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Casalnuovo, un’altra azienda lager zeppa di rifiuti tossici

Dopo la fabbrica-discarica scoperta a Pomigliano, sabato scorso, la guardia di finanza ha sequestrato stamane un’altra azienda zeppa di fusti tossici, a Casalnuovo, in via Salice.

Ancora aziende che stoccano illecitamente immondizie pericolose, di nuovo imprenditori che trasformano le loro attività commerciali in veri e propri traffici abusivi di rifiuti.

Dopo il caso della fabbrica lager di Pomigliano, sequestrata da polizia municipale e carabinieri la scorsa settimana, è stata scoperta a poca distanza, nella vicina Casalnuovo, un’altra azienda trasformata in discarica abusiva, un grande capannone utilizzato per lo stoccaggio illegale di rifiuti tossici. Stavolta l’operazione, messa a segno in mattinata, è della locale compagnia della guardia di finanza, diretta dal capitano Giuseppe Di Stasio. I finanzieri hanno sequestrato in via Salice, nei pressi di un grande centro commerciale, un capannone di 4mila metri quadrati con vasti spazi esterni ubicati in corrispondenza dei terreni.

Qui, praticamente su un’area complessiva di poco inferiore a un campo di calcio, il titolare di quella che poteva sembrare un’innocua officina meccanica teneva invece nascosti, nel grande retrobottega, centinaia di fusti tossici contenenti oli esausti e scarti di lavorazione. L’imprenditore, C.R., di 48 anni, è stato denunciato con l’accusa di aver gestito una vera e propria discarica abusiva di rifiuti tossici. L’intera proprietà è stata sequestrata. I finanzieri, nell’informativa trasmessa alle autorità competenti, sostengono anche che i rifiuti sono stati smaltiti nei terreni. I fusti contenenti le sostanze chimiche sono stati fotografati. Sono enormi. Si trovano sparpagliati tra il terreno e le piante rampicanti.

Le indagini puntano anche sulle condizioni di lavoro all’interno del capannone, risultate durante l’ispezione subito molto difficili a causa della grande quantità di bidoni e di scarti di ogni genere ammassati nell’area posta sotto sequestro. Intanto i tecnici dell’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente, sono stati chiamati per effettuare la caratterizzazione delle sostanze rinvenute in via Salice. Sempre secondo quanto sostengono i finanzieri del comando di Casalnuovo “lo sversamento dei rifiuti chimici ha inquinato l’aria e i terreni della zona”. Una situazione analoga alla scoperta fatta sabato scorso dai poliziotti municipali di Pomigliano e dai carabinieri. In una zona di confine tra la città delle fabbriche e l’attiguo comune di Castello di Cisterna i caschi bianchi hanno trovato una fabbrica di detersivi con annesso stoccaggio illegale di sostanze chimiche molto pericolose. All’interno vi lavoravano sei operai indiani e un rumeno, quasi tutti clandestini.

Gli immigrati erano stati chiusi a chiave all’interno della fabbrica e controllati con un sistema di telecamere a circuito chiuso. E per non vomitare, a causa dei miasmi sprigionati dai liquidi tossici, gli operai-schiavi erano costretti a ingerire pillole contro la nausea.
(Fonte foto: Rete Internet)

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