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Fiat, l’azienda e la Uilm: “Ricollocare i cassintegrati”. La Fiom: “Tutte bugie”

Ieri l’assemblea sulla crisi organizzata dai sindacati del sì a Marchionne. Sgambati e la Fiat: “Possibilità di ricollocare i cassintegrati nell’area Fiat”. La Fiom annuncia la campagna “a Natale tutti in fabbrica”.

Ricollocare i cassintegrati della Fiat di Pomigliano dove possibile, magari anche nell’indotto. E’ la novità emersa ieri dall’assemblea dei sindacati firmatari dell’accordo nuova Panda, l’intesa scaturita dal piano Fabbrica Italia che due anni fa portò alla fuoriuscita della Fiat da Confindustria, alla creazione di un contratto specifico dell’auto e alla cacciata della ribelle Fiom da tutte le fabbriche del Lingotto.

Intanto l’ipotesi del ricollocamento dei cassintegrati è preannunciata da Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm: “La nostra responsabilità è di far rispettare a Fiat l’accordo firmato e di ricollocare tutti gli operai ancora in cassa integrazione”. Nel salone di un hotel di San Vitaliano, davanti a poche centinaia di iscritti, selezionati col filtro della chiamata via sms, Sgambati, al riparo dalle tensioni della distante Pomigliano, dichiara che “la preoccupazione più grande dei sindacati è il futuro degli operai di Termini Imerese” e che “per Pomigliano invece non c’è problema: sarà portato a casa il risultato del ricollocamento di tutti gli operai, così come da accordo Panda”.

Frasi confermate nel primo pomeriggio dalla Fiat. “Si potrebbe pensare a un ricollocamento dei cassintegrati nell’area di Pomigliano – fa sapere Torino – forse nel perimetro stesso della fabbrica o nell’area vicina”. Una posizione, questa del dirigente regionale della Uilm e dell’azienda, che fa infuriare Andrea Amendola, segretario regionale della Fiom.

“Continuano a mentire: Sgambati ha ufficialmente detto che ci sono gli esuberi alla Fiat, questa è la stessa storia degli 800 lavoratori della ex Ergom di Poggioreale – dichiara il dirigente dei metalmeccanici Cgil – a loro era stato detto ciò che dicono adesso e ora gli operai sono sull’orlo del licenziamento. Ci deve essere un solo obiettivo – aggiunge Amendola – che è quello della Fiom: loro devono battersi per far tornare tutti in Fip entro Natale, come ha detto un lavoratore nell’assemblea. Poi – la proposta del responsabile Fiom – sarà necessario riprendere un negoziato per trovare una soluzione, con ammortizzatori sociali e spalmando su tutti i problemi, altrimenti i lavoratori saranno licenziati”.

L’assemblea di ieri sulla questione Fiat è organizzata dai sindacati del si a Marchionne, che poco prima avevano annunciato l’esclusione della Fiom. I partecipanti, circa 200, sono chiamati con dei messaggi sui telefonini, alcuni dei quali contengono frasi del tipo: “Fatti trovare davanti alla fabbrica e poi saprai”. La “caccia al tesoro” culmina alle nove del mattino con il raduno nell’hotel. A ogni modo qui si fanno trovare lo stesso alcuni militanti della Fiom. Il primo a prendere la parola è Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim: “Non dobbiamo parlare contro la Panda: più il territorio è ingovernabile e più gli investitori scappano. Invece di contestare perché non comprate le macchine della Fiat ?”.

“E i soldi chi ce l’ha ?!?”, la risposta urlata dai metalmeccanici della Cgil. “Noi crediamo fermamente nell’accordo Panda: è l’unico modo per tornare in fabbrica ”, la controreplica di Luigi Marino, segretario regionale dei metalmeccanici Ugl. “L’obiettivo comune è che entro luglio 2013 rientrino tutti”, ribadisce Felice Mercogliano, segretario nazionale della Fismic. Ma Mimmo Loffredo, militante della Fiom, dal microfono, risponde così: “E’iniziata la campagna A Natale tutti in Fip e mercoledì tutti davanti alla fabbrica”. Circola uno slogan ironico: “A Natale mangeremo il panettone in fabbrica”. “ Ironia a parte dobbiamo fare presto, prima che inizi la campagna elettorale”, conclude Antonio Di Luca, militante Fiom.

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