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Dalla burocrazia alla telocrazia nella scuola autonoma

Proviamo ad analizzare il passaggio da una scuola-apparato ad una scuola-sistema, ovvero l’evoluzione del modello organizzativo nell’ordinamento scolastico.

Con questo articolo si avvia una riflessione sull’evoluzione del modello organizzativo della Pubblica Amministrazione, rivolta in particolare all’istituzione-scuola, e del relativo superamento della struttura centralista e gerarchica nella prospettiva di una struttura orientata verso un cittadino utente. Si proverà ad analizzare il passaggio da una scuola-apparato ad una scuola-sistema che si assuma la responsabilità del raggiungimento degli obiettivi, della rendicontazione del proprio operato e ci si addentrerà nel complesso e discusso mondo della valutazione dei percorsi realizzati in relazione all’unitarietà del sistema nazionale.

Le realtà plurali di fronte alle quali la scuola oggi si trova hanno imposto una rivoluzione della sua organizzazione che fa capo alle trasformazioni che hanno interessato la Pubblica Amministrazione nel corso degli ultimi cinque lustri.
Infatti per migliorare l’efficacia dell’amministrazione e la competitività del Paese il cambiamento ha mostrato la piena esigenza di essere radicale per non rischiare di apportare modifiche iniziali e riaffondare in una burocrazia di tipo napoleonico. Di qui l’esigenza di sovvertire i punti di partenza: passare da una ben definita concezione del “potere” della P.A. a quella di “funzione” attuando lo spirito del principio costituzionale del ruolo e dell’azione degli uffici pubblici.

Partendo quindi da una carrellata delle principali leggi finanziarie vediamo come si snoda e si sviluppa il cambiamento di tale concetto attraverso la Legge Cassese del ‘92, la Bassanini del ‘97 per concretizzarsi e per certi versi acuirsi con la Brunetta del 2009. Così la riorganizzazione della pubblica Amministrazione dall’ottica del nostro Pianeta Scuola investe la governance scolastica interna in relazione alla territorialità sulla quale si riflette e impone una leadership educativa particolarmente attenta alle relazioni, al coinvolgimento, alla cooperazione di soggetti in vario modo coinvolti nel processo di formazione e interessati ai raggiungimento dei risultati programmati.

L’impostazione che ne è derivata ha agito necessariamente sul miglioramento del clima relazionale positivo e sull’utilizzo efficace delle risorse umane che, anche se ancora a fatica, sta provando a smantellare l’autoreferenzialità di una scuola scarsamente orientata alla soddisfazione degli utenti sia diretti che indiretti e concentrata sul ruolo di custode della cultura dell’adempimento, piuttosto che sul raggiungimenti degli obiettivi. Da una struttura piramidale e accentrata, troppo spesso a compartimenti stagni lo sforzo che si sta compiendo e di creare una struttura reticolare, decentrata e basata sulla flessibilità, sulla disponibilità al cambiamento che il solo processo di de-burocratizzazione e condivisione degli obiettivi può realizzare.

La soddisfazione del bisogno pubblico comune diviene il filo conduttore di quella delega prevista ma disattesa dalla Costituzione che richiama al principio di sussidiarietà indirettamente già presente nel pensiero di Aristotele, ripreso dal principio tomistico e inglobato dalla dottrina cattolica nel principio di solidarietà.
Nel diritto comunitario europeo il principio di sussidiarietà si pone come cardine e collante dell’Unione Europea già nel Trattato di Maasticht del ’92 che definisce che “le decisioni siano prese il più vicino possibile ai cittadini, conformemente al principio della sussidiarietà."
Tale concetto è ribadito nel Trattato della CE e ulteriormente potenziato nel Trattato di Lisbona 2010.

Il collegamento al diritto comunitario ci rende maggiormente consapevoli che gli stati membri devono “rendere conto” della propria capacità di raggiungere gli obiettivi a cui l’Europa ci chiama e per realizzare ciò deve necessariamente pensare ed agire in termini telocratici a partire proprio forse dalle singole istituzioni scolastiche, per passare ad una territorialità sempre più ampia, condividendo una strategia innovativa, attuando un sistema di relazioni partecipativo e di obiettivi condivisi e superando così un sistema consociativo e corporativo che ha caratterizzato la scuola del passato.

PIANETA SCUOLA

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