Patto tra istituzioni: entro sei mesi tutte le demolizioni grazie ai fondi dell’Ente Parco. Allocca: “Giornata storica, basta col cemento selvaggio, bisogna pensare alla valorizzazione del territorio”.
Tutti giù per terra. O almeno: giù tutti i manufatti abusivi di Somma e Ottaviano con sentenza penale di condanna passata in giudicato. E non sono pochi: 45 a Ottaviano e 29 quelli di Somma Vesuviana.
I Comuni ci metteranno i mezzi, il Parco Nazionale del Vesuvio i soldi e la procura di Nola sovrintenderà. Si tratta di un accordo di programma stipulato dal Comune di Ottaviano, quello di Somma Vesuviana e quello di Boscoreale con il Parco Vesuvio e la procura stessa. Nel caso di Boscoreale (la cui procura competente è quella di Torre Annunziata) si procederà all’acquisizione al patrimonio pubblico delle abitazioni abusive. L’Ente Parco ha disposizione risorse finanziarie destinate proprio all’abusivismo edilizio, trasferitegli dal ministero dell’Ambiente, e con questi fondi aiuterà i Comuni a perfezionare l’opera di abbattimento.
L’accordo è stato presentato al Palazzo Mediceo di Ottaviano ieri mattina, presenti i commissari straordinari di Ottaviano e Boscoreale (Claudio Vaccaro e Michele Capomacchia), il sindaco di Somma Vesuviana Raffaele Allocca, il presidente e il direttore del Parco (Ugo Leone e Gennaro Esposito), il comandante del corpo forestale dello Stato Antonio Lamberti, il presidente della comunità del Parco Giuseppe Capasso, il sindaco di Torre del Greco Gennaro Malinconico, il presidente del consiglio comunale di Terzigno Stefano Pagano, Luigi Mastrominico, avvocato generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Napoli e i capi della procura di Torre Annunziata e Nola, Raffaele Marino e Paolo Mancuso.
Dall’accordo emergono tempi certi: sei mesi per procedere a tutte le demolizione. E il sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Allocca, non ha lesinato entusiasmo: “E’ un momento storico perché tre istituzioni si mettono assieme per la legalità. Noi non vogliamo più cemento: questo messaggio devono percepirlo tutti, a cominciare dai geometri, gli architetti, gli ingegneri. I vincoli del Parco devono diventare opportunità di sviluppo: penso a riqualificazioni importanti come, nel caso di Somma, quella del borgo Casamale”. Alla fine della conferenza stampa i volontari di Legambiente hanno liberato un esemplare di poiana, recuperato nel perimetro del Parco e curati dai veterinari dell’Asl di Napoli.





