Ieri conferenza stampa a Pomigliano del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati. Martedì concerto davanti alla fabbrica automobilistica della Panda.
Il Lingotto ha spedito quattro lettere di contestazione ad altrettanti operai aderenti ai Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat. L’azienda contesta comportamenti “macabri, inauditi e gravissimi” per il manichino di Marchionne “impiccato”, messo in mostra davanti al reparto logistico di Nola e alla sede Rai di Napoli, e per il “funerale” dell’amministratore delegato inscenato davanti allo stabilimento produttore della Panda.
Ma ieri, durante una conferenza stampa organizzata nei pressi del parco pubblico di Pomigliano, Mimmo Mignano, operaio licenziato dalla Fiat e leader Cobas, minaccia per la prossima settimana un’intensificazione della lotta contro l’azienda in caso di licenziamento dei lavoratori contestati, tutti operai in cassa a zero ore del reparto logistico.
Per martedì, 17 giugno, alle 11 e 30, presidio all’ ingresso principale della Fiat e, alle 19, nello stesso punto, concerto di solidarietà per Mignano, sul cui destino pende la decisione del tribunale di Nola, che dovrà discutere il ricorso contro il suo licenziamento, nell’udienza fissata il 19 giugno successivo. In questa data, alle 9 e 30, presidio davanti al tribunale. “Dedichiamo la nostra contestazione ed il paventato licenziamento dei quattro lavoratori – il comunicato dei Cobas – a Maria Baratto e a tutti gli operai che si sono suicidati al polo logistico fantasma di Nola a causa delle gravi condizioni economiche e sociali in cui versano i 316 addetti”.

