Tre attentati in cinque giorni nel comune sciolto per mafia quattro anni fa. Stavolta l’obiettivo è il sindaco Sorrentino. Le indagini puntano sullo smaltimento dei rifiuti. Venerdì rubato e poi bruciato un automezzo comunale della nettezza urbana.
Non si è accorto di niente per alcuni minuti. Alla fine è stato il titolare dell’autolavaggio a fargli notare che sarebbe bastata una piccola scintilla a trasformarlo in una torcia umana.
Clemente Sorrentino, 65 anni, ingegnere edile e sindaco di Castello di Cisterna, minuto ma difficilissimo centro a est di Napoli, deve ringraziare la sua buona stella se è ancora vivo. Nel pomeriggio di martedì qualcuno ha versato litri e litri di benzina sulla sua auto, una vecchia Mercedes, parcheggiata in un cortile a pochi metri dal municipio. Il liquido altamente infiammabile ha impregnato tutto l’abitacolo, i sedili, il cruscotto. Nessuno si è accorto di nulla, però. In serata Sorrentino, dopo essere uscito dall’ufficio, ha aperto la portiera e si è messo alla guida della vettura. Ha sentito un forte odore di benzina ma non ha fatto caso più di tanto al rischio che stava correndo. A ogni modo il sindaco si è subito diretto verso un autolavaggio molto vicino.
Qui il titolare dell’esercizio lo ha immediatamente reso consapevole del pericolo corso. “L’auto è inzuppata di benzina: lei poteva saltare in aria”, la frase che ha raggelato il primo cittadino. C’è paura a Castello di Cisterna. Sorrentino il giorno prima, lunedì, aveva ricevuto un altro avvertimento, un pezzo di ferro piazzato nella serratura della porta del suo studio privato di progettazione edilizia, ubicato dirimpetto al comune. Quando il sindaco ha tentato di aprire il suo ufficio si è accorto che la porta era stata sabotata. A quel punto ha chiamato i carabinieri, che con l’aiuto di un fabbro hanno asportato e quindi sequestrato la serratura manomessa. Ma non è finita. La serie di intimidazioni era infatti iniziata venerdì, quando è stato rubato in un deposito municipale un camioncino della raccolta dei rifiuti, di proprietà del comune.
Il furgone, dotato di contenitore a cielo aperto, si trovava parcheggiato accanto ad altri due mezzi simili, di proprietà del consorzio di bacino, l’ente pubblico di igiene ambientale che ha sede a Casamarciano, nei pressi di Nola. Il furgone è stato poi ritrovato sabato mattina, sette chilometri a nord di Cisterna, a Marigliano, nella campagna di Boscofangone. Prima di abbandonare la zona i ladri hanno dato fuoco all’autoveicolo, rimasto inutilizzabile. Su tutti questi episodi stanno indagando i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Michele D’Agosto. Si punta sul settore dei rifiuti. Di recente il sindaco Sorrentino ha voluto affidare la nuova gara per il servizio di nettezza urbana alla stazione unica appaltante gestita dalla Prefettura.
Vale a dire che il sindaco non ha voluto che l’assegnazione di questo servizio fosse gestita in loco, preferendo delegare tutto all’organo di governo. Per il resto lo scenario complessivo è di quelli sconfortanti. Castello di Cisterna ha 7mila abitanti appena ma presenta un quadro criminale da far accapponare la pelle. Da queste parti coesistono due clan di camorra autoctoni. Il consiglio comunale è stato sciolto per condizionamenti mafiosi nel luglio del 2009 e poi è tornato in carica per decisione del Tar, tre mesi dopo, nell’ottobre successivo. Qui l’ultimo omicidio risale al gennaio 2011, quando a cadere sotto i colpi era stato un pluripregiudicato. Percepiva il reddito di cittadinanza dall’ente locale.

