Telecamere contro gli ecofurbi della Terra dei Fuochi, 21 denunciati

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GIUGLIANO – Un sistema di videosorveglianza investigativa, controlli mirati e un messaggio chiaro agli ecofurbi: chi inquina paga. È questo il risultato dell’attività condotta nel primo semestre del 2026 dal Nucleo Carabinieri Forestale di Pozzuoli, che ha portato alla denuncia di 21 persone per abbandono illecito di rifiuti.

L’operazione nasce dal costante monitoraggio delle aree periferiche del territorio giuglianese, dove negli ultimi anni si sono concentrati numerosi episodi di sversamento abusivo. Le zone controllate erano già state interessate da interventi di rimozione dei rifiuti eseguiti dall’amministrazione comunale e dalla task force del Commissario straordinario di Governo, guidata dal generale Giuseppe Vadalà, con il supporto delle associazioni ambientaliste.

Nonostante le attività di bonifica, molti cittadini continuavano ad utilizzare le stesse aree come vere e proprie discariche abusive. Le telecamere installate dai Carabinieri Forestali hanno permesso di documentare il passaggio dei veicoli e di ricostruire nel dettaglio le modalità con cui venivano abbandonati i rifiuti.

L’attività investigativa ha consentito di individuare tutti gli autori degli illeciti, che sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. Per loro è scattato anche il ritiro della patente di guida, misura prevista dalla normativa.

L’Arma dei Carabinieri ribadisce così la propria attenzione nella repressione dei reati ambientali, sottolineando che il territorio non può essere trasformato in una discarica privata e che ogni comportamento illecito sarà perseguito con determinazione.

Pompei, questa sera “Una Notte di Cuore”: musica e solidarietà con Sal Da Vinci all’Anfiteatro degli Scavi

Una serata di musica, emozioni e solidarietà per raccogliere fondi a favore dei piccoli pazienti del Santobono Questa sera alle ore 20.30, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, si terrà la decima edizione di “Una Notte di Cuore”, l’evento di beneficenza promosso dalla Fondazione Achille Scudieri a sostegno del progetto “Bambini Coraggiosi” della Fondazione Santobono Pausilipon. Protagonista della serata sarà Sal Da Vinci, uno degli artisti più amati della musica italiana e napoletana, che regalerà al pubblico uno spettacolo ricco di emozioni. A condurre l’evento sarà l’attrice e conduttrice Serena Autieri, che accompagnerà gli ospiti in una serata all’insegna della musica, della solidarietà e della condivisione. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere il progetto “Bambini Coraggiosi”, dedicato all’umanizzazione delle cure pediatriche e al miglioramento dell’accoglienza nei percorsi di cura dei piccoli pazienti ricoverati presso l’Ospedale Santobono Pausilipon. Ogni contributo rappresenta un aiuto concreto per garantire ai bambini e alle loro famiglie un’esperienza ospedaliera più serena, dignitosa e vicina ai loro bisogni. Giunta al suo decimo anniversario, “Una Notte di Cuore” si conferma un appuntamento di grande valore sociale, capace di unire spettacolo e beneficenza in uno dei luoghi simbolo del patrimonio culturale italiano. L’evento rappresenta un’occasione speciale per vivere una serata di grande musica e, allo stesso tempo, contribuire a una causa importante, dimostrando come la solidarietà possa fare davvero la differenza nella vita di tanti bambini. Appuntamento questa sera alle ore 20.30 all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, per una notte in cui arte, musica e generosità si incontrano nel segno della speranza.

Somma Vesuviana, missione archeologica di Villa Augustea: il Giappone c’è. E noi?

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Dieci milioni di yen è la cifra raccolta in Giappone tramite il crowdfunding  nel giro di un mese per finanziare la Missione Archeologica di Villa Augustea.  E’ il sistema internazionale per dare vita a progetti con la raccolta diffusa di fondi dal basso tramite la rete.   La notizia ha suscitato scalpore sia per la proverbiale riservatezza nipponica. Sia per la cifra considerevole di yen indicata. Anche se in realtà i dieci milioni di yen, cambiati in euro, fanno “appena” 54.000.  Per dire che i nostri illustri ospiti ci avevano abituati a ben altre cifre. Ovviamente erano progetti con finanziamenti soprattutto pubblici. Vero è che già l’anno scorso lo scavo di Villa Augustea ha visto la stessa procedura di finanziamento. Naturale che dopo 26 anni di presenza massiccia di finanziamenti pubblici una missione archeologica, a 10.000 chilometri di distanza (quella tra Roma e Tokyo), ci può stare qualche problema per reperire i fondi. Ma saputo che l’Università di Tokyo ha rinnovato la richiesta di concessione per altri tre anni ci tranquillizza nel pensare che queste di oggi sono solo circostanze provvisorie. Fatto sta che la quantità di fondi, insieme alla velocità di raccolta, consegnano a noi italiani la consapevolezza  di grande fama dello scavo in Giappone e della certezza dell’utilità e della necessità di continuare l’opera. Questo sistema ha permesso anche a nostri concittadini, già l’anno scorso, di contribuire al finanziamento dello scavo. Utilizzando lo stesso canale e lo stesso conto. Anche sorprendendo gli addetti ai lavori che ritenevano difficile un coinvolgimento di sommesi nella “questua”. Invece si è dimostrato che il privato è più avanti del pubblico. Superando così le pecche, le incomprensioni, se non la inadeguatezza di alcuni amministratori spesso sollecitati, gli imprenditori locali hanno fatto raccogliere in poche settimane la cifra che mancava all’appello per il progetto 2025. Ma c’è di più. Mentre l’anno scorso si è intervenuti mettendo mano al conto corrente, negli anni precedenti si è assistito a qualcosa di impensabile potesse accadere qui. In tempi diversi un imprenditore ha donato allo scavo la scala di sicurezza per le visite di tutti noi. Qualche anno prima altro imprenditore, visto le difficoltà dello scavo ad allargarsi per deficienza di superfici, pensò bene acquistare uno dei suoli mancanti, donarlo al comune che poi fu dato alla missione in comodato d’uso gratuito. Ormai i due nostri amici fanno parte della storia dello scavo. Così come gli altri cinque dell’anno scorso staranno nel libro d’oro dei riconoscimenti. Un giorno o l’altro se ne dovrà pur parlare di questi signori. Per dire che i Sommesi, quando sollecitati, non han guardato dall’altra parte. Intanto la Sovrintendenza dell’Area Metropolitana di Napoli competente per territorio, che svolge puntualmente il compito della tutela e della valorizzazione, ha già in bilancio i fondi necessari per la progettazione e l’ardita copertura del monumento. Speriamo solo che i complessi iter burocratici indispensabili per le opere pubbliche possano velocizzarsi in modo da poter consegnare, al più presto, ai nostri giovani un gioiello completo di tutto punto fatto di bellezza, d’arte, di storia. Questi territori aspettano da decenni il riscatto in termini di cultura e di sviluppo. Per quanto riguarda l’Amministrazione comunale lo abbiamo detto più volte. Occorre con urgenza un Antiquarium, un Museo, che oltre al compito sociale storico e turistico possa liberare la Missione dall’affitto dei depositi allarmati colmi dei reperti di Villa Augustea. Sono catalogate belle cose da mostrare. Solo per questo motivo si ripagherebbe dello sforzo. Ma si potrebbero così liberare risorse economiche, adesso a carico dei Giapponesi,  da destinare allo scavo vero e proprio. Come si può intuire lo scavo ha due grandi filoni, le spese per i progetti di nuove superfici da indagare e le spese, sempre più pesanti, di una gestione annuale fatta di forniture, bollette, servizi, sorveglianza dei siti ecc. E’ un peccato non tenere presente la complessità della presenza universitaria. E’ da stupidi non intervenire dove è possibile per permettere a chi sta facendo per noi quello che andava fatto 50 anni fa. E’ il caso di invitare quindi, chi può e vuole, a dare una mano anche concreta. Lo si può fare mettendosi in contatto con il prof Antonio De Simone. Lo si può fare anche attraverso questo giornale. O attraverso questo cellulare 349.5859716. Risponderà il responsabile della Pro Loco Somma che da anni collabora con la Missione e con la Sovrintendenza. Ovviamente si userà la dovuta discrezione, la trasparenza e la serietà che il caso richiede.    

Striano, in fiamme un deposito di materiale elettrico

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A Striano è divampato un enorme incendio che ha provocato una nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza

Nel territorio dell’Agro Nocerino-Sarnese, al confine tra i paesi di Striano e San Valentino Torio, si è sviluppato un violento incendio con fumi potenzialmente tossici che sono arrivati fino ai paesi limitrofi.

L’amministrazione comunale ha prontamente comunicato in via precauzionale alla popolazione di chiudere porte e finestre e di spegnere eventuali sistemi di ventilazione meccanica o aerazione forzata che potrebbe causare il ricircolo dell’aria.

Anche il sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese, ha emesso un comunicato sulla sua pagina facebook rivolto ai cittadini: “Si invitano i cittadini a chiudere porte e finestre delle abitazioni, per via dell’ incendio in corso a Striano, a ridosso del nostro territorio comunale.

Si invita anche a disattivare gli impianti di aereazione forzata.

Il Sindaco di San Valentino Torio Michele Strianese”

Tutti gli avvisi sono stati emessi in via precauzionale in attesa di ulteriori evoluzioni dell’incendio e dei risultati delle verifiche sulle caratteristiche del materiale coinvolto.

Intanto sul luogo i Vigili del fuoco stanno lavorando per domare le fiamme e spegnere il rogo in meno tempo possibile, oltre che mettere in sicurezza l’intera area. Inoltre, le autorità stanno monitorando l’andamento dell’incendio e le eventuali ripercussioni sui comuni vicini della dispersione dei fumi potenzialmente tossici.

L’evento ha causato paura e preoccupazione nei cittadini, consapevoli che l’area interessata è un territorio che già convive con problematiche legate all’inquinamento atmosferico.

(fonte foto: rete internet)

Tragedia sfiorata al Comune di Melito: crolla una finestra durante il matrimonio civile

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Una giornata che avrebbe dovuto essere indimenticabile per la celebrazione di un matrimonio si è invece trasformata in un momento di grande paura a causa di un tragico incidente.

Questa mattina, nel Comune di Melito, durante la celebrazione di un matrimonio civile, il padre della sposa è rimasto ferito nel tentativo di aprire una finestra dell’aula consiliare. L’uomo è stato colpito dal cedimento dell’infisso, che gli ha provocato una ferita alla testa.

Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi. Secondo quanto emerso, avrebbe atteso la conclusione della cerimonia prima di affidarsi alle cure del personale sanitario del 118.

Sul posto è intervenuta la Polizia Municipale, che ha avviato gli accertamenti per chiarire le cause del cedimento dell’infisso e disposto i controlli sull’intero edificio.

L’episodio ha suscitato grande preoccupazione e ha rischiato di trasformarsi in una tragedia: oltre al padre della sposa, anche la madre avrebbe riportato alcune contusioni, mentre la sposa, secondo alcune testimonianze, si sarebbe sentita male a causa del forte spavento   Immagine generata da IA

Assalto nella notte a San Gennarello, gioielleria svaligiata: cresce la paura tra residenti e commercianti

Il furto è stato messo a segno nella notte tra lunedì e martedì. La stessa attività era già stata colpita in passato. Negli ultimi mesi altri episodi simili hanno interessato diversi comuni dell’area vesuviana.     Un nuovo assalto ai danni della gioielleria Attratto riaccende il dibattito sulla sicurezza nel territorio vesuviano. Nella notte tra lunedì e martedì, ignoti hanno preso di mira la nota attività commerciale di San Gennarello di Ottaviano, riuscendo a portare via preziosi dopo aver forzato l’ingresso del negozio. L’azione è stata rapida e studiata nei dettagli. Quando il titolare si è recato sul posto, non ha potuto fare altro che constatare i danni provocati dall’irruzione e l’ammanco della merce custodita all’interno dell’esercizio. Sul caso sono in corso le indagini delle forze dell’ordine, che stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e raccogliendo ogni elemento utile per risalire agli autori del colpo. L’episodio ha destato forte preoccupazione nella frazione ottavianese. La gioielleria colpita, infatti, era già stata interessata in passato da analoghi episodi criminosi, circostanza che rende ancora più delicata la vicenda e alimenta il timore tra gli operatori economici. Ma non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi mesi, infatti, diverse gioiellerie dell’area vesuviana e dei comuni limitrofi sono finite nel mirino di bande specializzate, capaci di agire in pochi minuti, spesso durante le ore notturne, sfruttando la scarsa presenza di persone e il fattore sorpresa. Una sequenza di episodi che lascia ipotizzare un fenomeno ormai consolidato e che continua a mettere sotto pressione un settore particolarmente esposto. Tra i residenti e i titolari delle attività commerciali della zona prevale un sentimento di inquietudine. Non vengono chieste soltanto indagini per individuare i responsabili del furto, ma anche una presenza più costante sul territorio, soprattutto nelle ore notturne, quando esercizi commerciali e strade rimangono maggiormente vulnerabili. Il nuovo colpo di San Gennarello ripropone così una questione che interessa non solo Ottaviano, ma l’intero comprensorio vesuviano: quella della tutela delle attività produttive e della necessità di rafforzare le misure di prevenzione contro una criminalità che sembra conoscere tempi e modalità sempre più organizzate. Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare eventuali collegamenti con altri furti avvenuti recentemente nel territorio. Nel frattempo, resta l’amarezza di una comunità che vede colpita un’altra delle proprie attività commerciali e che chiede risposte concrete sul fronte della sicurezza.

Marigliano, donna investita da un camion nel centro cittadino

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Sul Corso Umberto I di Marigliano una donna è stata investita da un camion e l’autista non si è fermato, continuando il suo cammino

Attimi di paura a Marigliano nel pomeriggio di ieri, lunedì 6 luglio, quando nel bel mezzo del centro cittadino, sul Corso Umberto I, una donna è stata colpita e investita da un camion.

La donna, originaria della zona di Lausdomini, mentre stava andando a pagare il ticket per lasciare l’auto in sosta è stata colpita di striscio. L’evento è avvenuto intorno alle 16:30 all’altezza del negozio Ambrosio Donna Curvy. A quanto pare il camion proveniva da Nola e andava in direzione Napoli.

L’impatto è stato abbastanza violento, provocando alla donna escoriazioni per tutto il braccio e forti dolori. L’autista del camion potrebbe essere indagato per omissione di soccorso, in quanto non si sarebbe minimamente fermato, proseguendo per la sua strada. Probabilmente non si è nemmeno reso conto dell’accaduto, configurando in ogni caso un grande errore.

La vittima è stata soccorsa da alcuni commercianti della zona che hanno assistito a tutta la scena. Poco dopo la donna ha telefonato al marito, ancora in uno stato di forte agitazione, che l’ha subito portata al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola.

Durante la visita, i medici hanno riscontrato un trauma cranico facciale e un trauma contusivo al braccio sinistro. Dopo poche ore, intorno alle 19, la donna è stata dimessa con una prognosi di 5 giorni.

La signora in mattinata presenterà una denuncia a comando del Carabinieri di Marigliano che avvieranno delle indagini per risalire al conducente del camion.

Fortunatamente la vicenda si è conclusa per il meglio ma situazioni del genere non devono mai essere sottovalutate. La sicurezza stradale è ancora un problema troppo grande per rimanere indifferenti e si spera in un cambiamento radicale, condannando atti simili.

Bloccato sull’Asse Mediano carico di 113 chili di cocaina

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  Militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli hanno sequestrato 113 chilogrammi di cocaina abilmente occultati all’interno di un’autocisterna in transito sulla SS 162, all’altezza dell’uscita del Centro Direzionale del capoluogo partenopeo, traendo in arresto in flagranza di reato il conducente del mezzo, un cittadino lituano proveniente dal nord Italia, per traffico illecito di sostanze stupefacenti.   In particolare, i Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego Napoli, nel corso di un’attività di controllo sul trasporto delle merci su strada, hanno fermato sulla citata arteria stradale un’autocisterna adibita al trasporto di merce alimentare che, da una prima analisi, risultava completamente vuota. Insospettiti da tale circostanza e dall’agitazione mostrata dal conducente, hanno così deciso di approfondirne il controllo.   Un’accurata ispezione del mezzo ha consentito di rilevare come fossero presenti una serie di intercapedini nascoste sulla parte superiore della cisterna. Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco per forzarne l’apertura ha fatto emergere un vano doppiofondo lungo tutta la cisterna, colmo di panetti di sostanza stupefacente.   La merce, suddivisa in 103 panetti per un totale di 113 kg., è risultata essere cocaina. Il carico, diretto alle principali piazze di spaccio partenopee, avrebbe fruttato al dettaglio circa 7 milioni di euro, alimentando così i profitti della criminalità organizzata.   Al termine dell’intervento, la droga e il mezzo di trasporto sono stati sequestrati e il conducente è stato tratto in arresto per traffico illecito di sostanze stupefacenti e condotto presso la casa circondariale di Napoli-Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida.   Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e, in forza del principio di non colpevolezza, la responsabilità della persona sottoposta a indagini sarà accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

Maturità: oltre il voto il futuro di una generazione

Con gli ultimi colloqui ormai agli sgoccioli si chiude l’esame che accompagna migliaia di studenti verso l’età adulta. Ma la vera sfida comincia adesso: quella delle scelte, delle responsabilità e del posto che ciascuno saprà conquistarsi nella società.   Ci siamo quasi. In molte scuole italiane le commissioni hanno già concluso i lavori, mentre in altre restano soltanto gli ultimi colloqui orali o le prove suppletive. La Maturità 2026 è ormai agli archivi e, insieme ai registri e ai verbali, si chiude un capitolo importante nella vita di migliaia di ragazze e ragazzi. È stato un esame che ha inaugurato un nuovo assetto, disciplinato dall’Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, segnando un ulteriore passaggio nel percorso di evoluzione dell’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Intanto il Ministero dell’Istruzione e del Merito guarda già avanti: la Maturità 2027 prenderà il via il 16 giugno. Ma, prima di voltare pagina, vale la pena fermarsi a riflettere su ciò che questi giorni rappresentano davvero. Perché la Maturità non è soltanto un voto finale, un diploma o una fotografia davanti ai cancelli della scuola. È il momento in cui una generazione lascia simbolicamente un luogo protetto per affacciarsi su un orizzonte fatto di decisioni, responsabilità e incertezze. Nei giorni degli esami si vedono negli occhi degli studenti l’ansia per una risposta, la paura di sbagliare, la gioia liberatoria dopo il colloquio. Ma ciò che colpisce di più arriva dopo, quando il silenzio torna nei corridoi. È allora che ci si rende conto che quei ragazzi non appartengono più soltanto alla scuola. Da quel momento appartengono al loro futuro. Ed è proprio qui che nasce la domanda più importante: chi stiamo consegnando alla società? Per anni ci siamo interrogati sulle competenze, sulle conoscenze disciplinari, sulla preparazione in italiano, matematica, filosofia, lingue straniere eccetera… Tutto questo è fondamentale. Ma sarebbe un errore ridurre il compito della scuola alla sola trasmissione dei saperi. La scuola, prima ancora di formare studenti, è chiamata a formare persone. Persone capaci di ragionare con la propria testa, di rispettare gli altri, di assumersi responsabilità, di affrontare il fallimento senza arrendersi e il successo senza arroganza. È un lavoro silenzioso, che raramente finisce nelle statistiche o nelle classifiche, ma che rappresenta forse il risultato più importante dell’educazione. Per molti dei maturi del 2026 le prossime settimane saranno decisive. C’è chi si iscriverà all’università, chi proverà un concorso, chi entrerà nel mondo del lavoro, chi partirà per un’altra città o per l’estero, chi sceglierà di prendersi del tempo prima di decidere. Percorsi diversi, accomunati da una stessa domanda: quale posto voglio occupare nel mondo? Viviamo in un’epoca che chiede ai giovani di essere preparati, flessibili, competitivi, pronti a reinventarsi continuamente. Ma forse la qualità di cui il nostro Paese ha più bisogno non compare in nessun curriculum: il senso di responsabilità. Abbiamo bisogno di medici competenti, di insegnanti preparati, di imprenditori coraggiosi, di tecnici qualificati, ma prima ancora di cittadini onesti, consapevoli e capaci di partecipare alla vita della comunità. Ogni diploma consegnato in questi giorni rappresenta una promessa. Non è la garanzia di un futuro semplice, perché nessuna scuola può offrirla. È però il segno di un percorso compiuto, di sacrifici condivisi tra studenti, famiglie e docenti, di errori trasformati in occasioni di crescita, di relazioni che spesso lasceranno un segno ben oltre i cinque anni trascorsi tra i banchi. La Maturità resta una soglia. Da una parte ci sono gli anni dell’adolescenza, dall’altra una vita che chiede di scegliere, di rischiare, di costruire. Nessuna commissione potrà valutare come ciascuno affronterà questa nuova prova. Non ci saranno tracce ministeriali né griglie di valutazione. Ci saranno la quotidianità, le difficoltà, le occasioni da cogliere e gli ostacoli da superare. È lì che il voto conseguito all’esame passerà inevitabilmente in secondo piano. Perché il vero successo non sarà quel numero scritto sul diploma, ma la capacità di trasformare ciò che la scuola ha insegnato in un contributo concreto alla società. È questa la sfida che attende i maturi del 2026. Ed è anche la sfida che attende tutti noi, chiamati a costruire un Paese capace di valorizzare il talento, il merito e i sogni di una generazione che oggi lascia la scuola e bussa alla porta del futuro. Per loro la Maturità è finita. Per il loro domani, invece, è appena cominciata

Volla, sequestrati tre corpi di fabbrica dalla Polizia Locale

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Riceviamo e pubblichiamo A seguito intensificazione controlli sul territorio finalizzati alla prevenzione e repressione di reati, gli uomini del locale Comando della Polizia Locale unitamente a consulente dell’ufficio tecnico su espressa disposizione del Comandante Ten. Col. Formisano dott. Giuseppe, hanno provveduto a sequestrare un cantiere composto da tre corpi di fabbrica in via di realizzazione ed attualmente allo stato grezzo ed in via di costruzione.   La verifica ha riguardato un complesso edilizio all’esito del quale si accertava che le opere in corso di esecuzione in zona F2 riguardavano variazioni di destinazione d’uso del manufatto in esecuzione a prescindere dalla stipula di una convenzione con l’Ente comunale propedeutica all’inizio dei lavori. Stante l’urgenza e la continuazione dei lavori veniva applicata la misura del sequestro nell’intento di impedire che lo stato dei luoghi venisse mutato prima dell’intervento del Pubblico Ministero. All’ingresso del cantiere veniva apposto il sigillo composto da un cartello esplicativo recante la scritta “Sequestro preventivo con apposizione di sigilli”. Sul posto veniva nominato il custode giudiziario ed il titolare veniva deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola per violazione dell’art. 44 del D.P.R n. 380/2001 per la realizzazione di opere in assenza di convenzione propedeutica ai titoli abilitativi.