Fiat, la fabbrica di Pomigliano modello per il Brasile

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Nella nazione sudamericana sarà realizzata una seconda fabbrica della Fiat, dopo quella di Belo Horizonte. Per questo motivo ieri i tecnici brasiliani si sono recati nella fabbrica della Panda. Obiettivo: studiarne tecnologia e organizzazione.

Costruire fabbriche della Fiat sul modello tecnologico e organizzativo di Pomigliano. E’ il motivo che ha spinto alcuni tecnici brasiliani del gruppo e una delegazione del governo carioca a visitare, ieri, lo stabilimento produttore della Panda.

Il Lingotto, grazie a una serie di cospicui finanziamenti concessi dal governo di Brasilia sta costruendo nella nazione sudamericana il suo secondo impianto. Da qui la necessità di visionare la fabbrica più moderna dell’azienda automobilistica. E’ la seconda volta nello spazio di pochi mesi che la delegazione brasiliana si reca nell’impianto partenopeo. La prima c’era stata a ottobre. “ Si tratta di una visita di studio dell’impianto, non è un evento di cui dovrà beneficiare Pomigliano ”, il chiarimento della Fiat circa la visita di ieri. E Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic, smorza facili entusiasmi.

“Anch’io come il Lingotto – sostiene Mercogliano – credo che la visita dei brasiliani sia motivata da ragioni culturali, visto che Pomigliano è ormai la migliore fabbrica della Fiat. Penso anche – aggiunge Mercogliano – che l’azienda disponga ampiamente degli uomini e dei mezzi per produrre direttamente in loco i modelli da vendere oltreoceano. Quindi – conclude il responsabile campano della Fismic – il problema dei cassintegrati e dello sviluppo si può e si deve risolvere con una politica concertata tra azienda, sindacati firmatari e governo italiano, qui”. La Fiat ha una fabbrica di 15mila dipendenti a Betim, nell’area metropolitana di Belo Horizonte, stato di Minas Gerais, Brasile centromeridionale.

Il Lingotto intanto sta costruendo un’altra fabbrica automobilistica nella nazione carioca, a Goiana, stato di Pernambuco, nel “nordeste”. Nel settembre scorso il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, si era recato in visita in Brasile e qui aveva auspicato che la Fiat “riscuota in Italia e in Europa gli stessi successi ottenuti nella nazione sudamericana”. Parole che avevano provocato la reazione dell’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. “Al ministro Passera – le parole del manager – non sarà sfuggito che il governo brasiliano è particolarmente attento alle problematiche dell’industria dell’auto: lì le case automobilistiche che vanno a produrre possono accedere a finanziamenti e ad agevolazioni fiscali”.

“In particolare – aveva specificato Marchionne – per lo stabilimento nello stato di Pernambuco, in corso di costruzione, la Fiat riceverà finanziamenti sino all’85 per cento su un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro. A questi si aggiungeranno benefici di natura fiscale, quando sarà avviata la produzione di automobili, per un periodo minimo di 5 anni”. In Italia l’ultima operazione del genere si è verificata con la costruzione, tra il 1991 e il 1993, dello stabilimento di Melfi. “Ma sappiamo bene – la precisazione dell’ad Fiat – che considerando l’attuale quadro normativo europeo simili condizioni di finanziamento non siano ottenibili in ambito Ue”.