Divergenze tra consiglieri e qualche malcontento tra il pubblico presente nell’Aula consiliare del Comune di Volla: ancora una volta l’amministrazione non giunge ad un accordo sull’approvazione del Puc.
E’ difficile descrivere l’ennesimo Consiglio Comunale monotematico sul PUC (Piano Urbanistico Comunale) senza essere banali e ripetitivi. Cercheremo di raccontare le novità, ammesso che ce ne siano state. La riunione della pubblica assise è stata “concessa” dal Presidente del Consiglio, Guido Navarra, su richiesta dei consiglieri di minoranza e dei capigruppo, che l’avevano sollecitato per essere informati adeguatamente sullo stato dell’arte dello strumento urbanistico, che non decolla, ormai da più di trenta anni.
Il presidente ha accolto la richiesta anche perchè aveva delle proposte da fare. Infatti, ha chiesto alla minoranza di collaborare alla stesura del PUC, ma la sua proposta è stata rispedita al mittente dalla controparte e definita “personale” dal suo partito che ne ha preso le distanze, palesando una crisi interna.
Storicamente parlando, “interessi” di Centro, di Centro-Destra e di Centro-Sinistra pur succedendosi in tutti questi anni non sono riusciti a coagularsi attorno a un’idea di paese seria e significativa da progettare, approvare e costruire.
Quindi, nel pomeriggio del 10 giugno 2014, è stato concesso il palcoscenico dell’aula consiliare, gremita quasi come nelle grandi occasioni, per mettere in scena l’ennesimo “teatrino della politica”. Nemmeno il forte temporale abbattutosi su Volla, è riuscito a calmare la calura e gli spiriti bollenti presenti.
Che poi da “spegnere” c’era ben poco, a parte l’irriverenza di qualche spettatore che si è permesso di interrompere i lavori del consiglio.
La “palla” delle responsabilità della mancata realizzazione del PUC ha rimbalzato da una parte all’altra dei banchi del parlamentino vollese, come in una partita a tennis, con il giudice che ogni tanto ha sospeso l’incontro per “invasioni” di campo da parte del pubblico “irrispettoso”.
Niente di nuovo. Tutte cose già viste, e già sentite, come le promesse da marinaio del Borgomastro e le scadenze non mantenute di questi due anni di amministrazione.
Stranamente, invece, a sentire gli interventi, va “quasi” tutto bene. Contenti loro.
Comunque, fino ad oggi, l’unica cosa tangibile è il preliminare di piano approvato alla fine del 2012. Ma esso da solo non basta. Così come “da solo” non basta più il capo dell’ufficio tecnico Oscar Gatta “su cui è stata scaricata quasi tutta la responsabilità del ritardo”. La citazione è dell’ex assessore all’urbanistica Riccardo Festa, diventato ormai noto “opinion leader virtuale” dell’argomento e spettatore parlante non autorizzato.
Infine, la notizia più “nuova e clamorosa”, data dal consigliere indipendente Luigi Petrone è che il tempo per approvare il nuovo PUC sta per scadere in quanto, a partire dal 1 gennaio del 2015, con l’introduzione delle nuove “Città Metropolitane”, la gestione del territorio di Volla diventerà appannaggio e “cosa” del comune di Napoli.
“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico” recitava Giovanni Pascoli, in ricordo della prematura morte di un suo piccolo amico.
Senza voler essere irriverenti con il grande poeta, il verso sembra essere stato scritto apposta per il PUC di Volla, sia per il significato, sia per il titolo della poesia a cui appartiene, “L’Aquilone”, che, come il PUC, è volato via, per sempre.

