A palazzo Santa Lucia il sindaco di Casoria, Enzo Carfora, ieri ha parlato di un possibile accordo per la riapertura dello storico impianto, chiuso da tre anni. Ma restano i dubbi sull’occupazione dei cassintegrati ex Carrefour.
“Trattativa in stato avanzatissimo, definiti tutti i parametri: l’azienda che vuole rilevare ha dato la disponibilità a riassumere”. E’ di quelle importanti la notizia resa nota ieri dal sindaco di Casoria, Enzo Carfora, al vertice in Regione sulla vertenza ex Carrefour. Dunque, è ufficiale: c’è un’azienda che vuole ristrutturare e quindi riaprire un business di alto livello e cioè il centro commerciale, chiuso da tre anni, di via Circumvallazione, la sede dello storico Euromercato, primo ipermercato di Napoli. Ma il nome dell’impresa è top secret. Si sa che è un’azienda napoletana e che sta trattando l’acquisizione della struttura con la Bnl, proprietaria del grande capannone in cui erano dislocate una galleria commerciale di negozi e l’ipermercato Carrefour.
Ieri gli attori della vertenza sono stati concordi nel ritenere che la trattativa di acquisto sia ormai in dirittura d’arrivo. Fin qui le buone notizie. C’è un problema però: manca la garanzia che l’operazione vada effettivamente in porto e che ad essa segua il riassorbimento di tutti i 160 addetti dell’ex Carrefour, la cui cassa integrazione in deroga scadrà il 31 dicembre. Anche dal sindacato si eccepisce che in coda al discorso emerso alla Regione “le parti in causa hanno detto che c’è un problema tecnico tra la società che rilevò l’ex Carrefour nel 2010, la Ipercasoria, e chi vuole subentrare”. Problema tecnico che alla fine non sarebbe nient’altro che una mera questione di soldi.
“Sarebbe interessante sapere se le parti che ci hanno comunicato la bella notizia del rilancio siano anche disposte a dirci qual è l’intoppo – commenta Vincenzo Pavia, segretario provinciale del sindacato Ugl-terziario – e cioè se il vecchio gestore, la Ipercasoria, magari pretendendo troppo danaro, possa in questo modo compromettere la trattativa. Oppure – aggiunge Pavia – se chi rileva sarà anche gestore in prima persona delle attività. Tutte queste cose dovranno essere chiarite in sede di confronto sindacale e con l’attenta mediazione e il controllo della Regione”. Intanto i cassintegrati minacciano proteste: “La Regione deve subito, entro qualche giorno, convocare un nuovo tavolo con gli assessori e tutte le parti in causa”.




