Una lucciola denuncia due caschi bianchi di Acerra: soldi e prestazioni sessuali se voleva lavorare tranquilla. Reazione sdegnata dagli ambienti istituzionali: “solo calunnie”.
L’indagine è coordinata dalla Procura di Nola ed è condotta dai carabinieri della stazione di Acerra. Si tratta di un’inchiesta molto delicata. Riguarda un presunto pizzo alle prostitute che battono nella campagna acerrana. Estorsioni che però non sarebbero state messe a segno da delinquenti comuni ma da due poliziotti municipali. Vigili urbani che oltre al danaro avrebbero preteso dalle prostitute anche prestazioni sessuali. C’è una denuncia, è stata sporta da una lucciola nel presidio cittadino dei carabinieri. La donna avrebbe rivelato ai militari una situazione da brivido, una sorta di controllo del giro di sesso a pagamento che da anni si consuma lungo le arterie provinciali che scorrono accanto ai terreni coltivati. Un controllo che non sarebbe stato esercitato dalle solite organizzazioni criminali dedite a questi loschi affari.
A capo delle estorsioni alle tante donne, soprattutto africane e slave, che ogni giorno popolano anche queste zone, ci sarebbero due caschi bianchi del locale comando. Nel frattempo la notizia sta facendo il giro del territorio. Se ne parla. Eccome. Negli ambienti istituzionali vicini al comando dei vigili urbani le reazioni sono però di quelle sdegnate. Le obiezioni puntano sul fatto che “ormai nella campagna acerrana non si vede più una sola prostituta” e sulla considerazione che “probabilmente è stata proprio l’attenta prevenzione in questo settore ad aver fatto scatenare un inutile chiacchiericcio, dannoso e destabilizzante verso un corpo di polizia locale integerrimo ed efficiente ”. I maligni però sostengono che a determinare il fuggi fuggi generale delle lucciole sarebbe stato proprio il presunto pizzo, come dire, “in divisa” .
Una paura creata dalle pressioni, dalle minacce continue perpetrate da chi pensa di poter beneficiare della “consueta” impunità . A ogni modo le prostitute continuano a popolare le aree confinanti di Acerra, le campagne di Afragola, Nola e Maddaloni, dove cioè i vigili urbani della città dell’inceneritore non possono esercitare alcuna giurisdizione. Sono centinaia le ragazze che ogni giorno vendono il proprio corpo nelle strade secondarie della zona orientale della provincia di Napoli. Sono soprattutto africane. Provengono quasi tutte dal litorale domizio, dove abitano pagando per un letto prezzi stellari. Molte di loro sono sottoposte al controllo ferreo delle mafie dei paesi d’origine. Giungono in queste zone con ogni mezzo.
A volte polizia e carabinieri hanno sequestrato interi furgoni i cui autisti organizzavano vere e proprie linee private del sesso, trasportando la merce umana dall’area di Castelvolturno fino a Nola, quaranta chilometri più a est. Ogni giorno. E’ una vita allucinante quella delle prostitute africane, spesso strette nella morsa degli sfruttatori tradizionali o, come nel caso sospettato ad Acerra, di quelli nostrani, ma poi non tanto improvvisati. Giovanni donne, ragazze che in qualsiasi condizione climatica si piazzano sul ciglio della strada dalla mattina al tramonto. Resta l’amaro in bocca registrato negli ambienti del comune, da cui trapela la necessità di “stare attenti alle accuse infondate, alla calunnia che potrebbe essere scaturita proprio da qualche azione dei vigili urbani finalizzata al ripristino della legalità ”.
(Fonte Foto:Rete Internet)

