Enzo Avitabile Music Life: quando Hollywood incontra Napoli

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Ecco come il regista de “Il silenzio degli innocenti”, quando anni dopo si trova a Napoli e ha l’occasione di incontrare il musicista partenopeo, non si lascia sfuggire l’occasione di raccontarlo.

Un film, ma anche una mostra fotografica. Enzo Avitabile Music Life, l’opera girata dal regista premio Oscar Jonathan Demme sbarca al Napoli Film Festival, sullo schermo dell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, fino a mercoledì 3 ottobre.

La pellicola riempie anche gli ambulacri della fortezza del Vomero, con una mostra fotografica visitabile da oggi stesso. Un viaggio fotografico sul set, attraverso una ricca selezione degli scatti di Andrea Emma, giovane fotografo napoletano che ha seguito la lavorazione del regista americano. In mostra, anche alcune foto della partecipazione di Demme al Napoli Film Festival 2010: fu proprio quella visita a favorire l’incontro del regista de Il silenzio degli innocenti con Enzo Avitabile (foto) e Davide Azzolini, direttore del Napoli Film Festival (che ha poi prodotto la pellicola). Tra di esse, una emblematica: Demme, durante la conferenza stampa del Festival, mostra alcuni cd di Avitabile, acquistati al centro storico appena arrivato in città.

Sulle pareti del castello il pubblico potrà quindi seguire in particolare le fasi della lavorazione sui set di Napoli, da Marianella al Salone Margherita, scoprendo anche tutti gli altri musicisti coinvolti nel film. Un elegante documentario dove Demme, innamoratosi della musica dell’artista partenopeo, ascoltata per caso una volta in radio, ricostruisce la personalità del suo idolo attraverso un viaggio tanto culturale quanto geografico, per i rioni di Marianella, quartiere nel quale Avitabile è cresciuto – anche musicalmente, studiando dieci ore al giorno in uno studio/scantinato tutt’altro che confortevole – ma anche con le mille sfumature delle sue opere, legate alla matrice napoletana, ma in grado di spaziare tra influenze da tutto il mondo.

Avitabile duetta con artisti di ogni nazionalità: con Eliades Ochoa, da Cuba, canta il diritto dei bambini di ogni razza e ceto a vivere la propria infanzia serenamente; con l’incantevole Amal Murkus, araba di fede cristiana, omaggia sentitamente Vittorio Arrigoni, il reporter ucciso a Gaza dai terroristi jihadisti. É dunque una questione di armonia tra parti diverse: il napoletano, il sardo, l’iracheno, l’indiano. Suonano tutti lo stesso spartito. Lavorano per la stessa musica. E quegli strumenti spuri, bizzarri, dimenticati, con il loro carico di storie, mondi e tradizioni conservate tra le pieghe del suono aiutano a ricordare che davvero non ci sono "figli di nessuno", come canta Avitabile, ma pezzi unici. Uno accanto all’altro, senza gerarchie. Enzo Avitabile Music Life, appunto.

CAMPANIA CONTEMPOREANEA

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