A Trecase, Boscotrecase e Boscoreale gli allievi hanno scoperto gli scavi archeologici di Longola (Poggiomarino) alla ricerca degli antenati che per primi hanno convissuto con il Vesuvio e il fiume Sarno
E’ stato un percorso intersecato profondamente con il contesto culturale e sociale in cui vivono i gli alunni e le loro famiglie: Boscoreale, Boscotrecase e Trecase insistono, infatti, su un territorio ricco di natura e di storia.
Approfondirne la conoscenza costituisce il primo passo per prendere seriamente contatto con gli aspetti di una cultura rurale tradizionalmente densa di storia perché essa diventi il volano dello sviluppo economico e culturale del territorio, dalla lavorazione della pietra lavica, a quella del vino doc e dop. Così, analizzando i reperti del passato i ragazzi hanno scoperto di provenire dal popolo Sarrastro, che dal Villaggio protostorico di Longola, si spostò a Pompei e nei territori vicini.
Con lezioni all’aperto e laboratori d’approfondimento in aula sì è così compiuto il progetto “Con l’Europa…dalle nostre radici al nostro futuro” che si è concluso ieri presso i circoli didattici di Boscotrecase (preside Carmela Sorrentino) e di Trecase (preside Filomena Zamboli), l’Istituto Comprensivo Dati di Boscoreale (preside Pasqualina Del Sorbo), la Scuola Media Cardinal Prisco (preside Rita Melchionne), realizzato in nell’ambito della programmazione PON- FESR 2007/2013, per supportare ed integrare la didattica curricolare.
“Si tratta di un Pon- FESR G1 che nasce dall’esperienza della rete didattica, cioè da una sinergia vissuta tra le scuole del territorio per informare il “grande pubblico” sulle opportunità offerte ai giovani e alle scuole, nel quadro dei programmi finanziati dalla Commissione Europea” fa sapere la preside Zamboli. Alla manifestazione conclusiva che si è tenuta ieri sono intervenuti anche Caterina Cicirelli, funzionario della Soprintendenza archeologica, responsabile del sito protostorico di Longola, Linda Solino, archeologa del gruppo Terramare 3000 e Diego Bouché, direttore dell’ufficio scolastico della Campania.
“Per raccontare l’appartenenza a questa eccezionale terra vulcanica, che vede una straordinaria compenetrazione fra beni culturali e paesaggio, si è deciso di ascoltare le mille storie che il territorio narra, ricorrendo alla collaborazione degli esperti impegnati e delle associazioni –ha spiegato Zamboli – un vero e proprio libro da sfogliare da parte dei ragazzi, che rappresenta l’archivio della storia e dell’identità del popolo che l’ha abitato nel corso dei millenni: ancora una volta la conoscenza si configura come lo strumento più valido per comprendere appieno le molteplici interdipendenze fra locale e globale, premessa indispensabile per l’esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale, europea, planetaria”.




