Nuovi sviluppi a seguito delle dichiarazioni di Rosario Raciti della lista civica “Verso il Futuro” durante la pubblica assise dello scorso 17 dicembre.
La democrazia è il migliore sistema per governare un popolo. I cittadini devono solo limitarsi ad eleggere i loro rappresentanti e non devono occuparsi o ficcare il naso nelle “Cose Comunali”. Non a tutti è dato capire come funzionano e come devono essere amministrate le città . Non tutti hanno gli strumenti e le conoscenze per farlo.
Nel palazzo comunale di Via Aldo Moro, a Volla, l’esaltazione di questa forma di governo è sempre più illuminata, con la gestione delle cose pubbliche, politicamente e amministrativamente parlando, sempre più democratica e trasparente. I segnali aumentano col passare del tempo, come ad esempio impedire l’accesso agli uffici ad alcuni giornalisti-ficcanaso, l’uso parziale della sala comunale, negare gli atti amministrativi, e così via. Il popolo non deve disturbare più di tanto e lasciar lavorare i politici.
Intanto, nel palazzo, dopo la finta risoluzione della crisi politica, avvenuta semplicemente con un mercato di deleghe e poltrone, da alcuni mesi a questa parte le Commissioni Consiliari sono state momentaneamente collocate a riposo, sia perchè oggetto di indagini da parte delle forze dell’ordine, sia perchè non ricostituite, dopo l’uscita di vecchi e l’ingresso di nuovi consiglieri. Forse esse rappresentano il luogo e il tempo più alto della democrazia, soprattutto per i consiglieri comunali, i quali, come rappresentanti del popolo, in tali sedi hanno la possibilità di acquisire la conoscenza delle problematiche cittadine, di confrontarsi tra di loro e di trovare e consigliare le politiche più adatte ai problemi comuni?
No. Per il governo della nostra città è sufficiente l’azione del borgomastro e della sua giunta e dei dirigenti comunali. Le commissioni consiliari sono “superflue” e rappresentano un costo inutile per la democrazia. Un consigliere comunale può svolgere il suo ruolo semplicemente “approfittando” dei rari momenti in cui si svolge la pubblica assise, nei quali può esternare il suo pensiero.
Così ha fatto Rosario Raciti, della lista civica “Verso il Futuro”, nell’ultimo consiglio comunale del 17 dicembre scorso, quando ha denunciato in maniera veemente le sue perplessità in diretta, e poi ha consegnato una epistola ad un funzionario comunale. In risposta alle sue denunce, Raciti ha ricevuto una richiesta di chiarimenti (datata 9 gennaio, n. di prot. 232) firmata dal segretario generale comunale: “Vista la sua interrogazione del c.c. del 17-12-2014, visto il contenuto della stessa, la invito, in qualità di responsabile dell’anticorruzione, ai sensi del vigente piano anticorruzione del comune di Volla, ad effettuare per iscritto una segnalazione in merito ai fatti, alla sottoscritta o alle forze dell’ordine, per gli adempimenti di competenza”.
Ma perchè Raciti nelle sue denunce parlava di corruzione? Comunque, il consigliere Raciti non si è fatto attendere molto. Infatti, nella risposta, prot. n. 809 del 19/01/2015, egli tenta “di descrivere quello che la mia persona, in qualità di rappresentante del popolo ha “percepito” in questo periodo di consiliatura”. Quindi, non denunce, ma semplici “percezioni”. Raciti se la prende con il bilancio comunale trovando “davvero grottesco, approvare un bilancio di previsione 2014 nel novembre dello stesso anno, quando lo stesso dovrebbe in linea di legge, essere approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
L’iter previsto dalla legge per la formazione e l’approvazione del bilancio è stato completamente evaso da parte della mia maggioranza. Non ho mai assistito ad una riunione che vagliasse le varie esigenze economiche finanziarie delle varie funzioni, in modo da poter apportare le dovute valutazioni alle varie voci di bilancio, semplicemente perchè credo che non esistano e – confessa Raciti – ho approvato il bilancio di previsione 2014 per la pura fiducia che ricorreva nel nostro sindaco e per la promessa che ci sarebbe stato un assestamento, non certo per le capacità di valutazioni dei consiglieri appartenenti alla maggioranza relativa, che spesso non conoscono nemmeno gli atti che si apprestano a votare”.
Poi, ha esternato altre percezioni: “Sviluppo Italia, la pubblica illuminazione, l’inefficienza generale che attanaglia l’ente come, l’aumento di risarcimenti e contenziosi dell’ente, dovuti a mancanze degli uffici, le pratiche dei cittadini protocollate e ferme senza una risposta, le carenze dell’ URP, i cittadini costretti a chiedere favori alla politica per l’evasione delle loro pratiche). Inoltre, il consigliere Raciti rivolgendosi al Segretario Comunale, con i consueti “cordiali saluti”, ricordando che “in merito alla unità di conduzione complessiva della gestione amministrativa affidata alla sfera burocratica – e considerando che il segretario – esercita il potere sostitutivo nei casi di accertata inerzia ed inefficienza del personale, verificando l’efficacia e l’efficienza dell’attività degli uffici e del personale ad essi preposti”, di non aver visto da parte sua nessun provvedimento.
Sarà sufficiente, come ritiene Raciti, la sua denuncia fatta in consiglio comunale, per mandare avanti le indagini in merito? Oppure basta e avanza che il partito che governa si chiami “Partito Democratico” e quindi i cittadini possono e devono stare tranquilli?

