Di seguito brevi note su personaggi che devono essere un punto di riferimento per quanti, impegnati in politica, dicono di ispirarsi ai valori cristiani. Di Don Aniello Tortora
"L’Azione Cattolica è una forza educativa qualificata, sostenuta da buoni strumenti, da una tradizione più che centenaria. Sapete educare bambini e ragazzi con l’Acr, sapete realizzare percorsi educativi con adolescenti e giovani, siete capaci di una formazione permanente per gli adulti". Così Benedetto XVI si è rivolto con un messaggio ai delegati alla XIV Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica (Roma, 6-8 maggio 2011).
Papa Ratzinger ha ricordato e riproposto come modello di santità alcune figure care al popolo dell’AC, dalla venerabile Armida Barelli, ai beati Pier Giorgio Frassati e Alberto Marvelli, a testimoni come Vittorio Bachelet. "Santità significa per voi anche spendersi al servizio del bene comune secondo i principi cristiani, offrendo nella vita della città presenze qualificate, gratuite, rigorose nei comportamenti, fedeli al magistero ecclesiale e orientate al bene di tutti".
Infine, un invito a un impegno diretto per il bene dell’Italia, sulla scia del rapporto fecondo fra l’Associazione e lo Stato italiano: "Nella costruzione della storia d’Italia l’Azione Cattolica… ha avuto una grande parte, sforzandosi di tenere assieme amore di patria e fede in Dio. Radicata in tutto il territorio nazionale, essa può contribuire anche oggi a creare una cultura popolare, diffusa, positiva e formare persone responsabili capaci di mettersi al servizio del Paese, proprio come nella stagione in cui fu elaborata la Carta Costituzionale e si ricostruì il Paese dopo la seconda guerra mondiale".
Vorrei soffermarmi brevemente su queste quattro figure di “santi sociali”, indicati come modelli da Benedetto XVI.
Armida Barelli nacque a Milano il 1° dicembre 1882, intelligente, bella e vivace, elegante e raffinata, si dedicò, sotto la spinta del suo animo generoso, al bene del prossimo, specie orfani e detenuti. Nel 1910 incontrò il francescano padre Agostino Gemelli (1878-1959), grande figura del francescanesimo italiano, dotto e sapiente, fondatore nel 1921 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e al suo fianco iniziò una fervida attività apostolica e sociale, che durò fino alla sua morte. Fu in prima linea nella lotta per ottenere il voto alle donne nel 1948; le sue fondazioni, tese a valorizzare e promuovere la personalità della donna, si estesero anche in Venezuela, Australia, Bulgaria, Stati Uniti, Cina; il suo fu veramente un impegno di alta politica sociale, nella luce dei principi cristiani.
Vittorio Bachelet nacque a Roma il 20 febbraio 1926 ed è morto a Roma il 12 febbraio 1980. È stato un giurista e politico italiano, dirigente dell’Azione Cattolica ed esponente democristiano, fu assassinato dalle Brigate Rosse.
Alberto Marvelli, splendido esempio di giovane professionista, di laico impegnato nell’apostolato e nella costruzione di un mondo migliore anche come politico, in un’Italia che subiva gli ultimi contraccolpi della devastante Seconda Guerra Mondiale.
Nacque a Ferrara il 21 marzo 1918, si laureò nel 1941 in ingegneria all’Università di Bologna e lavorò per alcuni mesi presso la FIAT di Torino, nello stesso anno in pieno periodo di guerra, fu chiamato a prestare il servizio militare prima a Trieste e poi a Treviso; congedato nel settembre 1944, ritornò a Rimini, dove fu coinvolto nelle vicende drammatiche della città, devastata dalla guerra non ancora finita.
Al termine del conflitto mondiale, si dedicò con slancio alla ricostruzione morale e materiale della città. Si dedicò generosamente nell’Italia del dopoguerra, all’attività politica ispirata ai principi cristiani, riscuotendo rispetto e stima dagli stessi avversari, si candidò nella lista della Democrazia Cristiana per l’elezione della prima Amministrazione Comunale. Il 5 ottobre 1946, mentre si recava a tenere l’ultimo comizio, fu investito da un autoveicolo militare, morendo poche ore dopo a soli 28 anni, fra il compianto generale della rinata Italia e della diletta Rimini.
Pier Giorgio Frassati nacque a Torino il 6 aprile 1901. L’impegno sociale e politico, contro il Regime fascista, lo schierò tra le fila del Partito Popolare italiano, fondato da don Luigi Sturzo nel 1919. Il suo impegno politico e sociale fu una diretta conseguenza del suo modo di sentirsi cristiano: non gli era sufficiente aiutare i poveri, andare nelle loro misere soffitte, nei tuguri dove la malattia e la fame si confondevano nel dolore, non gli bastava portare ai diseredati una parola di conforto, carbone, viveri, medicinali e denari, voleva dare una soluzione a quei problemi di miseria e di abbandono e la politica gli parve la via idonea per fare pressione là dove si decideva la giustizia. Durissima fu la sua lotta contro il fascismo. Pier Giorgio espresse concretamente la sua carità per i poveri, gli orfani, i senza lavoro, i senza tetto.
Cristiani e politici veri, testimoni, fino in fondo. Vissuti poveramente e morti nella povertà più estrema. Questi “santi sociali” devono essere punto di riferimento per quanti oggi, impegnati in politica, dicono di ispirarsi al cristianesimo. Il loro stile di vita, però, manifesta chiaramente che sono dei mercenari piuttosto che servi del bene comune e dei poveri.
(Fonte foto: Rete Internet)





