Depositata stamattina una richiesta d’incontro da parte degli operai estromessi dallo stabilimento automobilistico cinque anni fa, per scadenza di contratto.
Si riapre le vertenza degli ex precari Fiat. Stamattina gli operai rimasti senza soldi e senza posto si sono recati a palazzo Santa Lucia.
L’obiettivo è stato di chiedere all’assessorato regionale al lavoro un tavolo istituzionale in grado di sollecitare il riassorbimento nella Fiat o, perlomeno, la ricollocazione di circa 80 ex addetti della fabbrica automobilistica di Pomigliano, manodopera estromessa dall’impianto napoletano cinque anni fa per l’avvenuta scadenza dei contratti a termine o di apprendistato. Gli ex precari rivendicano l’applicazione dell’accordo stipulato il 24 febbraio del 2010 dai sindacati e dall’azienda al ministero del Lavoro e alla presenza dell’allora sottosegretario Pasquale Viespoli. Con questo patto è stato creato un “bacino” dal quale prendere, a scopo di reinserimento occupazionale e in via prioritaria, proprio questi lavoratori allontanati a seguito della fine dei contratti.
Ma questo cosiddetto accordo di bacino ha un limite. Prevede infatti il reinserimento soltanto all’interno della Fiat di Pomigliano. Non altrove dunque. Invece gli ex precari chiedono l’assunzione nella fabbrica lucana della Fiat ubicata a Melfi, dove c’è bisogno di operai a causa del lancio delle nuove produzioni Jeep Renegade e 500 X. Spetta ora all’assessore regionale al lavoro Severino Nappi sbrogliare questa intricata matassa, resa ancora più ingarbugliata dalla difficile situazione produttiva e occupazionale in cui versa la grande fabbrica di Pomigliano.
(>Fonte foto: Rete internet)

