso Pirozzi, cassintegrato del reparto logistico Fiat di Nola, nella sua lettera ha sostanzialmente sostenuto che il comunicato contro di Maio non è stato concepito dal consenso unanime del Comitato Mogli Operai. “Noi e altre compagne ignoravamo la cosa”, accusa la signora Molinari, che poi parla di “freddezza” da parte degli attivisti dello Slai Cobas. A questo punto, apriti cielo. Vittorio Granillo, che da sempre detiene il copyright dello Slai Cobas a Pomigliano, insiste sul fatto che Di Maio sia facendo solo fumo sulla commissione d’inchiesta e apostrofa così rivolgendosi al ventiseienne sempre in giacca e cravatta: “Ragazzo svegliati: ti sei fatto bene i conti ?”.
Subito dopo Anna Solimeno, attivista Slai Cobas , operaia della Fiat e anche lei consorte di operaio Fiat nonché componente del Comitato Mogli, chiude sferzante, sempre in un comunicato. “Ci sono stati contatti col Movimento 5 Stelle – scrive la Solimeno – ma non con il Comitato Mogli bensì con lo Slai Cobas e si era deciso che tali contatti dovevano avvenire in maniera diretta e senza intermediari”.
“E poi mi sembra strano e soprattutto anomalo – stigmatizza Solimeno – che il “documento” sulla commissione, di cui noi del Comitato Mogli abbiamo saputo l’esistenza solo leggendo la puntualizzazione di Di Maio, venga dato nelle mani di una compagna del Comitato mogli (che se l’è tenuto per sé) e non direttamente comunicato dal M5S allo Slai Cobas. Inoltre –la stoccata finale della moglie-operaia – voglio precisare che la sala dove si è tenuta la conferenza stampa a Montecitorio, sul dossier dello Slai Cobas relativo ai fondi pubblici alla Fiat, non ci è stata messa a disposizione dal Di Maio, come si è erroneamente scritto, ma è stata prenotata dal deputato Pino Pisicchio capogruppo del gruppo Misto. A questo punto ancora mi chiedo: come mai il dossier dello Slai cobas sulla Fiat non è presente sul sito di Di Maio? E come mai sui siti del M5S non è stata postata la videoregistrazione integrale di Radio Radicale della conferenza stampa dello Slai Cobas a Montecitorio affinché tutti potessero constatare come si sono svolti realmente i fatti (non è forse anche questa la democrazia?! )”.




