L’ultimo concerto e l’amicizia con Dalla, Napoli piange il “suo” maestro Guccini

Data:

Francesco Guccini è morto oggi all’età di 86 anni. Con lui scompare uno degli ultimi grandi maestri della canzone d’autore italiana, capace di raccontare l’Italia attraverso parole diventate poesia e musica. La famiglia ha fatto sapere che le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata, mentre a settembre sarà organizzata una cerimonia commemorativa aperta a quanti vorranno rendergli omaggio.

La sua scomparsa colpisce anche Napoli, città che negli anni lo ha accolto con un affetto particolare. Pur essendo emiliano, Guccini ha sempre avuto un rapporto speciale con il pubblico partenopeo, che lo ha seguito in ogni sua esibizione tra teatri, palasport e grandi rassegne estive. Ogni concerto era molto più di uno spettacolo: diventava un incontro tra storie, idee e generazioni diverse.

Il legame con Napoli passa inevitabilmente anche attraverso Lucio Dalla, bolognese di nascita ma napoletano d’adozione. Dalla aveva instaurato con la città un rapporto profondissimo, scegliendo spesso il Golfo come luogo del cuore e firmando pagine indimenticabili della musica italiana ispirate proprio a Napoli. Guccini e Dalla hanno condiviso un lungo tratto di strada artistica e personale, frequentandosi per decenni e partecipando insieme a concerti, iniziative e momenti pubblici. In più occasioni hanno raccontato con ironia il loro rapporto di amicizia, diventato uno dei più autentici della musica italiana.

Anche grazie a quel filo che lo univa a Dalla, Guccini è sempre stato accolto a Napoli come uno di casa. Indimenticabile il concerto al Teatro Palapartenope nel 2010, quando migliaia di spettatori cantarono insieme a lui La locomotiva, Eskimo, L’Avvelenata, Autogrill e Canzone per un’amica, trasformando il teatro in un unico grande coro.

Negli anni Settanta e Ottanta il cantautore fu inoltre protagonista di numerose Feste dell’Unità in Campania, contribuendo a rendere Napoli una delle piazze più importanti della canzone d’autore. Le sue canzoni parlavano di libertà, memoria, giustizia sociale e dignità, temi che il pubblico napoletano ha sempre sentito particolarmente vicini.

Con la morte di Francesco Guccini si chiude un capitolo fondamentale della musica italiana. Ma a Napoli, come in tante altre città del Paese, resterà vivo il ricordo di un artista che non aveva bisogno di effetti speciali per conquistare il pubblico: bastavano una chitarra, una voce inconfondibile e parole destinate a non invecchiare mai. Per molti napoletani, oggi, se ne va anche un pezzo di quella stagione irripetibile condivisa con l’amico Lucio Dalla, due giganti della musica italiana che hanno lasciato un segno profondo nella storia culturale del Paese.

Condividi notizia sut:

I più letti

Chi ha letto questo articolo ha letto
Articoli correlati

Blackout a Somma, Svanera: “Guasti dovuti al caldo estremo”. Ecco gli interventi

L’emergenza legata ai blackout che stanno interessando Somma Vesuviana...

Padre in sciopero della fame davanti al tribunale di Nola: “Voglio vedere mia figlia”

Da ieri vive all'esterno del Tribunale di Nola, sotto...