Una studentessa del Pacioli ha preso parte al Progetto Lettura promosso dal suo Istituto. In questo articolo ci riporta le impressioni e le emozioni.
Continuano i progetti dell’I.S.I.S Luca Pacioli finalizzati ad avvicinare ragazzi e ragazze ad una vera cultura, di quelle che sebbene estranee ad interrogazioni quadrimestrali e noiose, interminabili spiegazioni riescono a “dare” qualcosa ai ragazzi, ad insegnare, a muovere nuove passioni.
Proprio partendo da questi intenti alternativi, ha preso le mosse il Progetto Lettura del Pacioli, avviato l’8 maggio scorso con la presentazione del libro giallo di Antonella Cilento “La paura della lince”. L’iniziativa è nata anche grazie al centro “Leggimi Forte” di Pomigliano D’Arco, e ai proficui contatti instaurati con i referenti Mariacarmela D’Agostino e Pasquale Avallone.
L’incontro con l’autrice ha coinvolto una classe del quarto anno del liceo socio-psico pedagogico (della quale faccio parte). Entusiasmo, coinvolgimento e felice partecipazione ci hanno unite nella lettura e nell’incontro con Antonella Cilento (foto), la quale, con disponibilità e umiltà si è dedicata ai quesiti di sedici ragazze, inesperte, curiose di conoscere i motivi che spingono alla scrittura, delle sensazioni e delle emozioni che si possono provare partorendo storie e personaggi riuscendo poi a legare il tutto alla nostra città mettendone in risalto gli aspetti veri, quelli vivi come i quartieri periferici, il buon cibo, le vecchie tradizioni, le tracce di una grande cultura passata ma purtroppo dagli stessi napoletani poco ricordata (i Campi Flegrei, ad esempio). Il progetto ci ha dato la possibilità di toccare, quasi con mano, l’impegno, le conoscenze e le capacità a volte confusi con propositi per noi troppo lontani.
Ma Antonella Cilento era lì, dietro la nostra cattedra, coinvolta dalle nostre domande, impegnata a cacciar fuori i nostri dubbi, le nostre perplessità ed intenta a sciogliere tutti i nodi, partendo dai riferimenti che il racconto in primis fa alla politica, passando per l’arte e finendo della donna, la sua attuale condizione ed il suo possibile futuro. Investigatrice improvvisata, precaria nel lavoro e nei sentimenti, la protagonista del giallo infatti chiude in se qualcosa di tutte noi e delle future cittadine-lavoratrici che saremo. Proprio tematiche come queste, quindi più di tante altre vicine alla sensibilità di sedici sognatrici come me e le mie compagne di classe, hanno fatto sì che l’incontro diventasse uno scambio reciproco di stimoli: noi, fonti di nuove domande per una scrittrice e lei per noi simbolo di una donna che si è fatta spazio nella società e nel lavoro, capace di incantare ad ogni parola o concetto espresso.
Prima dell’impegno scolastico, allora, prima del naturale bisogno di conoscere, le generazioni figlie di un difficile periodo come questo hanno il diritto di crescere nella mente e nelle idee sfruttando tutto quello che per davvero può appassionare, che sia questo un viaggio o la lettura di un giallo. Goya disse che: “ il sonno della ragione, genera mostri”, non vorrei sembrare tragicamente drastica ma forse è ora, è qui, è con questi progetti che gli studenti più dormienti della storia, potrebbero svegliarsi.
Successivamente all’appuntamento appena resocontato, il 14 maggio vi è stata una degna appendice a Pomigliano d’Arco e presso il “Pacioli”, che ha visto sugli scudi l’incontro con Patrizia Rinaldi e il suo “3 , NUMERO IMPERFETTO”!
Queste iniziative hanno svelato in toto le intenzioni dell’ I.S.I.S Luca Pacioli, che tra i suoi principali obiettivi ha quello di informare gli studenti delle diverse possibilità di approccio alla letteratura, come ad altre forme di informazione e aggiornamento. L’intento è forte e significativo: dare ai ragazzi stimoli che li spingano ad un concreto interesse per la realtà che li circonda.



