Affitti alle stelle a Napoli: una stanza schizza a 380 euro

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“A Napoli il costo di una singola stanza per studenti fuorisede è di circa 380 euro. Una follia, così molti/e rinunceranno”. A denunciarlo è Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. “Il dato relativo a Napoli è contenuto in uno studio dell’Unione degli Universitari (Udu) realizzato su 37 città dal quale emerge che in media una stanza singola costa al mese 350 euro, a cui aggiungere 80 euro di bollette e spese condominiali. Molto spesso gli affitti sono addirittura al nero. I record negativi sono di Milano (650) Bologna e Roma (circa 500). La situazione è dunque molto difficile, il Governo non può voltare le spalle: occorrono 100 milioni nella prossima Manovra per un fondo a sostegno degli studenti fuorisede, come chiede l’Udu, e un intervento sulle borse di studio con almeno 300 milioni per aumentarle e garantirle agli/alle idonee”. “Inoltre – conclude – è indispensabile un piano di alloggi pubblici, per il quale occorrono almeno 3 miliardi sul bilancio pluriennale”.

Parte il servizio di mobilità condivisa nel Vesuviano: a disposizioni bici, monopattini e scooter elettrici

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  SAN GIORGIO A CREMANO – Prenderà il via tra alcuni giorni il primo servizio di sharing mobility sui tre comuni vesuviani di San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano in provincia di Napoli. Il servizio Moove Me, realizzato dalla cooperativa Città di Leonia e finanziato da Fondazione per il Sud, consente di prelevare, circolare e lasciare il mezzo scelto (monopattini, biciclette e scooter elettrici) in qualsiasi punto dei tre comuni coinvolti nel progetto; il tutto tramite la app MooveMe, scaricabile gratis su smartphone. A presentare il progetto in piazza Troisi, il sindaco Giorgio Zinno, insieme all’assessore alla Mobilità, Carlo Lembo, alla giunta, ai consiglieri comunali e alla presenza dei cittadini. Al momento a disposizione dei cittadini, vi sono 50 monopattini, 35 ebike, 35 scooter elettrici omologati per due passeggeri. “Con questo servizio di mobilità condivisa, la nostra città diventa ancora più sostenibile e green oltre ad offrire un notevole risparmio in termini economici per gli utenti” ha detto il sindaco che ha provato personalmente alcuni mezzi elettrici “Stiamo facendo tanto in questo ambito e questa ulteriore opportunità nel sistema dei trasporti, rappresenta un altro passo verso il raggiungimento di tali obiettivi. Inoltre, la condivisione con gli altri comuni vesuviani più vicini dal punto di vista geografico, rappresenta non solo un vantaggio pratico per gli utenti dei tre territori, ma è testimonianza di quanto sia importante fare rete, dividendo gli sforzi e moltiplicando le opportunità”. I dettagli del servizio sono consultabili sul sito: www.mooveme.it

Francesco Caracciolo, il santo protettore dei cuochi

La vita e le opere di San Francesco Caracciolo rappresentano una testimonianza reale per tutti quelli che, in questi tempi bui, ancora credono nei valori della pace, della fede e della umanità. San Francesco Caracciolo, al secolo Ascanio, è compatrono di Napoli ed è molto amato dai fedeli in Italia ed all’estero. Per la sua fede e per l’opera di totale dedizione è stato dichiarato patrono dei cuochi.   Il Santo nacque nel 1563, nel feudo paterno di Villa Santa Maria, in provincia di Chieti. Discendente dalla nobile famiglia dei principi Caracciolo, che annovera nei suoi ranghi porporati, governatori e cavalieri, Ascanio vive tranquillamente la sua gioventù. Una grave malattia contagiosa, però, costringe il giovane all’isolamento. Nella sofferenza si avvicina a Dio e decide di dedicarsi totalmente alla vita ecclesiastica. Guarito miracolosamente dalla malattia Ascanio, all’età di 22 anni, si reca a Napoli per completare i suoi studi teologici. Lascia ogni bene terreno e si dedica anima e corpo alla cura ed all’assistenza dei poveri dei malati e dei condannati a morte presso la Compagnia dei Bianchi di Giustizia all’ospizio degli incurabili. In questa instancabile attività Ascanio si contraddistingue particolarmente per la cura degli ultimi. Già in questa fase sono in tanti a parlare di guarigioni miracolose. A Napoli il giovane Caracciolo conosce il nobile genovese Agostino Adorno e Fabrizio Caracciolo, abate di Santa Maria Maggiore di Napoli e insieme decidono di dare un particolare contributo alla Chiesa. Si ritirano all’eremo dei Camaldoli di Napoli ed in quaranta giorni scrivono la regola del nuovo ordine religioso che viene chiamato: “Chierici regolari minori”. La regola che oltre ai voti di povertà, di obbedienza e di castità considera anche il divieto di assumere importanti cariche religiose viene approvata da  Papa Sisto V nel 1588. Intanto Ascanio è ordinato sacerdote e assume il nome di Francesco in onore del Poverello di Assisi. Nella sua missione, tra le chiese e gli ospedali di Napoli e Roma, San Francesco si fa notare per il grande amore verso i malati ed i condannati a morte. Vive di poche cose nella povertà più assoluta. Digiuna almeno tre giorni alla settimana e sceglie per riposare sempre gli ambienti più angusti e bui. Morto Agostino Adorno per obbedienza è costretto ad accettare la carica di preposto della Congregazione dei Chierici regolari minori, che in suo onore viene chiamata ‘Dei Caracciolini’. In questa attività intensa di preghiera e di predicazione San Francesco Caracciolo è instancabile e fonda nuovi monasteri in Italia ed all’estero. Muore il 4 giugno del 1608 ad Agnone, di ritorno da una visita alla chiesa di Loreto nelle Marche. Viene dichiarato santo da papa Pio VII nel 1807. Le  sue spoglie riposano nella chiesa  di Santa Maria di  Monteverginella a Napoli. Per il profondo amore per l’Eucarestia, definita “Pane di Gesù”, per la particolare propensione a donare grandi quantità di cibo, ricavate dalla casata familiare e per le grandi opere di carità compiute San Francesco Caracciolo è stato dichiarato patrono dei cuochi, che riconoscenti dimostrano verso il Santo una particolare venerazione. Il 4 giugno di ogni anno ad Agnone i cuochi, infatti, si riuniscono per celebrare un Santo a cui è stato dedicato anche un cammino di fede. In queste vicende di uomini e di santi stride il contrasto tra l’esempio di povertà offerto da San Francesco Caracciolo e le ricche ed opulente manifestazioni legate al cibo ed espresse da alcuni media e da improvvisati food-blogger. Per tutti valga il monito del Santo patrono dei cuochi, che è stato celebrato proprio perché principe di morigeratezza e maestro del digiuno. (fonte foto: storie di Napoli)

Blitz di Acerra, il marito dell’ex assessore non parla in carcere

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Durante l’interrogatorio in carcere Pasquale Balascio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Quattro restano in prigione e tre sempre ai domiciliari L’interrogatorio previsto stamane nel carcere di Secondigliano è abortito sul nascere visto che si è subito avvalso della facoltà di non rispondere Pasquale Balascio, il piccolo imprenditore dei servizi sociali, un tempo gestore di bar, arrestato all’alba di venerdi dagli agenti della squadra mobile con l’accusa di usura aggravata dal metodo mafioso. Un arresto che ha costretto sua moglie, l’assessore del Comune di Acerra Maria De Rosa, a rassegnare le dimissioni il sabato sera successivo al blitz. Intanto la notizia delle mancate dichiarazioni di Balascio è stata confermata dal suo legale, l’avvocato Domenico Paolella. “E’ sostanzialmente una prassi in questi casi – spiega il legale – poi sarà un’altra questione quando faremo ricorso al Tribunale del Riesame”. La data dell’udienza al Riesame non c’è ancora. In quella sede i legali di tutti gli indagati sperano ovviamente di far togliere le misure restrittive spiccate dalla magistratura. Ma scotta parecchio questa inchiesta, coordinata dal pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia Giuseppe Visone e messa a segno dagli agenti della polizia di Stato della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di Acerra. Un’inchiesta che ha dalla sua una miriade di intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, filmati, prove documentali, numerose dichiarazioni rese nelle sedi appropriate e le testimonianze di due collaboratori di giustizia di notevole caratura, Giancarlo Avventurato e Gennaro Pacilio. Le Accuse Pasquale Balascio, 35 anni, è accusato di usura aggravata dal metodo mafioso per aver prestato 150mila euro a un tasso usuraio del 100 % a due indagati che da decenni gestiscono – secondo l’ipotesi accusatoria – quasi in regime di monopolio il servizio di pompe funebri ad Acerra, i fratelli Carmine e Giordano Pacilio, quest’ultimo arrestato nel 2010 con l’accusa di estorsione e nel 2018 con quella di detenzione illegale di armi (la polizia trovò cinque pistole cariche nascoste in una bara della sua azienda). Secondo gli inquirenti Balascio ha imposto l’usura ai Pacilio insieme al clan Andretta, in particolare agendo in connubio con Diego Andretta, fratello del boss Salvatore, anche lui finito in carcere. Anche i Pacilio però sono stati arrestati nella stessa operazione. Si trovano agli arresti domiciliari. I giudici hanno scoperto che continuavano a operare nel settore delle pompe funebri nonostante la loro azienda fosse bloccata da ben quattro anni da un’interdittiva antimafia della prefettura. La prosecuzione delle attività di servizio funebre, sempre secondo i giudici, fu consentita aggirando la legge attraverso l’intestazione fittizia dei beni a un prestanome, Antonio Riemma, pure lui finito ai domiciliari. Un’indagine che descrive una spirale che si avvita su se stessa. A sua volta infatti anche Giordano Pacilio è accusato di usura. In base all’ordinanza di custodia cautelare il fratello di Carmine impose un’usura a una persona bisognosa di prestito insieme a Diego Andretta, vale a dire con la complicità del suo “carnefice” nella circostanza del prestito usuraio di 150mila euro.         

Tar conferma scioglimento del Comune di San Giuseppe Vesuviano: “Rapporti e frequentazioni tra politici e clan”

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SAN GIUSEPPE VESUVIANO – Nessuna illegittimità nel procedimento che nel giugno dello scorso anno portò allo scioglimento del Comune di San Giuseppe Vesuviano per accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata. L’ha deciso il Tar del Lazio con una sentenza con la quale ha respinto un ricorso proposto dagli ex amministratori della città campana. I giudici, premettendo come, ai fini dell’accertamento del pericolo di condizionamento, “è sufficiente che emergano elementi, anche di natura indiziaria, i quali facciano apparire verosimile l’assoggettamento ovvero il pericolo di assoggettamento dell’amministrazione comunale alle ingerenze della criminalità organizzata”, hanno ritenuto che “la Commissione di indagine ha riscontrato un quadro d’insieme, tale da giustificare l’intervento statale, il tutto all’esito di un ragionamento del tutto coerente e che resiste alle censure di legittimità articolate in ricorso”. Nel caso specifico, “sono emersi elementi concreti, confermati da precisi riscontri fattuali, del tutto idonei a rappresentare la descritta situazione di disfunzione, connessa ad una soggezione a consorterie mafiose”, ovvero: ” la presenza di una rete di rapporti parentali, nonché di frequentazione e di cointeressenze, descritte in atti, tra gli amministratori locali ed esponenti delle locali consorterie; precedenti di polizia e pregiudizi penali nei confronti di taluni dipendenti, tra cui il responsabile del servizio urbanistico-edilizio e ambiente (per i titoli di reato descritti in atti); il coinvolgimento dello stesso ex sindaco nella rete delle relazioni sospette, imputabile al detto funzionario e ad un ex consigliere di maggioranza; una diffusa situazione di illegalità in vari settori amministrativi (in particolare quello degli appalti pubblici) e una situazione di inerzia amministrativa nel far fronte alle disfunzioni che connotavano la macchina amministrativa”. Alla fine, per i giudici “secondo un ragionamento logico ed immune da travisamenti, la relazione prefettizia ha palesato una macchina amministrativa fortemente deficitaria e verosimilmente influenzata dalla criminalità organizzata, connotata da una totale inerzia sul piano disciplinare e sul piano dei controlli”.

Figlio dell’assessore di Acerra assunto come vigile a Sant’Anastasia, Comune sconfitto al Tar

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ACERRA – “Nella specie, la condotta del Comune di Acerra, rimasto del tutto silente rispetto all’istanza del ricorrente, contrasta con i doveri di correttezza e buona amministrazione: questo è quanto riportato nella sentenza pubblicata dal Tar oggi relativa al ricorso contro il Comune di Acerra e di Sant’Anastasia per l’errato inserimento nella graduatoria dei vigili del figlio di un assessore comunale” dichiara Andrea Piatto capogruppo di X Acerra Unita.

 

“Il Comune è costretto a pagare le spese di giudizio – conclude Piatto – ma la domanda nasce spontanea: perchè il dirigente al Personale non ha corretto la graduatoria”?.

Scoperta botola con stanza segreta in un bene confiscato alla camorra

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  ERCOLANO – Durante i lavori di riqualificazione di un immobile confiscato alla camorra, in via Caprile a Ercolano, è stata scoperta una botola con una stanza segreta creata in una intercapedine tra due piani. Lo ha reso noto il sindaco Ciro Buonajuto: “Abbiamo subito avvertito le Forze dell’Ordine e insieme a loro ho voluto effettuare personalmente un sopralluogo, con il vice sindaco con delega ai beni confiscati Luigi Luciani. Tra non molto quelle stanze dove fino a pochi anni fa si decidevano azioni criminali, accoglieranno in tutta sicurezza persone che vivono nel disagio. Affinché la #confisca dei beni alla criminalità sia da esempio per i giovani, ovvero che lo Stato alla lunga vince sempre dobbiamo continuare ad impegnarci per migliorare il nostro territorio, valorizzando la nostra bellezza, la cultura e la legalità.”

“So chi mi ha ucciso”, presentato libro sul cold case di femminicidio del ‘700

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“So chi mi ha ucciso, un cold case di femminicidio del ‘700” sarà presentato martedì 7 novembre alle 18 presso la Libreria Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia (Piazza dei Martiri).   Napoli. In occasione del mese dedicato alla eliminazione della violenza contro le donne, Paola Proietti presenterà il suo libro “So chi mi ha ucciso, un cold case di femminicidio del ‘700” (Giannini editore) martedì 7 novembre alle 18 presso la Libreria Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia (Piazza dei Martiri). Modera l’evento il direttore del Premio Elsa Morante, la giornalista Tiuna Notarbartolo. Ospiti: l’avvocato penalista esperto dei delitti contro la persona Gennaro Cacciapuoti, il magistrato Aldo De Chiara, l’avvocato familiarista Marina Vacca. Tutte persone di legge, pronte a ridare idealmente giustizia alla protagonista dopo circa quattro secoli.   Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Giannini, una delle più antiche di Napoli ed è parte della collana Sorsi, libri piccolissimi nel formato (A6) e nel prezzo (6,00 euro), che raccontano storie, curiosità che rinvigoriscono lo spirito proprio come una tazzina di caffè. Sorsi di saggi, letteratura, riflessioni e curiosità scritti in gran parte dai 3C, intellettuali, giornalisti e scrittori che fanno parte della sempre più vasta rete di comunicatori di cultura.   “So chi mi ha ucciso” è l’opera prima della Proietti ed è ispirato ad una terribile storia realmente accaduta. È la cronaca di un antico delitto irrisolto e di un probabile errore giudiziario che diviene, nelle parole in prima persona della protagonista, la sua terribile scoperta, la sua catarsi.   SETTEMBRE 2023   Formato libro: 10,5 x 14,8 cm Rilegatura: fresato Numero di pagine: 82 Prezzo € 6,00 ISBN: 978-88-6906-312-1 Collana: Sorsi – vol. 9 Categoria: letteratura  

Spaccio di droga nel Vesuviano, retata dei carabinieri: 4 arresti e una denuncia

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SAN GIORGIO A CREMANO, ERCOLANO E PORTICI: traffico di droga nel vesuviano, blitz dei Carabinieri. 4 arresti e una denuncia Il contrasto alla droga corre lungo le pendici del Vesuvio, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco in prima linea. La sera di controlli inizia nel comune di San Giorgio a Cremano. I militari della sezione operativa e quelli della stazione di torre del greco capoluogo hanno arrestato Giovanni Oriente e Ciro De Cesare, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Erano in corso Umberto I, in auto. Stavano cedendo due dosi di cocaina ad un 28enne del posto, in cambio di 50 euro. I due sono finiti in manette e risponderanno di spaccio di stupefacente. Sono ora ai domiciliari, il cliente segnalato alla Prefettura. Dovrà rispondere di detenzione di droga a fini di spaccio Anna Pacilio, 55enne di Ercolano già nota alle forze dell’ordine. Durante una perquisizione nella sua abitazione ercolanese, i carabinieri della locale tenenza hanno recuperato in un giardino pubblico un piccolo pacchetto contenente 64 grammi circa di hashish. La 55enne l’aveva lanciato pochi istanti prima, quando si era resa conto che l’obbiettivo dei controlli fosse proprio il suo appartamento. Il tentativo di eludere le manette non è servito e, durante la perquisizione della  sua abitazione, i militari hanno trovato anche 670 euro in contante ritenuto provento illecito. La donna è ai domiciliari, in attesa di raccontare al giudice la sua versione dei fatti. Sullo stesso pianerottolo, in un’altra casa, i carabinieri hanno rinvenuto oltre 6 chili di sigarette di contrabbando. Denunciato un 30enne già noto per reati della stessa tipologia. Droga anche a Portici. In via Martiri di Via Fani i militari della stazione locale hanno arrestato Francesco Losacco, 22enne di san giorgio e già sottoposto al foglio di via obbligatorio dal comune di Portici. Addosso 8 stecchette di hashish di complessivi 19 grammi. In casa, luogo dove è stata estesa la perquisizione, rinvenuti altri 10 grammi della stessa sostanza. Il 22enne è ai domiciliari e anche lui attende giudizio.

Nola in lutto, morto il comico di Made in Sud: lavorò con Garrone

È lutto nel mondo dello spettacolo: è morto Andrea Iovino, comico napoletano diventato famoso grazie a “Made in Sud”. È stata una scomparsa improvvisa quella di Andrea Iovino, comico napoletano di 38 anni, che era arrivato alla ribalta grazie al programma televisivo “Made in Sud”. Originario di Nola, Iovino aveva calcato diversi palcoscenici importanti, come quello di “Tu si que Vales”, per poi arrivare anche in diversi teatri italiani e al cinema con la parte di Pinocchio nel film di Garrone. Umorismo sottile e mimica inconfondibile sono sempre state le carte vincenti di Iovino che purtroppo è venuto a mancare improvvisamente nelle scorse ore. La notizia è stata divulgata dalla famiglia dell’attore che non ha specificato le cause della morte. Le esequie si terranno oggi pomeriggio nel cimitero di Nola, città in cui era cresciuto.