BUONE NUOVE DAL PIANETA CARCERE: L’ESEMPIO DELLA CASA CIRCONDARIALE DI POZZUOLI

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Non è facile parlare di carcere in termini positivi ma è doveroso segnalare le buone iniziative, che aprono la via della speranza per chi vive la galera. Di Simona Carandente

In un momento storico dove l’emergenza carceri è sotto gli occhi di tutti, dove il complesso pianeta della detenzione vive un momento di enorme difficoltà, connesso all’atavica carenza di risorse ed infrastrutture, non è facile parlare di carcere in termini positivi, nello scopo di diffonderne un’immagine lontana dall’immaginario collettivo.

Eppure, anche in un territorio difficile come quello campano non mancano iniziative importanti e di ampio respiro, che pur non avendo l’ambizione di risolvere in nuce i problemi della popolazione penitenziaria, sono volte quantomeno ad alleviarne le difficoltà quotidiane, aprendo uno squarcio di speranza sulla quotidianità penitenziaria e su chi è costretto a viverla.
Merita di essere segnalato l’esempio della Casa Circondariale di Pozzuoli che, con il prezioso aiuto di associazioni esterne senza scopo di lucro, si distingue per le numerose iniziative rivolte alla popolazione penitenziaria, rigorosamente femminile, ivi ristretta.

È di qualche giorno fa, ad esempio, la notizia dell’acquisto di 3 TV Lg e di 3 Dvd che verranno collocati negli spazi comuni dei reparti che ospitano le detenute, con lo scopo di realizzare in futuro una cineteca, finalizzata ad alleviare la quotidiana monotonia delle recluse. L’acquisto è stato possibile grazie ai proventi raccolti il mese scorso, con il ricavato di una cena tenutasi proprio presso la Casa Circondariale, che ha visto le stesse detenute attivarsi e collaborare in prima persona.
Proprio l’attività dei laboratori di cucina, peraltro, ha fatto sì che per quattro detenute della Casa Circondariale si realizzasse un sogno: quello di trovare lavoro all’esterno del Carcere.

Grazie ad appositi laboratori di cucina, tenuti in collaborazione con l’"Associazione Professionale Cuochi Italiani", si è permesso alle detenute di maturare una significativa preparazione sul campo, che ha permesso ha due di loro, una volta rimesse in libertà, di trovare un’insperata occupazione. Per altre due, in regime di semilibertà, si sono aperte le porte della ristorazione, anche se al momento solo di giorno, nella speranza che l’impegno possa divenire quotidiano una volta scontata del tutto la pena inflitta.

Tra le attività della Casa Circondariale, con il prezioso supporto della Onlus "Il Carcere Possibile", occorre poi segnalare la dotazione, nel giardino del penitenziario, di alcuni giochi per bambini, acquistati con il ricavato della serata di beneficenza "Ridere per rieducare", finalizzati a rendere più piacevole e meno traumatico l’incontro dei piccoli con le proprie madri detenute. (mail: simonacara@libero.it)
(Fonte foto: Rete Internet)
 

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