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Venticinquenne ucciso a coltellate dopo lite: fermati padre e figlio

Una serata di tensione sfociata in tragedia a San Marco Evangelista, dove ieri sera intorno alle 22 è scoppiata una violenta rissa culminata in un accoltellamento mortale. A perdere la vita è stato un ragazzo di 25 anni, Stefano Margarita, mentre un suo amico di 24 anni è rimasto gravemente ferito ed è ora ricoverato in ospedale in prognosi riservata.

I due giovani, originari del quartiere napoletano di Secondigliano, si sarebbero recati nel comune casertano insieme ad altri amici per chiarire una questione legata, secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, alla divisione dei guadagni provenienti da truffe compiute ai danni di anziani. L’incontro con alcuni giovani del posto, tuttavia, si è trasformato in un confronto violento.

Secondo gli inquirenti, la discussione è degenerata davanti all’abitazione di un 31enne del luogo, che avrebbe ricevuto il supporto del padre, un uomo di 57 anni. Dopo un’escalation di minacce e urla, si sarebbe arrivati allo scontro fisico e, infine, all’uso di un coltello. La vittima è stata colpita mortalmente, mentre il 24enne che lo accompagnava ha riportato gravi ferite.

I carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno rapidamente identificato e fermato i due sospettati, padre e figlio, ora accusati di concorso in omicidio e tentato omicidio. Durante le indagini è stato anche rinvenuto e sequestrato il coltello utilizzato nell’aggressione.

La situazione è degenerata ulteriormente presso l’ospedale di Caserta, dove si sono radunati familiari e conoscenti della vittima. Momenti di forte tensione hanno coinvolto il personale sanitario, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno riportato la calma.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio della vicenda, compresa la possibilità che l’azione sia stata compiuta per autodifesa. Le indagini sono in corso per accertare eventuali responsabilità e collegamenti con attività criminali legate alle truffe.

Il tragico episodio riaccende l’attenzione su dinamiche criminali sommerse che continuano a coinvolgere giovanissimi, alimentando faide anche tra territori vicini.

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