La strada ferrata che dovrà collegare il capoluogo a Bari dovrà passare per Acerra ma non si sa ancora in che modo. Intanto entro il 30 la Regione dovrà decidere. E nascono i primi comitati cittadini.
Passaggio al centro della città con un tunnel interrato o variante a sud della cinta urbana ? Si trascina da due decenni l’interrogativo sul progetto denominato Alta capacità ferroviaria, sorta di derivato del più ampio progetto Tav, l’alta velocità.
A ogni modo tante parole per fatti zero, almeno finora. Comunque nel frattempo in questi giorni è nato un comitato cittadino, si chiama “Vas”. Obiettivo: “ far conoscere l’orientamento degli acerrani attraverso una petizione ”. Quel che è certo è che il progetto della nuova linea ferrata Napoli-Bari prevede l’eliminazione di due antiche stazioni, quella di Casalnuovo e quella, più grande, di Acerra, che ha ancora le pensiline in stile liberty. Entrambe le fermate sono ubicate nel pieno centro dei rispettivi comuni per cui sono ancora facilmente raggiungibili da chiunque. Ma che succederà quando spariranno ?
E’ un problema che chi si agita in questi giorni non si pone. Ma è anche un problema che conoscono tutti: l’auto privata diventerà l’unica soluzione, per tutto e per tutti. Peggio di adesso, a causa della cronica carenza di treni e pullman. Per la verità ad Acerra una nuova stazione ferroviaria c’è. E’stata realizzata nel 2007 ed è il capolinea della circumvesuviana. Però non ci va nessuno. La stazione si trova in un punto talmente remoto e difficile da raggiungere che è fallita praticamente sul nascere. Per non parlare di quando è stata chiusa per difetti strutturali, tempo fa: uno scandalo da far cadere le braccia. Poi la circum ha riaperto, ma sempre tra mille difficoltà: pochi treni per pochissimi passeggeri.
C’è chi nel frattempo ritiene impossibile a priori l’interramento della linea sotto il centro cittadino. Il 16 ottobre scorso a Roma c’è stato un incontro tra il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, e Raffaele Lettieri, sindaco di Acerra. Materia della riunione: lo studio tecnico economico predisposto da Rete ferroviaria italiana per la scelta del miglior tracciato della direttrice Napoli-Bari-Lecce-Taranto. Entro il 30 ottobre prossimo la giunta regionale della Campania dovrà decidere cosa fare della numero 103, che prevede il passaggio della ferrovia nell’abitato di Acerra. Se questo documento non sarà confermato sarà spianata la strada alla seconda ipotesi: la variante a sud della città.
I problemi, però, a questo punto non sarebbero comunque eliminati. Acerra e Casalnuovo dovranno rinunciare per sempre ad avere stazioni ferroviarie pienamente utilizzabili ? E la variante a sud dove e come, precisamente, sarà costruita ? Con una sopraelevata o con un terrapieno ? Gli interrogativi restano più che mai intatti. E i dubbi pure. Intanto il tempo passa, inesorabile, tra dilemmi antichi.





