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DALLA SCUOLA MODALITÁ DI VITA LEGALI

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Prosegue il percorso degli studenti del “Mazzini” di Napoli per diventare porta voce di modalità di vita legali. Prossima tappa, il Centro Prevenzione Abusi sull”Infanzia. Di Annamaria Franzoni

E procede alla grande l’impegno dei giovani del Liceo delle Scienze Umane “G. Mazzini” di Napoli “dentro e fuori” la scuola, per riflettere sulle modalità di vita legali e divenirne porta voci nella scuola, nella famiglia e nella società: la prima fase si è conclusa con le risposte che gli studenti stessi si sono dati, dopo aver vissuto l’esperienza diretta nei luoghi di lavoro e con le persone direttamente coinvolte, sul ruolo, sulle competenze e sul funzionamento della Municipalità e soprattutto su come quest’ultima si ponga al servizio del cittadino.

In particolare l’interesse dei giovani si è indirizzato alla Municipalità Junior che è nata da 17 anni in ogni provincia e la cui elezione avviene ogni 2 anni; essa vede al suo vertice un Presidente Junior ed ha il ruolo di informare e far conoscere ai ragazzi com’è organizzato il Comune e la sua funzione.

La seconda fase ha visto i ragazzi impegnati presso la sede del FAI del C.so Umberto di Napoli per conoscere, discutere ed affrontare le complesse problematiche del racket e dell’usura, diffuse in modo particolare al sud e che consentono alla criminalità organizzata di penetrare nell’economia legale piegandola all’illegalità. Il “pizzo”, infatti, costituisce il più antico strumento economico di acquisizione dei capitali da reinvestire in attività di controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali.

Le riflessioni che sono nate a seguito del confronto con gli operatori del centro antiracket e antiusura, stimolate dai docenti che hanno ideato e che stanno realizzando il progetto, Gianfranco Tescione e Maria Luisa Nolli, sono state di grande spessore e hanno portato i giovani a vedere nel FAI una concreta possibilità di risoluzione del problema, pur rendendosi conto del fatto che la speranza che diventi realtà esula dalle risorse della Federazione.

I ragazzi, in particolare Sandra Marra, Alessia Tamburrini e Claudia Di Dio, che hanno poi relazionato sul lavoro svolto, sono entrati negli aspetti operativi e pratici facendo domande pertinenti alle modalità per accedere al fondo e alla tipologia di cittadini che possano farlo. Gli operatori hanno soddisfatto in modo semplice e chiaro a tutti i quesiti, raccontando casi ed episodi che hanno affascinato le giovani menti.

Il prossimo appuntamento è per il giorno 15 aprile presso il Centro Prevenzione Abusi sull’Infanzia della ASL, per affrontare un’altra spinosa problematica per affrontare la quale si è partiti dalla lettura e riflessione sull’articolo di Daniela Condorelli: “ 400mila bambini assistono a violenze in famiglia. I rischi: analoghi a quelli di abusi realmente subiti. Ansia, depressione, bassa autostima e il peggiore di tutti, diventare come chi prevarica. Come intervenire?”pubblicato su La Repubblica lo scorso 26 marzo e che ha dato il via alle prime emozioni su cui si baserà il lavoro delle prossime settimane.

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http://www.ilmediano.it/aspx/visCat.aspx?id=29

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