Somma Vesuviana, Capodanno di sangue: accoltellati due giovanissimi
Notte di Capodanno segnata dalla violenza a Somma Vesuviana, dove due giovanissimi sono rimasti feriti a coltellate in strada. L’episodio si è verificato nelle prime ore del nuovo anno, in via Vignariello, mentre in città erano ancora in corso i festeggiamenti per l’arrivo del 2026.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri della stazione di Somma Vesuviana, supportati dai militari della sezione operativa di Castello di Cisterna, allertati per la presenza di due ragazzi feriti. Le vittime sono un 18enne e un 19enne, entrambi colpiti con un’arma da taglio per cause che restano al momento tutte da chiarire.
I due giovani sono stati soccorsi e trasferiti in ospedale per le cure del caso. Fortunatamente, secondo quanto trapela dalle prime informazioni, nessuno dei due sarebbe in pericolo di vita. Le loro condizioni sono state giudicate non gravi, ma l’accaduto ha comunque destato forte preoccupazione nella comunità locale, già scossa da una notte di festa trasformata in emergenza.
Sulla dinamica dell’aggressione vige al momento il massimo riserbo. Non è ancora chiaro se l’episodio sia maturato al termine di una lite, di un regolamento di conti o di un’aggressione improvvisa avvenuta nel caos dei festeggiamenti di Capodanno. I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e verificando l’eventuale presenza di telecamere di videosorveglianza nella zona, che potrebbero fornire elementi utili per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabili.
L’episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza durante le notti di festa, quando l’alta affluenza di persone e l’abuso di alcol possono trasformare momenti di celebrazione in scenari di violenza. Le indagini sono in corso e non si escludono sviluppi nelle prossime ore.
Acerra, lite di Capodanno finisce tra gli spari
Acerra. Un Capodanno segnato dalla paura ad Acerra, dove una lite tra clienti si è trasformata in un episodio di intimidazione armata. I fatti sono avvenuti nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio in corso Vittorio Emanuele, nei pressi del distributore di carburante Q8, dove sono intervenuti i carabinieri della stazione cittadina.
Secondo le prime informazioni, mentre in città si festeggiava l’arrivo del nuovo anno, un diverbio tra alcune persone presenti nell’area del distributore sarebbe rapidamente degenerato. Per cause ancora da chiarire, uno dei soggetti coinvolti avrebbe esploso colpi d’arma da fuoco a scopo intimidatorio, generando panico tra i presenti.
All’arrivo dei militari dell’Arma, l’area è stata immediatamente delimitata per consentire i rilievi. Sul posto sono stati rinvenuti due bossoli, ora al centro degli accertamenti investigativi. Nonostante la gravità del gesto, non si registrano feriti né persone colpite, e non risultano danni a veicoli o strutture.
Le indagini sono in corso e mirano a chiarire sia la dinamica dei fatti sia il movente che avrebbe spinto uno dei protagonisti della lite a ricorrere all’uso di un’arma proprio durante la notte di Capodanno. Gli investigatori stanno acquisendo eventuali filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo le testimonianze di chi era sul posto.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza durante le festività, quando luoghi di passaggio come i distributori di carburante diventano punti di ritrovo notturni. Sparare, anche solo a scopo intimidatorio, resta un gesto di estrema pericolosità che avrebbe potuto trasformare una notte di festa in una tragedia.
57 feriti per l’esplosione di botti a Capodanno. Il bilancio della prima notte dell’anno a Napoli e provincia
Ben 57 le persone rimaste ferite per l’esplosione di botti tra Napoli e provincia.
Quarantuno, secondo quanto rende noto la Questura di Napoli, già sono stati dimessi mentre 16 ancora sotto osservazione.
Lo scorso anno i feriti tra Napoli e provincia sono stati 36.
Nessuno – fortunatamente – al momento risulterebbe grave.
Nel dettaglio a Napoli sono stati 42 i feriti di cui 7 minori tutti dimessi.
Quindici i feriti in provincia di cui 4 minori.
n bambino di nove anni è rimasto lievemente ferito nella notte ad Aversa (Caserta) alla mano destra, colpito di striscio da un proiettile vagante.
BAMBINO DI 9 ANNI FERITO DA PROIETTILE VAGANTE
Dovrebbe essere questo l’unico evento di cronaca rilevante legato ai festeggiamenti del Capodanno nel Casertano, secondo quanto riferisce l’ufficio stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri sulla base delle prime informazioni raccolte sul territorio della provincia e presso gli ospedali. Nell’episodio di Aversa sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, che hanno avviato le indagini repertando nelle vicinanze del luogo del ferimento un’ogiva esplosa, riconducibile a un’arma da fuoco. Il minore è stato portato all’ospedale Moscati e dimesso dopo essere stato medicato. CREDIT FOTO: WEBCapodanno, 57 feriti per i botti a Napoli e provincia
Il bilancio dei feriti per i botti di Capodanno a Napoli e nel suo hinterland si aggrava e conferma, ancora una volta, quanto la notte di San Silvestro continui a essere ad alto rischio. I festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno si sono chiusi con 57 persone costrette a ricorrere alle cure mediche per lesioni provocate da fuochi d’artificio e petardi, un dato in netto peggioramento rispetto allo scorso anno, quando i feriti erano stati 36.
Secondo i numeri forniti dalla Questura di Napoli, la situazione clinica dei pazienti non desta particolare allarme: 41 persone sono già state dimesse, mentre 16 restano in osservazione nei vari presìdi ospedalieri del territorio. Fortunatamente, tra questi non si registrano casi considerati critici. Resta però il peso di un bilancio che coinvolge anche i più giovani.
Nel solo territorio comunale di Napoli, nelle ore successive alla notte di Capodanno si contano 42 feriti, di cui 7 minorenni. Tutti i ragazzi sono stati dimessi dopo le cure del caso. Nei comuni dell’area metropolitana, invece, i feriti sono stati 15, con 4 under 18 coinvolti. Numeri che confermano come l’utilizzo improprio di materiale pirotecnico continui a rappresentare un pericolo concreto, nonostante i divieti e le campagne di prevenzione.
Il quadro partenopeo si inserisce in un contesto nazionale segnato da centinaia di interventi dei vigili del fuoco. Secondo i dati diffusi dall’Ansa, durante la notte di San Silvestro sono state 770 le chiamate per incendi e roghi legati ai festeggiamenti, un dato comunque in calo rispetto alle 882 uscite dello scorso anno. In Campania gli interventi sono stati 69, un numero significativo che riflette l’intensità dei festeggiamenti sul territorio.
A livello nazionale, si segnala anche una vittima: un uomo moldavo di 63 anni, deceduto dopo un grave incidente alla mano avvenuto alla periferia di Roma. Un episodio che riporta l’attenzione sui rischi legati ai botti e sulla necessità di maggiore prudenza, soprattutto nelle grandi città come Napoli, dove la tradizione dei fuochi resta fortemente radicata.
Perde tre dita per i botti ma torna a sparare e nella stessa notte va in ospedale per l’occhio
Una notte di Capodanno che si è trasformata in un incubo per un giovane di 24 anni arrivato a Napoli da Roma per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Il ragazzo è rimasto ferito due volte nel giro di poche ore, entrando così nel bilancio complessivo dei 57 feriti registrati in città durante i festeggiamenti.
Il primo grave episodio si è verificato a seguito dell’esplosione di un petardo. Secondo quanto ricostruito, l’ordigno pirotecnico è scoppiato mentre il giovane lo stava maneggiando, provocandogli l’amputazione di tre dita della mano. Trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, è stato sottoposto alle cure del personale sanitario. Dopo le medicazioni e gli accertamenti del caso, i medici hanno disposto le dimissioni.
La vicenda, però, non si è conclusa lì. Poche ore più tardi, infatti, il 24enne è tornato nuovamente al pronto soccorso dello stesso ospedale. Secondo quanto emerso, una volta rientrato in strada avrebbe acceso un altro fuoco pirotecnico, rimanendo nuovamente ferito. Questa volta le conseguenze hanno riguardato il volto e un occhio, rendendo necessario un nuovo intervento medico.
I sanitari del Pellegrini hanno prestato ancora una volta le cure necessarie, inserendo il giovane nel quadro complessivo degli interventi effettuati nella notte di San Silvestro. L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati all’uso improprio di materiale pirotecnico, soprattutto in contesti affollati e durante le ore notturne.
Le forze dell’ordine continuano a monitorare il bilancio dei festeggiamenti, mentre le autorità rinnovano l’appello alla prudenza, ricordando come comportamenti imprudenti possano trasformare una notte di festa in una sequenza di tragedie evitabili.
Il quadro di Bernardo Strozzi “Dar da bere agli assetati”. Ricordiamocene, nell’anno che viene
I “social” e giornali importanti parlano della “sindrome” di Natale e ci dicono che riti e miti di Natale e Capodanno sono in crisi: era fatale che accadesse in un mondo in cui risultano deboli e snervati il sentimento dell’identità civica, il rispetto dei valori della comunità, l’attenzione per l’esistenza degli “altri”. E’ un mondo in cui a Gaza, e non solo a Gaza, donne, uomini e bambini muoiono di sete e di fame, e nel fuoco delle bombe, e i “social” servono quasi solo a mistificare la verità. E’ un mondo in cui ministri e generali ci dicono che bisogna preparare i giovani alla guerra. Una guerra imminente, ma non si sa contro chi. Lo decideranno a Berlino, o i mercanti di armi. Auguro a tutti, con un filo di voce, un sereno 2026: gli dei talvolta sono capaci di cambiare faccia al destino…Gli dei, e diceva A.Camus, la cultura…Beato chi ce l’ha……L’immagine che correda l’articolo non rende in maniera sufficientemente fedele i complessi valori cromatici del quadro.
Bernardo Strozzi (1581-1644) fu soprannominato anche “il Cappuccino” e “il Prete genovese” perché entrò nell’Ordine nel 1598 e fu autorizzato a uscirne, “in congedo”, nel 1608 affinché provvedesse al mantenimento della madre, rimasta vedova: quando la madre morì, tra il 1630 e il 1633, venne sollecitato a rientrare nell’Ordine. Ma Strozzi fuggì a Venezia e qui concluse la carriera e la vita. A Genova le autorità religiose gli avevano creato seri problemi contestando la sua inclinazione a conferire alle figure di Madonne e Santi i tratti delle figure del popolo non nobile. Prodigiosa è stata la capacità di questo pittore di coordinare nelle proprie opere e nella personale concezione dell’arte l’influenza di Caravaggio, di Rubens, di Velazquez, di Paolo Veronese.
“ È quindi indiscutibile come a partire dai primi anni Venti, lo Strozzi abbia coniato un linguaggio che rispondeva perfettamente al sentimento cromatico di Pietro Paolo Rubens e al naturalismo giungendo a una espressività pienamente barocca, ma in cui si evince il gusto di ritrarre “al naturale”. I confini imposti dalla superficie non limitano la sua capacità d’evocare una profondità scenica, ottenuta grazie alla fuga prospettica suggerita dalla digradante luminosità dello sfondo, artificio appropriato per suggerire il “tuttotondo” delle figure e la loro coerente inclusione dello spazio” (Wannenes, Art Magazine). Nel quadro “Dar da bere agli assetati” (olio su tela, cm. 120 x 185) sono presenti tutti questi elementi. Il soggetto è stato replicato e copiato almeno cinque volte: e si tratta, sostiene Luisa Mortari, di “esemplari autografi”: del resto, non è facile definire l’elenco delle opere di Strozzi per l’abitudine che egli aveva di copiare più volte la stessa opera servendosi della collaborazione dei numerosi assistenti.
Era la conseguenza di un mercato in forte espansione, proprio nelle due città, Genova e Venezia, in cui Strozzi svolse la propria attività. Nel quadro di cui oggi parliamo è evidente l’abilità del pittore nel creare corrispondenze, variazioni, contrasti e suggestioni. La testa del vecchio che beve alle spalle della donna serve a dirci che lo spazio si apre oltre il “primo piano”, dentro l’ombra del fondo. La figura della donna che versa l’acqua dall’anfora preziosa è l’intreccio delle linee curve “dettate” dai gesti, dalla rotondità del volto e delle masse muscolari, dal “gioco” sapientemente calibrato delle pieghe dei panni e dei nodi di capelli. Linee verticali e linee spezzate segnano, per contrasto, le forme del vecchio, di cui Strozzi dipinge con grande arte il capo, le “onde” della barba e dei capelli, e i segni dello smagrimento che mette a nudo i muscoli del collo, della spalla del braccio.
Teste e corpi sono dipinti con calibrate pennellate di terra gialla, ma il giallo viene parzialmente spento da sapienti velature di grigio, più consistenti sulle spalle della signora. Niente deve distrarre l’attenzione dell’osservatore dal “centro” dell’opera, che è l’anfora da cui l’acqua scende nelle ciotole. E in questo “centro” il pittore colloca le due ciotole tonde, e la “mobilità” delle dita, una mobilità sottolineata dalle strisce di rosso “proiettato”, anche sul volto del ragazzo, dal rosso panno che copre il vecchio. Strozzi, come Velazquez, affida al rosso, opportunamente steso, il compito di suggerire movimento: e il gomito rosso della signora “porta” il braccio verso di noi.
Ma perché Strozzi ha disegnato e dipinto non un semplice vaso, ma un raffinato recipiente? Credo che abbia voluto dirci che quell’acqua non è solo il prezioso liquido che spegne la sete, ma è metafora della vita, è immagine della carità cristiana. Perciò il vecchio la sta osservando con intensa attenzione, e il ragazzo con curiosità. Il “luogo” in cui lo Strozzi dà la misura della sua tecnica è la mano sinistra stretta intorno alla stampella.
Che sia un 2026 nel segno della verità, del coraggio e della speranza
Come sempre, anche quest’anno abbiamo cercato di fare del nostro meglio per garantire un’informazione corretta, libera e responsabile. Operiamo in un territorio complesso come quello vesuviano e nolano, che è ricco di potenzialità ma segnato ancora da microcriminalità, omertà e da un clima che spesso ostacola chi prova a raccontare i fatti con onestà intellettuale.
Non è stato un percorso semplice. In più occasioni siamo stati oggetto di offese gratuite e immotivate, tentativi maldestri di delegittimazione che non hanno mai scalfito la nostra determinazione. Abbiamo continuato a essere un giornale aperto, interattivo, una vera piazza pubblica virtuale in cui i cittadini hanno potuto trovare spazio per denunce, appelli, segnalazioni. Accanto alla cronaca, abbiamo dato voce alla cultura, alle rubriche che impreziosiscono il dibattito e alle storie di eccellenza che raccontano il volto migliore del nostro territorio.
Ma raccontare significa anche non voltarsi dall’altra parte. Nei comuni del comprensorio, e anche nella nostra città , la politica ha prodotto negli anni un impoverimento non solo amministrativo ma anche morale. Una politica vuota, opportunistica, autoreferenziale, che da decenni antepone interessi personali e di gruppo a quelli della comunità. Una politica che si nutre di presunzione, di deliri di onnipotenza, di carriere costruite più sulle relazioni che sulle competenze.
Oggi, a pochi mesi dalle elezioni comunali, il copione si ripete. Assistiamo già al classico “riciclo politico”: gli stessi volti, gli stessi protagonisti di fallimenti evidenti, tornano a proporsi come se nulla fosse accaduto.
Ci auguriamo che gli impresentabili — quelli che hanno alzato la mano solo per convenienza, quelli che non hanno mai studiato gli atti, quelli che non si sono mai battuti per il bene comune — abbiano almeno la dignità e l’umiltà di fare un passo indietro. Il territorio non ha bisogno di figuranti né di improvvisati, ma di persone competenti, oneste, capaci di ascoltare e di studiare prima di decidere.
Ma questo non è solo un tempo di critica. È anche il momento di parlare a chi ha continuato a credere nell’impegno onesto, nello studio degli atti, nel rispetto delle istituzioni e dei cittadini. A chi ha svolto il proprio ruolo con serietà, anche lontano dai riflettori e senza clamore. A queste persone diciamo di non arrendersi, di non farsi scoraggiare dal rumore di fondo e dal cinismo diffuso. È tempo di riprendere in mano i fili, di tornare protagonisti, perché un territorio può cambiare solo se chi ha competenza, etica e senso del dovere decide di metterci la faccia.
Allo stesso tempo, sarebbe auspicabile l’ingresso di nuove professionalità e di giovani preparati, animati da una passione autentica per la politica e dal desiderio di contribuire al bene comune. Un ricambio che non sia solo anagrafico, ma anche culturale, capace di superare dinamiche consolidate e circuiti chiusi che, nel tempo, hanno finito per limitare il pluralismo e la partecipazione. Aprire realmente gli spazi decisionali a competenze nuove, a percorsi diversi, a energie fresche significa rafforzare la democrazia locale e restituire fiducia a una comunità che chiede trasparenza, meritocrazia e visione.
Anche noi sappiamo che c’è sempre da migliorare. L’umiltà resta un valore fondamentale del nostro lavoro. Ma una cosa è certa: continueremo a osservare, raccontare e denunciare.
Il nostro più sincero ringraziamento va ai numerosissimi lettori che ogni giorno ci seguono, ci sostengono e ci danno fiducia.
Ci sono numeri che non chiedono applausi, ma attenzione.
Perché raccontano una relazione, non un successo.
Negli ultimi dodici mesi ilmediano.com è stato attraversato da 12 milioni di lettori. Persone diverse per età, interessi, visioni, accomunate da una scelta semplice e tutt’altro che scontata: informarsi con tempo, non per riflesso. In un contesto in cui l’informazione tende a semplificarsi fino a svuotarsi, questo dato suggerisce una direzione più che un traguardo.
Un giornale non vive di numeri, ma di fiducia. La fiducia di chi legge sapendo che troverà fatti verificati, opinioni riconoscibili, un punto di vista che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. Se tanti lettori continuano a tornare, è perché riconoscono un metodo, prima ancora di una linea editoriale.
Questo spazio è cresciuto senza inseguire la viralità come fine ultimo, ma provando a tenere insieme rigore e accessibilità, profondità e chiarezza. Un equilibrio fragile, che richiede attenzione quotidiana e che non può mai essere dato per acquisito.
A chi legge, a chi critica, a chi ci segue con costanza o ci incontra per la prima volta, va un ringraziamento sobrio ma sincero. Perché ogni lettore attento è parte attiva di questo lavoro.
Il compito di un giornale, oggi, non è compiacersi dei risultati, ma continuare a meritare il tempo di chi legge.
È da qui che si riparte.
Che sia un 2026 di speranza per tutti noi: auguri!
Marigliano: fermato sulla 7bis con 5 chili di droga
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato, nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, ha arrestato un 49enne napoletano con precedenti di polizia, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
In particolare, gli agenti della Polizia Stradale di Nola, nel corso di un servizio controllo sulla SS 7bis nel Comune di Marigliano, hanno controllato il prevenuto alla guida di un’auto trovandolo in possesso di 49 panetti di sostanza stupefacente per un per complessivo di circa 5 kg.
Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.
Centrale delle truffe, 8 arresti nel Vesuviano
NAPOLI E PROVINCIA: Smantellata centrale operativa delle truffe. Carabinieri eseguono misura per 8 persone
In data odierna i Carabinieri della Tenenza di Ercolano, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta di questa Procura della Repubblica, hanno proceduto, in Napoli, Ercolano, Cercola, Angri e Boscotrecase, all’arresto di 8 persone -di cui 3 donne- gravemente indiziate dei delitti di riciclaggio, autoriciclaggio e calunnia.
Due uomini -per i quali, unitamente ad un terzo indagato, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere- risultano indagati in stato di libertà anche per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di truffa, frode informatica, riciclaggio ed autoriciclaggio.
I restanti 5 indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il provvedimento restrittivo trae origine dalle indagini condotte dalla Tenenza Carabinieri di Ercolano, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, a seguito della denuncia sporta da una delle indagate, in data 9.11.2023, in cui la stessa asseriva di avere subito un sequestro di persona ad opera di soggetti che l’avevano costretta ad effettuare prelievi forzati e vaglia ordinari presso gli sportelli postali della provincia di Napoli, per un totale di 48.000 euro. Detta somma, che era stata bonificata sul conto corrente postale della donna, è risultata provento del reato di frode informatica ai danni di un cittadino romano.
Le attività d’indagine, effettuate attraverso l’analisi di immagini dei sistemi di videosorveglianza e le intercettazioni -anche di utenze risultate poi in uso a detenuti- hanno consentito di individuare “una centrale operativa”, dedita alle truffe ai danni degli anziani in tutto il territorio nazionale, che impartiva istruzioni a “galoppini” per recuperare i proventi del reato inviandoli presso il domicilio delle vittime.
L’attività investigativa permetteva di individuare i responsabili dei reati e di recuperare preziosi e monili in oro provento di una truffa commessa ai danni di una donna anziana in Bova Marina (RC), nonché di acquisire ulteriori prove in merito ad un’altra truffa commessa ai danni di una donna anziana in Candelo (BI) allorché veniva arrestato in flagranza di reato, ad opera dei Carabinieri del posto, un cittadino napoletano, entrambe le truffe commesse nel giugno 2024.
Fico vara la giunta a Capodanno: ufficiali i 10 assessori
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha nominato la nuova Giunta regionale, composta da 10 assessori.
Di seguito i nomi e le rispettive deleghe:
Mario Casillo, vicepresidente: Trasporti, Mobilità, Mare
Vincenzo Cuomo: Governo del territorio, Patrimonio
Andrea Morniroli: Politiche sociali, Scuola
Claudia Pecoraro: Ambiente, Politiche abitative, Pari opportunità
Fulvio Bonavitacola: Attività produttive e sviluppo economico
Vincenzo Maraio: Turismo, Promozione del territorio, Transizione digitale
Angelica Saggese: Lavoro, Formazione
Ninni Cutaia: Cultura, Eventi, Personale
Fiorella Zabatta: Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali
Maria Carmela Serluca: Agricoltura
Il presidente riserva a sé le materie della sanità, del bilancio, dei fondi nazionali ed europei, nonché le restanti non assegnate.
“Ringrazio le forze politiche e civiche per il confronto e il contributo alla formazione della Giunta.
Siamo pronti per lavorare al servizio dei cittadini campani mettendo in campo esperienza, professionalità e competenze, cura e attenzione per il territorio, ascolto dei bisogni delle persone.
Affronteremo questo incarico con responsabilità e con l’impegno massimo che i cittadini e questa straordinaria regione meritano.
È solo con il lavoro di squadra che potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, nell’interesse esclusivo della comunità.
Auguro buon lavoro a tutti i componenti della Giunta regionale.
Colgo l’occasione anche per augurare a tutti i cittadini campani un felice anno nuovo”, così il presidente Fico.

