La guardia di finanza ha trovato un arsenale e alcuni chili di droga nel bagagliaio di un’auto parcheggiata al centro Meridiana.
È un posto strano il centro commerciale Meridiana di Casalnuovo, città dormitorio alla porta nordorientale di Napoli. Prima di tutto perché non è soltanto un centro commerciale. Per effetto dei soliti meccanismi urbanistici truffaldini, storicamente adottati in questa Gomorra dell’hinterland, nel Meridiana ci sono anche dei palazzi residenziali. Che però, sulla carta, residenziali non sono. In realtà sarebbero degli uffici e invece sono abitazioni quasi a tutti gli effetti. Quasi. Alloggi affittati o venduti come fossero dei normali appartamenti.
Sette anni fa in uno di questi alloggi simbolo dell’abusivismo e di chissà cos’altro i carabinieri misero la parola fine alla latitanza del giovane Vincenzo Di Lauro, figlio del potente boss narcotrafficante di Scampia Paolo. Sempre qui qualche anno prima e qualche anno dopo le forze dell’ordine hanno di tanto in tanto beccato anche altri latitanti della camorra. Lunedì mattina, poi, l’ultima chicca. Nel parcheggio sopraelevato del centro commerciale, proprio a pochi passi dagli ingressi delle torri del complesso di via delle Puglie, i finanzieri del comando di Casalnuovo, diretti dal capitano Giuseppe Di Stasio, hanno trovato nel bagagliaio di un’auto ogni genere di materiale per criminali provetti.
L’elenco è lungo: due chili di cocaina divisa in quattro pani (valore 100mila euro), una bomba “ananas” con circa 3mila pallini in sfere d’acciaio, un fucile a pompa calibro 12, una pistola a pallettoni calibro 12, 600 munizioni e 8 caricatori per fucili mitragliatori e pistole. Il tutto era stato nascosto in una vettura Fiat, un’utilitaria, messa in sosta tra i due edifici residenziali, a qualche metro da un centro di riabilitazione motoria. La soffiata è giunta attraverso una telefonata al 117, il numero verde delle fiamme gialle. I finanzieri non si sono dovuti spostare più di tanto per agire.
La loro caserma si trova proprio lì, di fronte al Meridiana, dall’altra parte della strada. Comunque per motivi precauzionali il capitano Di Stasio ha fatto isolare la zona e quindi ha chiamato gli artificieri dei carabinieri e i vigili del fuoco. Nel giro di qualche ora è stato portato via tutto, auto compresa ovviamente. Da quel che si è appurato le armi provengono in gran parte dalla ex Jugoslavia. Solo la pistola, un’arma letale, è francese. Il fucile a pompa è di fabbricazione serba mentre dalla stessa area proviene anche la bomba “ananas”. Una bomba grande, micidiale.
Di quelle che quando esplodono lanciano ovunque migliaia di pallini d’acciaio incandescente. Secondo quanto reso noto dagli investigatori un ordigno uguale è stato già utilizzato nel Napoletano.

