L’azienda aeronautica è finita in una pesante crisi finanziaria. Ha dichiarato 61 licenziamenti e annunciato il mancato rinnovo dei contratti a termine. Comunicato della Fiom: “Gestione scellerata”.
Avviata alla Dema la procedura di mobilità per 61 addetti. L’azienda ha annunciato ai sindacati anche il mancato rinnovo dei contratti a termine per altri 40 dipendenti. Nella storica azienda dell’indotto aeronautico è quindi scoppiata la crisi finanziaria.
Gli esuberi dichiarati riguardano i due impianti di via San Sossio, a Somma Vesuviana, e della zona industriale di Pomigliano. 478 gli addetti complessivamente impegnati in queste due realtà industriali. Intanto i sindacati hanno proclamato lo sciopero. La DEMA conta circa 600 lavoratori nell’area napoletana e pugliese, di cui 248 a Somma Vesuviana, 230 a Pomigliano e 122 a Brindisi. Le motivazioni addotte nella procedura sono relative “a cali di attività e a problemi finanziari legati alla crisi generale del paese ed al rapporto con le banche”.
Dura la Fiom, attraverso Franco Bruno, della segreteria provinciale, che in un comunicato ufficiale si scaglia contro la gestione aziendale. “Questa procedura – dichiara Bruno, della Fiom di Napoli – è il risultato di una gestione scellerata del gruppo dirigente che ha sperperato negli ultimi anni risorse, fatturato e ammortizzatori sociali che non riuscivano più a coprire i guasti di un’organizzazione inadeguata. Malgrado i carichi di lavoro ed un settore aeronautico in crescita, questa azienda è stata capace di contrarre debiti con tutti, anche ed innanzitutto con gli stessi lavoratori.
Ed ora sono ostaggio delle banche che approvano i piani di ristrutturazione solo e soltanto se prevedono licenziamenti. Non consentiremo pertanto che in queste aziende, dove fino alla settimana scorsa si continuavano ad assumere parenti e amici con la logica di un asfissiante nepotismo, il conto lo debbano pagare i soliti noti. Questo gruppo dirigente deve andare a casa!”.
(Fonte foto: Rete Internet)





