I lavoratori dei bacini, senza stipendio da 30 mesi, hanno piazzato un presidio fisso davanti al municipio. Chiedono l’applicazione di una legge regionale finalizzata alla loro assunzione in comune: ” Da qui non ce ne andremo “.
Stanno allestendo accanto all’ingresso del municipio una casetta con tanto di tettuccio-gazebo e di cucinotto, tanto per far capire che da lì non intendono proprio muoversi. Sono gli addetti dei consorzi di bacino. Non percepiscono lo stipendio da 30 mesi. Sono una valanga. Ad Acerra soltanto se ne contano 120, circa 3mila in tutto il territorio campano. Intanto stanno rivendicando l’applicazione di una legge regionale, la numero 5 del gennaio dell’anno scorso. Obiettivo: essere assunti dal comune attraverso la realizzazione del piano previsto dal dispositivo voluto dalla giunta Caldoro.
” E’ la legge che obbliga i comuni a prenderci – spiegano i senza soldi e senza posto, sotto il gazebo piazzato davanti al recinto della casa comunale – in base a questa normativa le municipalità devono inserirci nell’intera gestione del ciclo integrato dei rifiuti “. Leggendo le varie disposizioni della numero 5 effettivamente le cose stanno così. Ma la questione appare di quelle dagli ostacoli enormi. In caso di piena applicazione della normativa il sistema integrato dei rifiuti passerebbe infatti quasi del tutto in mano pubblica. Cosa che contrasta totalmente con la situazione attuale, che vede le aziende private dominare il settore.
” Ma questa legge – aggiungono i manifestanti dei consorzi – prevede pure che i lavoratori delle ditte di nettezza urbana debbano passare con noi alle dipendenze delle municipalità e quindi non c’è il rischio di una guerra tra poveri “. Nel frattempo gli addetti di Acerra dei consorzi di bacino rimasti privi di lavoro e di salario stanno parlamentando un giorno si e l’altro pure con la giunta presieduta dal sindaco Lettieri. L’obiettivo appare di quelli ardui. Ma loro non mollano. Del resto il gazebo-casetta è appena entrato in funzione. ” E non lo muoveremo da lì “, giurano.







