Quella di ieri è stata una serata ai limiti del paranormale al Maradona: il Napoli esce subito dalla Coppa Italia e lo fa perdendo malissimo per 0-4 contro il Frosinone. Dunque è sfumata anche la seconda possibilità di vincere un trofeo in questa stagione, che sta assumendo sempre più i contorni di un disastro; resta la Supercoppa, ma a meno di miracoli natalizi, pure quella sarà alzata da qualcun altro.
L’aspetto più paradossale è che, come l’anno scorso contro la Cremonese ma in maniera decisamente più amplificata, la “squadra B” ha fatto molto meglio dei cosiddetti titolarissimi, che sono entrati in campo senza mordente (tranne il solito Victor), come se si trattasse di un’amichevole. E se fino ad ora sono stati (giustamente) accusati come responsabili principali di questa situazione l’ex allenatore e la presidenza, è arrivato forse il momento che anche i calciatori comincino a riflettere sulle loro responsabilità: chiunque si senta scontento o appagato è giusto che vada a cercare nuovi stimoli altrove, perché non sono ammissibili, da campioni d’Italia soprattutto, figure barbine come quella di ieri sera.
La prossima estate dunque dovrà inevitabilmente essere di rivoluzione e ricostruzione, con la necessità di imparare dagli errori del recente passato.



