Il fenomeno sarà visibile dall’Italia, occhio al cielo per il culmine del fenomeno, alle 22.07.
Conto alla rovescia nell’attesa della parziale eclissi di Luna che avverrà giovedì 25 aprile, resa ancora più suggestiva dalla fase: sarà luna piena e si dovrebbe riuscire a scorgere l’oscuramento del bordo lunare più prossimo alla Terra.
L’eclissi lunare, evento legato nell’antichità a innumerevoli superstizioni e credenze, sarà visibile da tutta Europa, Italia compresa e sarà simile a quella parziale del 31 dicembre 2009, che gli esperti ricordano come particolarmente spettacolare. Avverrà, stavolta, in un orario «comodo»: la Luna entrerà nel cono d’ombra della Terra alle 21, 54 del 25 aprile, il culmine del fenomeno sarà alle 22, 07. «Vale la pena non perdersi l’evento – dice l’astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope». Renderà ancora più interessante l’osservazione la presenza di Saturno a pochi gradi dal nostro satellite. Occhio al cielo, dunque, nel giorno che per l’Italia è quello in cui si celebra la Liberazione.
Non si può però, nel caso di un fenomeno così appassionante non solo per astrofisici e appassionati, bensì suggestivo per chiunque, non rammentare che fin dall’antichità le eclissi sono legate a credenze popolari e superstizioni. Oggi possiamo riderci su, ma nelle culture primitive esisteva un rapporto particolarmente forte tra la Luna e gli esseri umani, legame che entrava drammaticamente in crisi quando il satellite derogava dalla normalità delle sue fasi. Da Omero scopriamo che l’eclisse è una «morte» dell’astro, da Plutarco sappiamo che per altri poeti, tra cui Pindaro, la Luna era «rubata» al cielo. Una diffusa superstizione, antica quanto i miti lunari di Circe e Medea, figlie di Hecate – Luna, durante le eclissi la Luna sarebbe stata vittima di sortilegi, di riti magici grazie ai quali le donne erano in grado di attrarre verso di loro l’astro fin dalle regioni celesti.
Nella letteratura latina, la stessa convinzione: le eclissi come fenomeno dovuto ad incantesimi, basta rammentare passi delle Bucoliche di Virgilio o delle Epodi di Orazio. Del resto le superstizioni si legano, nelle usanze di molti popoli, al fenomeno, come combattimento tra la Luna e una potenza malefica, tanto che, fino al Medioevo, in caso di eclissi, si era soliti produrre rumori e grida per far scappare i presunti «mostri». Ne approfittò il nostro connazionale, Cristoforo Colombo, che mentre era in Giamaica e senza viveri, ben sapendo che stava per avvenire un’eclisse, minacciò gli indigeni di rubare loro la Luna se non lo avessero rifornito. Neanche a dirlo, dopo l’eclisse e lo spavento che essa causò nella popolazione locale, l’esploratore genovese ebbe tutto ciò che aveva chiesto.
(Fonte foto: Rete Internet)

