Acerra, spending review: tagliati i viveri agli lsu

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Proprio così: una circolare della prefettura, recepita da una delibera del comune, ha dato il via al taglio dei ticket mensa per i lavoratori socialmente utili.

Comuni in difficoltà, comuni che annaspano. E la spending review fa sparire un caposaldo tutto locale del welfare: i buoni pasto per i lavoratori socialmente utili. 140 euro a persona di indennità per alimenti, da consumare nei luoghi di lavoro oppure prelevabili in convenzione presso il più vicino supermercato. In genere si fa da sempre così: il lavoratore accumula i buoni pasto durante il mese per poi andare a fare un’unica spesa gratis nel negozio convenzionato col comune.

Cosa che però da oggi sarà preclusa ai 40 lavoratori socialmente utili, reclutati come operai o impiegati nell’ormai lontano 1996. La delibera di giunta è già stata pubblicata nel sito del comune. Il taglio dei buoni pasto agli lsu municipali consentirà all’ente un risparmio di circa 70mila euro all’anno. Intanto altri 45 ex lsu non subiranno stessa sorte. Erano stati reclutati anche loro 17 anni fa ma poi sono stati stabilizzati di recente e quindi assorbiti negli organici dell’ente. In questo caso, quindi, buoni pasto salvi. Resteranno immuni dai tagli anche tutti gli altri dipendenti comunali. Il ticket mensa agli lsu è stato una sorta di aiuto sociale voluto dal comune di Acerra. Un provvedimento unico nel suo genere, quantomeno raro.

Con la delibera di giunta comunale 207 del 2005 la municipalità stabilì di erogare il buono mensa ai lavoratori socialmente utili. Ma il 4 febbraio di quest’anno la prefettura ha inviato una nota: “Per effetto della spending review il buono pasto può essere riconosciuto solamente a personale contrattualizzato con l’ente”. Infine, la doccia annunciata: “Il comune dispone la revoca delle delibera e la cessazione dei buoni pasto con decorrenza immediata”, il contenuto della delibera appena affissa in comune. I lavoratori socialmente utili sono pagati dalla Regione Campania con salari molto ridotti. Per questo motivo il municipio integrò la loro paga con 18 ore in più compensati con danaro dell’ente. Un’integrazione senza la quale gli lsu non potrebbero andare avanti. Resta l’amarezza di un provvedimento che colpisce la parte più debole delle maestranze pubbliche del territorio.

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