Boom di turisti a Napoli per Capodanno, ecco quanto hanno speso e quali sono gli eventi organizzati

Tantissime sono le attività organizzate dalla città metropolitana di Napoli e i turisti sono pronti per fare il countdown in una delle città più magiche d’Italia All’alba del nuovo anno abbiamo inoltre scoperto quanto costa ai cittadini festeggiare il giorno più atteso dell’anno. Infatti, grazie all’indagine Coldiretti/Ixè, sappiamo che le famiglie dell’intera regione spenderanno più o meno 131€ per il famoso cenone di Capodanno. Questo è un dato preoccupante, dato l’aumento del 7% a confronto con la stima del 2024. Stando alle statistiche, sembrerebbe che la maggior parte della popolazione abbia deciso di festeggiare nella propria dimora, anche se quasi uno su sei sceglierà di andare ad aspettare l’anno nuovo in locali, ristoranti e agriturismi. I cittadini del sud sono risultati i più spendaccioni, subito dopo si posizionano quelli delle Isole (con 113€ a famiglia) e quelli del Centro (107€ a famiglia). I più parsimoniosi nelle spese per il cenone sono risultati il Nord Ovest e il Nord Est con rispettivamente 92€ e 84€. Contro ogni aspettativa anche l’età dei commensali incide sulla spesa: le persone dai 35 ai 44 anni spenderanno all’incirca 118€, mentre gli over 64 95€. Per quanto riguarda il divertimento, a Napoli c’è n’è per tutti i gusti: dai fuochi a Castel dell’Ovo fino al concertone di Capodanno a Piazza Plebiscito, non ci si può proprio annoiare. Per il Concerto in Piazza del Plebiscito sono attesi tantissimo ospiti, tra cui Elodie, Serena Brancale, Franco Ricciardi, Gigi Finizio, Andrea Sannino, Peppe Iodice, Francesco Mastandrea e tanti altri. In pratica una serata all’insegna della bella musica e del divertimento. Proprio in questa occasione, per garantire il divertimento di tutti i partecipanti, la Questura di Napoli ha disposto diversi divieti in vigore nelle aree interessate da questi eventi. I divieti prendono in considerazione la consumazione e la vendita di bibite in vetro, plastica rigida, lattina e ogni altro materiale rigido. Altri divieti riguardano l’introduzione e l’esplosione di fuochi d’artificio, petardi, botti, razzi, ecc. Infine, è vietata la vendita e il possesso di spray o dispositivi nebulizzatori contenenti oleoresin capsicum. A Castel dell’Ovo, dalle 2:15 del primo gennaio, ci sarà lo spettacolo pirotecnico visibile dal lungomare di Napoli e dai punti più alti della città. La città è brulicante di turisti, venuti da ogni dove per godersi l’arrivo dell’anno nuovo in una delle città più belle d’Italia. Ci sono stati sold out in tutte le strutture, grazie alle prenotazioni last minute degli ultimi giorni e da un’analisi avviata in questo periodo, si è evidenziata una permanenza media di 2 notti, per un prezzo che oscilla tra gli 80 e i 150€ a notte.

Diritti d’autore, la SIAE condannata: riconosciuti i diritti degli eredi di Emanuele Mazzucchi

Diritti d’autore e giustizia: la lunga battaglia degli eredi Mazzucchi, oggi residenti a Sant’Anastasia, contro la SIAE. Decisiva la strategia difensiva degli avvocati Barbera e Passalacqua.
Si chiude con una sentenza favorevole agli eredi del Maestro Emanuele Mazzucchi una lunga vicenda giudiziaria sui diritti d’autore di alcune tra le più celebri canzoni della tradizione napoletana, tra cui “’O sole mio” e “Te voglio bene assaje”.
Grazie alla tenace attività  dell’ avvocato Antonio Barbera del foro di Napoli, sommese di origine ma residente a Roma, e dell’ avvocato Gianfranco Passalacqua del Foro di Patti, Il Tribunale di Roma ha infatti condannato la SIAE al risarcimento delle somme indebitamente trattenute, riconoscendo il contributo creativo del compositore.
 La controversia affonda le radici negli anni ’70, quando, dopo la morte di Mazzucchi, le opere realizzate con Eduardo Di Capua furono considerate erroneamente di pubblico dominio, consentendo alla SIAE di incassarne i proventi e di versarli all’Erario.
Una svolta decisiva è arrivata nel 2002, con una sentenza del Tribunale di Torino che ha riconosciuto il co-apporto creativo di Mazzucchi nella composizione di “’O sole mio”, aprendo la strada alle rivendicazioni degli eredi, originari di Napoli e oggi residenti a Sant’Anastasia, che hanno così visto finalmente riconosciuto il ruolo del loro avo nella genesi di un capolavoro della musica mondiale e ottenuto la restituzione di quanto trattenuto.
Nel corso del giudizio, SIAE e Ministero dell’Economia avevano sollevato eccezioni di prescrizione e di legittimazione, ma il Tribunale ha accolto solo in parte tali difese, ritenendo fondate le argomentazioni degli eredi in relazione alle somme riscosse dalla SIAE, grazie anche alle diffide e agli atti interruttivi prodotti a partire dal 2008.
La sentenza, tuttavia, non chiude definitivamente la vicenda. Il provvedimento è infatti impugnabile in appello: gli eredi Mazzucchi potrebbero ricorrere per ottenere il riconoscimento delle ulteriori somme richieste e per contestare l’accoglimento dell’eccezione di prescrizione nei confronti del MEF, mentre la stessa SIAE potrebbe tentare di ribaltare l’esito del giudizio e la condanna subita.
Per gli eredi della signora Giulia Mazzucchi si tratta soprattutto di una vittoria morale, prima ancora che patrimoniale. Per la giurisprudenza italiana, un precedente di rilievo in materia di diritto d’autore. Per “’O sole mio”, infine, un nuovo capitolo della sua storia: una canzone che continua a risplendere, anche nel riconoscimento della sua autentica paternità.

Somma, stangata IMU sui terreni, il PSI: “Serve subito una verifica sulle aliquote applicate”

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Riceviamo dal PSI di Somma Vesuviana e pubblichiamo
Il Partito Socialista Italiano – Sezione di Somma Vesuviana conferma il proprio impegno costante nella tutela degli interessi della cittadinanza e nella risoluzione delle problematiche che interessano il territorio comunale.
A seguito delle numerose segnalazioni pervenute da cittadini e operatori del territorio in merito all’applicazione eccessiva delle aliquote IMU sui terreni di ogni ordine e grado, determinate anche in rapporto alla destinazione prevista dal nuovo PUC, nella mattinata odierna è stato formalmente protocollato un documento di denuncia con priorità immediata indirizzato al Sig. Commissario Prefettizio del Comune di Somma Vesuviana.
Con tale atto, il Partito Socialista Italiano chiede con fermezza la tempestiva verifica e l’immediata risoluzione delle criticità in essere, al fine di ristabilire criteri di equità fiscale, trasparenza amministrativa e pieno rispetto delle condizioni economiche e sociali dei cittadini sommese.
Il documento è stato sottoscritto dal Segretario Cittadino del PSI, Maria Pangiroli, e dal Vicesegretario Michele Leone, con il supporto e il coordinamento del gruppo politico “Somma Futura”, rappresentato da Antonio Raia e Alfonso Allocca.
Il PSI di Somma Vesuviana continuerà a svolgere con senso di responsabilità il proprio ruolo politico e istituzionale, vigilando sull’operato amministrativo e facendosi portavoce delle istanze della comunità locale, nel rispetto dei principi di giustizia sociale e legalità.

Linea 10, Casillo: “Sinergia funziona ma ora massima collaborazione per garantire tempi”

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Metropolitana Linea 10, Casillo: “Risultato importante, costruito nel tempo. Ora tutti gli enti devono garantire continuità e serietà”

 

L’aggiudicazione della gara per la Linea 10 della Metropolitana di Napoli segna un momento cruciale per il futuro della mobilità in Campania e per l’area metropolitana napoletana. Un’infrastruttura strategica che, una volta realizzata, collegherà l’Alta Velocità di Afragola con Napoli e con l’hinterland nord, ridisegnando i flussi di spostamento e l’accessibilità dei territori.

“Questo risultato – afferma Rossella Casillo, candidata al consiglio regionale con A Testa Alta – è il punto di arrivo di un percorso che dura da anni. È doveroso ricordarlo, perché dietro l’aggiudicazione di oggi c’è un lavoro lungo, complesso e spesso silenzioso portato avanti da più istituzioni, su tutte Regione Campania, Comuni ed EAV”.

Secondo Casillo, la Linea 10 rappresenta una risposta concreta a esigenze reali del territorio. “Parliamo di mobilità sostenibile, di riduzione del traffico, di diritto allo spostamento per studenti, lavoratori e famiglie. È un’opera che rafforza il sistema regionale dei trasporti e crea connessioni fondamentali tra la rete dell’Alta Velocità e il trasporto urbano”.

“Proprio per questo – aggiunge – nessun livello istituzionale può oggi chiamarsi fuori. Il lavoro fatto va tutelato e portato avanti con responsabilità. La fase che si apre è quella più delicata: servono certezze sui tempi, attenzione costante e una governance chiara”.

Casillo richiama infine il valore politico e istituzionale dell’opera: “La Linea 10 è la dimostrazione che quando le istituzioni collaborano, i risultati arrivano. Ora è necessario mantenere la stessa serietà e la stessa visione anche nelle prossime fasi. La Campania ha bisogno di infrastrutture moderne e funzionali, non di promesse”.

 

“Continuare su questa strada – conclude – significa rispettare il lavoro fatto negli anni e dare risposte concrete ai cittadini. Su infrastrutture di questo livello serve continuità, non divisione, e un impegno condiviso che guardi al futuro della regione”.

Picchia con la sedia la moglie davanti alla figlia di 10 anni: choc a Cicciano

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Un incubo consumato in casa, tra grida, paura e oggetti lanciati con rabbia. È quanto avrebbe vissuto una donna di 44 anni a Cicciano, vittima dell’ennesimo episodio di violenza domestica che si è concluso con l’arresto del marito, un uomo di 50 anni.

Il fatto è accaduto nel corso del fine settimana. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo avrebbe minacciato la moglie durante una lite degenerata rapidamente, arrivando a scagliarle contro una sedia. Un gesto di estrema violenza avvenuto davanti alla figlia della coppia, una bambina di 10 anni, spettatrice involontaria di una scena drammatica.

La donna, in preda al terrore, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto. La chiamata ai carabinieri della stazione di Cicciano ha fatto scattare l’intervento immediato dei militari, che sono giunti nell’abitazione riuscendo a fermare l’uomo e a mettere in sicurezza la vittima e la minore.

Ma quello che inizialmente poteva sembrare un singolo episodio di violenza si è rivelato qualcosa di molto più grave. Le testimonianze raccolte sul posto, sia dalla donna sia da alcuni familiari presenti, hanno fatto emergere un contesto fatto di minacce ripetute e comportamenti aggressivi che si sarebbero protratti nel tempo.

Un quadro che ha spinto i carabinieri a procedere con l’arresto del 50enne, ritenuto responsabile di condotte incompatibili con la sicurezza della famiglia. Per la donna e la bambina sono state attivate le procedure di tutela previste nei casi di violenza domestica.

Ancora una volta, una vicenda che mette in luce quanto la violenza possa annidarsi nelle relazioni familiari e quanto sia fondamentale denunciare e intervenire in tempo, soprattutto quando a pagarne il prezzo sono anche i più piccoli.

Sindaco d’Errico invita a mangiare acerrano: “Nessun prodotto è contaminato”

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“Mangia sano mangia acerrano”. E’ il claim lanciato da istituzioni e comparto agricolo nel corso della presentazione dell’Oscar della Sostenibilità-Acerra Green Awards. Un’iniziativa ideata dall’amministrazione comunale di Acerra ed in particolare dall’assessore all’Agricoltura Milena Tanzillo in collaborazione con Agros. Si tratta di un premio che l’ente intende dare alle imprese agricole che già ottemperano agli attuali adempimenti ma che si rendono protagoniste di una virtuosa sostenibilità. “A queste imprese chiediamo un piccolo sforzo in più, un impegno leggermente superiore e per incentivarli istituiamo questo premio” ha sottolineato nel corso della serata il sindaco Tito d’Errico davanti ad un numeroso gruppo di operatori di settore dell’agro acerrano. “Lo scopo è spingerci oltre l’obbligatorietà con un riconoscimento importante – ha spiegato l’assessore Tanzillo – per chi lavora con passione, professionalità e produce prodotti rinomati e sani”. Prodotti certificati dalle testimonianze dei tecnici intervenuti, a partire dal direttore tecnico dell’Arpac Claudio Marro, tra i protagonisti, insieme al professore Massimo Fagnano, Ordinario di agronomia e coltivazioni erbacee alla Federico II, del Gruppo di Lavoro istituito nel 2013 dal Governo per controllare i terreni agricoli potenzialmente interessati da effetti contaminanti causati da sversamenti e smaltimenti abusivi di rifiuti mediante la loro combustione. Un’attività nata dalla campagna mediatica dell’epoca che ha penalizzato l’economia agricola locale con una narrazione che non corrisponde alla realtà dei fatti. Le indagini ambientali condotte nell’ultimo decennio sui terreni agricoli di Acerra, infatti, mostrano chiaramente ed inequivocabilmente che solo una parte minimale (14 ettari) è stata interdetta alle coltivazioni e che ciò rappresenta appena lo 0,53% dell’intera superficie agricola di Acerra. Grazie alla Legge n° 6/2014 i terreni agricoli regionali (e nello specifico quello di 90 comuni) sono i più controllati d’Italia, e che finora, in oltre 12 anni di indagini nella cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’, nessun prodotto agricolo vegetale è risultato non conforme o interdetto alla commercializzazione. Nessun terreno, inoltre, è risultato radioattivo. Anche Massimo Fagnano e Nunzio Fiorentino, associato di Agronomia ed Ecologia Agraria presso il Dipartimento di Agraria Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno dimostrato che la qualità delle produzioni agricoli locali sono sempre risultate conformi alla legge e prive di inquinanti. “Tutto ciò significa che gli agricoltori fanno un lavoro sano in un territorio pulito – le parole del consigliere comunale Filippo Di Marco – l’importante è restare uniti, da soli non si va da nessuna parte”. L’Oscar della Sostenibilità rafforza l’azione di marketing territoriale per promuovere le eccellenze locali. Vengono valorizzati i prodotti agricoli sostenendo qualità e filiere corte, con la garanzia di pulizia e manutenzione delle strade poderali, a supporto del lavoro agricolo e della tutela del territorio. Tra le iniziative previste per il sostegno al comparto, il Marchio Collettivo del Comune di Acerra ed un Osservatorio Comunale sull’Agricoltura, oltre all’installazione di cartelli all’ingresso della città di ‘Benvenuti di Acerra  – Città del Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino Dop’.

Il Napoli corre veloce verso il centenario

Con lo 0-2 contro la Cremonese, il Napoli chiude nel migliore dei modi il suo 2025, che rimarrà nella storia: su 45 partite giocate sono state ben 26 le vittorie ma, aldilà delle singole partite, è finalmente il numero di trofei vinti a far sorridere i tifosi (ben 2, per la prima volta dal 2014). Se a livello di campo è stato un trionfo, questo è stato un anno importante anche al di fuori, proseguendo il processo iniziato con l’arrivo di Conte. Si è visto un mercato in totale sintonia con l’allenatore, un organigramma societario rimpolpato con una serie di figure competenti e un attenzione al dettaglio mai vista in ogni aspetto, dal marketing al merchandising passando per la comunicazione. Sono state poste le basi per la crescita in una società di livello assoluto ed è necessario ora compiere gli ultimi passi per competere in alto definitivamente. L’augurio per l’anno nuovo, che coincide con il centenario della storia azzurra, è vedere tanti altri successi come quelli appena vissuti, ma anche passi importanti verso la realizzazione di centro sportivo e stadio di proprietà, per dare uno slancio importante sia alla squadra che alla città.

Aggiudicata la gara per la Linea 10. Bene: “Casoria protagonista di svolta storica”

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Linea 10 della Metropolitana di Napoli, aggiudicata la gara. Bene: “Infrastruttura centrale per il futuro dell’area nord. Casoria protagonista con tre stazioni”   “L’aggiudicazione della gara per la realizzazione della Linea 10 della Metropolitana di Napoli rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della mobilità dell’area nord della città metropolitana e per lo sviluppo dei territori coinvolti, tra cui Casoria.” Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Casoria Raffaele Bene, dopo la notizia del via libera alla gara.   L’opera collegherà la stazione dell’Alta Velocità di Afragola con Afragola, Casoria, Casavatore e Napoli, fino a piazza Carlo III e, in prospettiva, a piazza Garibaldi, ridisegnando l’accessibilità dell’intero quadrante nord-orientale. Un’infrastruttura strategica, sostenuta da un investimento iniziale di 1,2 miliardi di euro, destinata a crescere fino a oltre 3 miliardi con le estensioni future.   “Parliamo di un’opera fondamentale – dichiara il sindaco Bene – che non riguarda solo il trasporto pubblico, ma una nuova idea di città metropolitana. La Linea 10 è un’infrastruttura centrale per il futuro dell’area nord, perché connette territori, riduce le distanze e crea nuove opportunità di sviluppo”.   Casoria avrà un ruolo di primo piano nel progetto, ospitando tre stazioni metropolitane lungo il tracciato. “È un risultato di grande rilievo – sottolinea Bene – che conferma la centralità di Casoria nel sistema urbano e nei collegamenti regionali. Tre stazioni significano maggiore accessibilità, meno traffico, più qualità della vita per i nostri cittadini”.   Il primo lotto dei lavori riguarderà la tratta funzionale Afragola–Casoria–Napoli Di Vittorio, con interscambio con la Linea 1, attualmente in fase di completamento. Un collegamento che consentirà spostamenti rapidi verso Napoli e l’Alta Velocità senza ricorrere all’auto privata.   “Questa infrastruttura – aggiunge il sindaco – è un investimento sul diritto alla mobilità, sulla sostenibilità ambientale e sulla crescita economica del territorio. È il frutto di una forte sinergia istituzionale tra Governo, Regione Campania, Comune di Napoli ed EAV, che va riconosciuta e valorizzata anche attraverso gli Enti locali”.   “Come amministrazione – conclude Bene – continueremo a seguire con attenzione ogni fase del progetto, affinché Casoria possa cogliere appieno i benefici di questa grande opera e diventare sempre più una città connessa, moderna e protagonista del cambiamento”    

Fico, ora la giunta (davvero): De Luca piazza il suo vice, il Pd cala 3 uomini

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L’avvio della nuova legislatura regionale in Campania è segnato da un cantiere politico ancora aperto. Alla prima seduta del Consiglio regionale, Roberto Fico si presenta senza giunta, mentre nel retroscena proseguono trattative complesse tra alleati e correnti interne, con più di un nodo ancora da sciogliere. Il presidente assicura che la squadra di governo verrà annunciata a breve, ma già dall’esordio emergono tensioni evidenti nella maggioranza. I primi segnali arrivano sul voto per l’Ufficio di presidenza: Casa Riformista e Noi di Centro, riuniti in un unico gruppo, non partecipano alla votazione, rivendicando l’assenza di un confronto preventivo sui criteri di assegnazione delle cariche. A guidare la posizione è Ciro Buonajuto, mentre anche da Alleanza Verdi Sinistra arrivano prese di distanza nette. I consiglieri Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano, insieme ai leader regionali Tonino Scala e Fiorella Zabatta, denunciano la mancanza di riunioni di maggioranza e chiedono a Fico di ristabilire un metodo condiviso. Il cuore della trattativa resta però tutto interno al Partito Democratico. La conferma di Fulvio Bonavitacola in giunta, vicepresidente uscente e figura di riferimento dell’area legata a Vincenzo De Luca, ha rallentato la chiusura dell’accordo fino a domenica sera. I deluchiani hanno spinto fino all’ultimo per Maurizio Petracca alla presidenza del Consiglio, mentre alla fine si è arrivati all’intesa su Massimiliano Manfredi, non senza strascichi e malumori, anche alla luce dei voti mancanti al momento dell’elezione. Nel nuovo assetto, Bonavitacola dovrebbe ottenere una delega di peso, con ogni probabilità alle Attività produttive. Per il Pd restano in campo altri nomi: Mario Casillo potrebbe assumere il ruolo di vicepresidente con delega ai Trasporti, mentre l’ex sindaco di Portici Enzo Cuomo è indicato come possibile assessore. La novità dell’ultima ora è l’ipotesi Andrea Morniroli, indicato direttamente dalla segreteria nazionale dem, in quota Schlein, anche se manca ancora il suo assenso definitivo. Proprio questo cambio di schema ha riaperto il confronto con l’area riformista, che chiede spazio e punta su un profilo femminile: il nome più forte resta quello di Angelica Saggese. In quota Movimento 5 Stelle, invece, appare probabile l’ingresso della deputata Gilda Sportiello, storicamente vicina a Fico. Più complicata la partita sul Bilancio, dopo l’uscita di scena di Ettore Cinque: circolano nomi come Anna Riccardi, Laura Valente e Paolo Siani, senza che però si sia ancora trovata una soluzione condivisa. Per Noi di Centro di Clemente Mastella, resta in pole Maria Carmela Serluca, mentre appaiono ormai definite le presenze di Fiorella Zabatta per Avs ed Enzo Maraio per Avanti-Psi. Solo in chiusura del suo intervento, Fico ha voluto completare il quadro politico illustrando le priorità del mandato: sanità, trasporti, politiche sociali, giovani e sviluppo, rivendicando una linea di collaborazione istituzionale e annunciando il ritiro della querela contro Report. Un messaggio di metodo e discontinuità, mentre però la vera partita, quella della giunta, resta ancora tutta da chiudere.

Oltre il piatto: il valore del nutrimento in un mondo che cambia

Ultimo appuntamento della rubrica per questo 2025. I miei auguri, cari lettori, di un nuovo anno ricco di vita ed esperienze “nutritive” per l’anima e il corpo. In tempo di feste, cene e pranzi mi è sembrato “sim-patico” offrirvi una riflessione, seppur non esaustiva, su alcuni aspetti psicologici e psicopatologici della nutrizione contemporanea.   Il cibo rappresenta per gli esseri viventi il primo elemento di conoscenza del mondo. Il neonato sperimenta la relazione con la madre attraverso l’allattamento, dove il nutrimento per la sopravvivenza si arricchisce di un potente significato affettivo. Il rapporto tra l’essere umano e il cibo ha subito una trasformazione radicale nel corso dell’ultimo secolo, transitando da una necessità biologica primaria legata alla sussistenza a un fenomeno psicologico e sociale di estrema complessità. In un’epoca caratterizzata dall’abbondanza e dalla disponibilità costante di nutrienti, l’atto del mangiare non è guidato esclusivamente dalla fame fisiologica, ma è terreno d’elezione per la manifestazione di istanze identitarie, regolazioni emotive e, con frequenza crescente, gravi forme di psicopatologia. La nutrizione oggi si configura come un “atto antropologico totale”, in cui dinamiche intrapsichiche, pressioni socioculturali e substrati neurobiologici si intrecciano indissolubilmente, definendo lo stile di vita e il benessere mentale dell’individuo moderno L’alimentazione emotiva, o emotional eating, rappresenta l’uso del cibo per regolare o “anestetizzare” stati emotivi spiacevoli, come ansia, noia, solitudine o rabbia. Questo comportamento si discosta dalla fame fisiologica poiché insorge improvvisamente e si orienta verso alimenti specifici, solitamente ricchi di zuccheri e grassi, noti come comfort food; il consumo di tali cibi attiva il sistema limbico, l’area cerebrale responsabile della regolazione delle emozioni, innescando il rilascio di dopamina. Il rilascio di dopamina stimola il circuito della ricompensa, generando un senso di benessere temporaneo che riduce la percezione dello stress. Parallelamente, elevati livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, inducono il desiderio di cibi altamente calorici come forma di “autoconforto” che quando si trasforma nella strategia principale, o unica, per affrontare le emozioni negative. In questi casi, si instaura un ciclo di dipendenza in cui la perdita di controllo porta a sentimenti di colpa e vergogna, che a loro volta alimentano la necessità di ulteriore cibo per attenuare il disagio psichico, portando infine a rischi di obesità e disturbi metabolici. La Psicopatologia dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), precedentemente noti come DCA (disturbo del comportamento alimentare), rappresentano una delle sfide più critiche per la salute mentale contemporanea, caratterizzandosi per un’origine multifattoriale che include componenti biologiche, psicologiche e socioculturali. Questi disturbi non riguardano solo il cibo o il peso, ma riflettono un profondo malessere psichico in cui l’immagine corporea è fortemente distorta e il valore personale viene identificato esclusivamente con il controllo della forma fisica. Epidemiologia e precocità dell’esordio in Italia I dati epidemiologici riferiti al periodo 2024-2025 evidenziano un’emergenza in crescita, specialmente tra i più giovani. In Italia, i DNA causano circa 4.000 decessi all’anno e si osserva un abbassamento drastico dell’età di esordio, con casi diagnosticati già a 7-8 anni. Questo fenomeno è in parte attribuibile all’abbassamento dell’età puberale, ma soprattutto alla pressione socioculturale esercitata dai social media, che espongono i bambini a modelli di bellezza irraggiungibili in una fase critica dello sviluppo identitario.  Le nuove diagnosi sono aumentate del 64% rispetto al periodo pre-pandemico, segnalando come lo stress sociale e l’isolamento abbiano agito da catalizzatori per vulnerabilità preesistenti. Inoltre, sebbene la patologia resti a prevalenza femminile (90%), si assiste a un incremento dei casi maschili, spesso associati a disturbi meno riconosciuti o diagnosticati in ritardo, aumentando il rischio di mortalità. Anoressia Nervosa: Caratterizzata da restrizione alimentare estrema, paura intensa di aumentare di peso e una percezione distorta della propria forma corporea. Porta a gravi complicanze organiche come amenorrea, osteoporosi e squilibri elettrolitici. Bulimia Nervosa: Si manifesta con episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da condotte compensatorie (vomito autoindotto, uso di lassativi o diuretici) per prevenire l’aumento di peso, causando danni dentali e gastrointestinali. Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder – BED): Presenta abbuffate ricorrenti senza condotte compensatorie, portando frequentemente a obesità e a una profonda sofferenza psicologica legata al senso di perdita di controllo. Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo (ARFID): Caratterizzato da una limitazione persistente dell’introito alimentare non motivata da preoccupazioni sul peso, ma da caratteristiche sensoriali del cibo o paura di conseguenze avversive. Ortoressia e Vigoressia le nuove forme di controllo corporeo: oltre ai disturbi classici, l’epoca contemporanea ha visto l’emergere di nuove tendenze disfunzionali che riflettono l’imperativo sociale del “benessere come performance”. L’ortoressia nervosa e la vigoressia rappresentano due facce della stessa medaglia: l’ossessione per il controllo assoluto sul corpo come risposta alla vulnerabilità emotiva. Ortoressia Nervosa: L’Ossessione per la Qualità Alimentare. L’Ortoressia è definita come una preoccupazione patologica per la qualità e la purezza del cibo. A differenza dell’anoressia, l’ortoressico non si concentra sulla quantità, ma sulla natura biochimica e sulla provenienza degli alimenti. Gli individui dedicano ore alla pianificazione dei pasti, ispezionando l’origine dei prodotti ed escludendo categorie ritenute “impure” (OGM, pesticidi, coloranti, grassi animali). Questo comportamento porta paradossalmente a gravi carenze nutrizionali, stress cronico e isolamento sociale, poiché la persona non riesce più a mangiare in contesti conviviali non controllati. L’ortoressia riflette un’illusione di totale sicurezza: il controllo sul cibo diventa un modo per esorcizzare la paura della malattia e della morte. Vigoressia: Il Complesso di Adone e la performance muscolare. La vigoressia, o bigoressia, colpisce prevalentemente gli uomini (ma è in crescita tra le donne) ed è caratterizzata dalla dispercezione della propria massa muscolare. Nonostante lo sviluppo muscolare oggettivamente elevato, l’individuo si percepisce costantemente come esile o flaccido, dedicando ore estenuanti all’allenamento pesistico e seguendo diete iperproteiche rigide. Spesso associata all’uso di sostanze dopanti, la vigoressia trasforma il corpo in un organismo da ottimizzare meccanicamente, perdendo ogni contatto con il piacere fisico o il riposo. Psichiatria Nutrizionale e l’Asse Intestino-Cervello Una frontiera rivoluzionaria della scienza moderna è la psichiatria nutrizionale, che esplora come il cibo influenzi la biochimica cerebrale e la salute mentale attraverso l’asse intestino-cervello. Questo network bidirezionale collega il sistema nervoso enterico al sistema nervoso centrale, dimostrando che la salute mentale non risiede solo “nella testa”, ma è profondamente influenzata dal microbiota intestinale.Il microbiota sintetizza neurotrasmettitori fondamentali: circa il 90% della serotonina corporea, necessaria per la regolazione dell’umore, è prodotta nell’intestino. Sebbene la barriera emato-encefalica impedisca il passaggio diretto della serotonina intestinale, il microbiota influenza la produzione cerebrale modulando la disponibilità di triptofano e la risposta infiammatoria sistemica. Una dieta ricca di cibi ultraprocessati innesca disbiosi e infiammazione, che sono state correlate a un maggior rischio di depressione e ansia Studi clinici del 2025 confermano che l’aderenza alla dieta mediterranea possono contribuire ridurre  il rischio di depressione negli adulti. I nutrienti “psicoattivi” naturali giocano un ruolo cruciale in questa protezione: Omega-3 (EPA/DHA), riducono l’infiammazione e migliorano la plasticità sinaptica. Acidi Grassi a Catena Corta (SCFA, Short-Chain Fatty Acids): Prodotti dalla fermentazione delle fibre, modulano l’integrità della barriera emato-encefalica e proteggono il cervello dalle sostanze nocive.  Vitamine del gruppo B e Magnesio: essenziali per la sintesi dei neurotrasmettitori e per la regolazione della trasmissione sinaptica sotto stress. Polifenoli: Presenti in frutta e verdura, riducono lo stress ossidativo neuronale e favoriscono la neurogenesi ippocampale. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), come l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da binge-eating, richiedono un approccio terapeutico multidisciplinare e integrato. Non esiste una “pillola magica”, ma un percorso che coinvolge diverse figure professionali: psicoterapeuti, medici nutrizionisti, dietisti e, in alcuni casi, psichiatri. Il futuro della nutrizione e della salute mentale dipenderà dalla capacità dei sistemi sanitari di implementare reti di cura precoci e multidisciplinari, capaci di guardare oltre il sintomo alimentare per affrontare le radici emotive e sociali del disagio.