Itinerari di visita ad agosto e settembre a cura dell’associazione Mani e Vulcani, alla volta di un luogo dove magia e religione, sacro e profano, si fondono ancora nel segno delle anime “pezzentelle”.
Cumoli di teschi, croci di ossa, tombe scoperte con scheletri scomposti. Non una scena di un film horror, ma un luogo reale ubicato fuori le mura greche romane di Napoli. E’ il cimitero delle Fontanelle, chiamato in questo modo per la presenza in tempi remoti di sorgenti d’acqua, nel Rione Sanità dove è situato. Fu l’estremo riposo di migliaia di corpi, vittime dell’epidemia genocida della peste nel 1656 e del colera del 1836, ma anche di quelle persone sprovviste di mezzi per sepolture dignitose. L’ingresso della cava cimiteriale è racchiuso nella Chiesa di Maria SS. Del Carmine, che custodisce già le prime tombe, probabilmente di bambini.
Quest’estate, in particolare, da domenica 26 agosto il mondo delle tenebre torna a rivivere nel cuore della città: con il suo culto delle anime pezzentelle sempre care alle persone del posto invita ad attraversare gli antri oscuri dell’ex cava di tufo. Ad accogliere i visitatori i Narratori dell’Arte dell’associazione Mani e Vulcani che raccontano, passeggiando tra i teschi e le migliaia e più ossa lì veglianti, miti e leggende dell’antica Partenope. In fondo si sa: Napoli, non si può dire di averla davvero conosciuta se non ci si è immersi almeno una volta nella sua ombra, se non si è vissuta l’esperienza di camminare, anche solo per pochi istanti, dentro il silenzioso respiro del tufo, se non si è passati dal frastuono dei vicoli, tracimanti d’ogni cosa, all’immobilità del labirinto sommerso. Prenotazioni al 340 423 09 80, per uno dei luoghi più affascinanti di Napoli.
(Fonte Foto: Rete Interent)






