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Campania: la Caporetto della grande distribuzione

La crisi sta travolgendo le famiglie del Mezzogiorno. E ne risentono soprattutto gli ipermercati dei colossi nazionali e internazionali.

Ieri due grandi ipermercati dell’Ipercoop, quelli di Afragola e di Quarto, sono rimasti chiusi per sciopero. Quello di Afragola è paralizzato da tre giorni consecutivi a causa dell’astensione dei lavoratori, esasperati dallo spettro dei licenziamenti. Nel frattempo non si sa quando riaprirà l’impianto della Unicoop di Livorno ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli, la galleria di negozi anch’essa di proprietà della cooperativa toscana. Un settore senza pace. Domani, lunedi, inizierà infatti il confronto sindacale relativo a un’altra vertenza, quella della catena napoletana degli ipermercati Auchan di via Argine, Nola e Giugliano, dove la multinazionale francese ha individuato esuberi.

La sensazione a questo punto è che il mondo della grande distribuzione campana sia stritolato dalla crisi, almeno stando a giudicare le condizioni in cui si trovano ridotti i consumi nel Mezzogiorno, ma anche osservando i palesi errori legati a una dissennata programmazione territoriale e, secondo quanto sostengono gli scioperanti più critici, a errori gestionali. Una miscela esplosiva che ieri mattina ha spinto i 226 addetti dell’Ipercoop di Afragola, la cui dismissione è stata annunciata da tempo, a spostare il mirino della protesta sull’ipermercato di Quarto. Il giorno prima, venerdì, gli addetti di Afragola erano stati protagonisti del blocco, avvenuto intorno alle quindici, del supermercato Ipercoop di via Arenaccia, a Napoli, blocco scaturito dal mancato accordo tra azienda e sindacati verbalizzato nel confronto tenuto nel primo pomeriggio a poca distanza, nella sede dell’ufficio regionale del Lavoro, l’Ormel, al centro direzionale.

Un mancato accordo che l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, ha commentato così: “ Sono amareggiato. Non è possibile che il sistema cooperativistico regionale non senta l’esigenza di trovare una soluzione ”. Duri anche i sindaci di Acerra, Afragola e Casalnuovo. Raffaele Lettieri, Mimmo Tuccillo e Antonio Peluso hanno diramato un comunicato congiunto attraverso cui avvertono di dare il via a provvedimenti amministrativi nei confronti di Unicoop in caso di disimpegno da parte della cooperativa. Non c’è che dire: il tempo che passa spesso crea situazioni paradossali. Le istituzioni locali oggi sono al fianco dei lavoratori contro una cooperativa che ha tutta l’intenzione di voler andare via dalla Campania, dando luogo ai primi licenziamenti massivi nella storia delle coop. Ma nel 1999 la situazione era a ruoli invertiti.

Allora fu proprio la Unicoop, all’epoca Coop Toscana Lazio, a volere fortemente la realizzazione dell’ipermercato di Afragola. Per raggiungere l’obiettivo la dirigenza della cooperativa non esitò a far mettere sotto processo i politici del centrodestra locale, accusati di concussione per aver preteso, invano, centinaia di assunzioni pilotate. Una vicenda che spinse il ministero degli Interni a commissariare il comune di Afragola con un provvedimento antimafia che diede il via libera definitivo alle attività del centro commerciale Le Porte di Napoli.

Ora però la storia è stata spazzata via dai numeri di un deficit multimilionario. Numeri che iniziano a destare preoccupazioni anche nella catena napoletana degli ipermercati Auchan. Domani l’azienda riceverà i sindacati per cercare un’intesa in grado di fronteggiare gli esuberi rilevati negli iper di via Argine, Nola e Giugliano. Secondo indiscrezioni la soluzione non traumatica della vertenza potrebbe scaturire dai contratti di solidarietà, dalla riduzione di una parte dei permessi retribuiti e dal ripristino dell’orario di lavoro a 40 ore.

Finora nella catena partenopea di Auchan l’ipermercato che ha pagato più caro il prezzo della crisi è stato quello di Volla, ubicato nel centro commerciale Le Ginestre. L’impianto è stato drasticamente ridimensionato e decine di dipendenti sono stati trasferiti altrove. Dopo due mesi di ristrutturazione il negozio ha appena riaperto come superstore della Conad, che ha preso in affitto il ramo d’azienda. Più drammatica è però la situazione in cui versa l’ex Carrefour di Casoria, lo storico Euromercato: 200 addetti in cassa integrazione dal 2011 che attendono un piano di rilancio.

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