Un gruppo di ragazzi africani teneva in scacco le case-rifugio di Acerra. L’irruzione della polizia ha messo fine alle prepotenze.
Avevano formato una piccola banda in grado di estorcere danaro e di ottenere vitto e alloggio gratis. E se le loro pretese non erano assecondate allora spuntavano coltelli e ci scappavano anche i danneggiamenti.
Alla fine però la vittima di queste violenze, responsabile di un centro per rifugiati di Acerra, si è rivolta alla polizia. Gli agenti del commissariato locale, diretti dal vicequestore Pietropaolo Auriemma, hanno fatto irruzione in due case famiglia della zona, la “Samira” e la “Voglia di vivere”, dove sono ospitati rifugiati politici africani minorenni. Qui un gruppo formato da cinque giovani, quattro ormai maggiorenni e uno di 17 anni, era riuscito a imporre la propria “legge” tiranneggiando tutti, compresi i responsabili delle case di accoglienza. I quattro maggiorenni per legge avrebbero dovuto abbandonare le case famiglia, avendo anche ottenuto il permesso di soggiorno.
Nonostante questo hanno preteso di restare nell’alloggio per i rifugiati, di continuare a essere ospitati lì e nutriti regolarmente. Spesso chiedevano con modi spicci anche del denaro alla responsabile della Samira che, impaurita, cedeva ai ricatti. L’altro giorno, poi, il culmine delle violenze: la donna non ha voluto mollare l’ennesima mazzetta e i ragazzi le hanno distrutto la cucina della casa famiglia. Il quinto componente della banda, l’unico minorenne, ha anche brandito un coltello durante la convulsa richiesta del pizzo. L’irruzione degli agenti nella casa famiglia Samira ha però messo fine alla vicenda. La polizia ha denunciato a piede libero per estorsione W.A., del Senegal, S.M. e D. D., entrambi del Gambia.
Un quarto straniero, indicato tra quelli che avevano messo a segno le richieste estorsive e le minacce, M.A, anche lui gambiano, è stato rintracciato nell’altro centro per rifugiati, quello gestito dalla coop “Voglia di Vivere”. Qui è stato identificato anche il minore di 17 anni, M.T, sempre del Gambia, che ufficialmente era stato assegnato a un’altra struttura, la “Medina” di Giugliano. M.T. è stato denunciato per minacce e riportato nella struttura giuglianese mentre gli altri extracomunitari sono stati allontanati da Acerra.
(Fonte foto: Rete Internet)

