Dopo il ritrovamento della bomba davanti allo studio privato del dirigente dell’ufficio tecnico, Gaetano D’Amore, l’antimafia vuole analizzare le carte edilizie del comune.
Venerdì sera il ritrovamento di una bomba, nascosta in un carrello della spesa, davanti allo studio professionale di un funzionario dell’ufficio tecnico del comune.
Una strage sventata proprio grazie all’intervento dell’architetto Gaetano D’Amore, dirigente del settore urbanistico municipale, uomo chiave nella gestione dell’edilizia in questo piccolo ma estremamente cementificato territorio, ubicato sulla strategica statale delle Puglie. Intanto, secondo le indiscrezioni fatte trapelare dai vari testimoni ascoltati finora dagli investigatori, la Direzione distrettuale antimafia segue la pista del piano regolatore. Ancora una volta, dunque, vicende del genere fanno ipotizzare origini nell’ambito degli interessi legati all’edilizia. Le indagini sono condotte dal capitano Michele D’Agosto, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, con il supporto del tenente Antonio Orlando e del maresciallo Lampasona.
Sempre in base alle indiscrezioni trapelate dalle interviste dei personaggi che si stanno recando in caserma, per essere ascoltati dai militari, sembra che il ritrovamento della bomba artigianale sia stato del tutto casuale. L’architetto D’Amore si sarebbe accorto della presenza della bomba, nascosta nel carrellino della spesa, passando, alle undici di venerdi sera, alla guida della sua automobile, davanti al suo studio di progettazione, in via Paganini. Ma il tam tam diffuso in queste ore sulla vicenda fa pensare che questa versione dei fatti sarebbe ritenuta ben poco credibile dagli investigatori. Quel che è certo è che è stato lo stesso dirigente comunale ad avvicinarsi al carrellino, piazzato sul marciapiede, e a trovare al suo interno la bomba, una mescola, contenuta in un vaso per piante, di polvere da sparo, bulloni e chiodi collegata con dei fili a un innesco a batteria.
Non si sa se effettivamente quest’ordigno sarebbe esploso nella popolata via Paganini, al centro di Brusciano. Quel che è certo è che se l’innesco avesse funzionato qualcuno avrebbe potuto lasciarci la pelle, “magari”, tanto peggio, un passante qualsiasi, l’innocente di turno. Ma il dirigente D’Amore, il sindaco, Angelo Antonio Romano, e il vicesindaco, Carmine Guarino, che abita nello stesso palazzo in cui si trova lo studio del dirigente comunale, non hanno fornito indicazioni utili alle indagini.

