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Ottaviano, agende fitte tra caffè e comizi ma scoppia il “caso casellari giudiziali”
La campagna elettorale di Ottaviano entra nella fase più intensa tra appuntamenti pubblici, incontri nei quartieri e stoccate politiche che stanno animando il confronto tra i candidati sindaco. Al centro del dibattito delle ultime ore è finita soprattutto la questione della trasparenza e dei casellari giudiziari, tema rilanciato con forza da Biagio Simonetti, che ha acceso il confronto politico cittadino chiedendo maggiore chiarezza da parte di tutti i competitor.
Simonetti ha infatti rivendicato la scelta di pubblicare sul proprio sito personale curriculum vitae e casellari giudiziali, sottolineando come la documentazione sia online “già da giorni”. Un messaggio diretto, accompagnato da una frecciata agli avversari politici: “La mia trasparenza non è in attesa, a differenza di altri”. Un tema che inevitabilmente sta entrando nel dibattito elettorale cittadino, diventando uno degli argomenti più discussi di questa fase della campagna.
Lo stesso Simonetti continua a puntare anche sui temi ambientali e del lavoro. In uno degli ultimi interventi social ha riportato l’attenzione sul problema delle cosiddette “vasche”, definite una criticità per zanzare e inquinamento, ricordando che nell’aprile 2025 la sua amministrazione aveva presentato un progetto sul tema. Parallelamente ha ribadito che “la dignità del lavoro e dei lavoratori” deve restare centrale nell’azione amministrativa.
Sul fronte opposto Giorgio Marigliano continua invece a puntare sul contatto diretto con i cittadini attraverso l’iniziativa “Un Caffè con Giorgio”. Il candidato sindaco ha scelto un format semplice e quotidiano per incontrare residenti e sostenitori nella sede del comitato elettorale di via G. Di Prisco a San Gennarello. “La politica vera parte dall’ascolto delle persone”, ha scritto Marigliano, spiegando di voler creare uno spazio aperto al confronto sui problemi del territorio e sul futuro di Ottaviano, San Gennarello e Zabatta.
Ferdinando Federico, intanto, si prepara agli ultimi appuntamenti pubblici della campagna elettorale. Dal materiale diffuso dal suo staff emergono diversi eventi già programmati: il 16 maggio alle 19 l’“Aperitivo delle Idee” al comitato di via Papa Giovanni XXIII, il 17 maggio alle 10.30 “Domenica in famiglia” in piazza San Gennarello, il comizio del 20 maggio alle 20 sempre a piazza San Gennarello e infine la chiusura della campagna elettorale prevista il 22 maggio alle 20 in piazza Municipio. Federico continua a ribadire la volontà di portare avanti una campagna “tra la gente”, sostenendo che “i cittadini devono tornare davvero al centro delle scelte”.
Toni più ironici ma ugualmente politici quelli scelti da Stefano Prisco, che ha affidato ai social una riflessione rivolta ai giovani della “Repubblica di Ottaviano”. Prisco ha parlato della necessità di creare nuovi spazi di aggregazione e coworking, indicando aree inutilizzate come la ferrovia e Ave Gratia Plena come possibili luoghi da destinare a studio, lavoro e attività giovanili. Una proposta che il candidato ha definito concreta e lontana dalle “illusioni”.
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Nola, la Fondazione diffida l’uso improprio del nome “Festa dei Gigli”
Riceviamo e pubblichiamo
“L’uso del segno “FESTA DEI GIGLI” rappresenta violazione di un marchio registrato: si valuti l’adozione di ogni iniziativa di competenza anche in termini di vigilanza e controllo sulle comunicazioni istituzionali o su eventuali patrocini o concessioni di spazi pubblici, al fine di evitare che l’Ente risulti, anche solo indirettamente, associato a condotte di violazione della proprietà industriale della Fondazione”.
È la nota indirizzata dalla Fondazione Festa dei Gigli la settimana scorsa ai Comuni nel cui territorio si sono organizzate manifestazioni che hanno utilizzato nome e simboli del secolare evento dedicato a San Paolino, e firmata da Giovanni Ruggiero, commissario straordinario della Fondazione Festa dei Gigli di Nola.
Tra i tanti dossier ai quali Ruggiero si è dedicato da quando, soltanto alcuni mesi fa, ha ricevuto l’incarico di normalizzare l’organismo oltre che l’organizzazione stessa della manifestazione di giugno, ha preso in mano anche quello della proliferazione di manifestazioni “tarocche” che nulla hanno a che vedere con la portata dello spettacolo di Nola, che affonda le radici in una eredità secolare fatta di fede, passione, senso di comunità e solidarietà.
La lettera è stata inviata ai comuni interessati già nei giorni scorsi, auspicando soprattutto un invito alla collaborazione istituzionale per evitare l’uso improprio non solo del nome ma anche degli elementi identificati e caratteristici della kermesse che è patrimonio dell’umanità Unesco.
“La Fondazione – ha scritto Ruggiero nel documento – è titolare del marchio d’impresa denominativo “Festa dei Gigli”, registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed è pertanto titolare del diritto di esclusiva sull’uso del marchio”.
L’obiettivo è quello di porre un argine alle ballate degli obelischi che, soprattutto in questo periodo dell’anno, si moltiplicano nell’hinterland contribuendo ad inflazionare una tradizione che affonda le radici nella storia e nella fede più che nell’esibizione fine a sé stessa che caratterizza le manifestazioni abusive organizzate intorno alle ballate delle macchine da festa.
Ed è proprio in quest’ottica che nei prossimi giorni sarà anche chiesto un incontro al Prefetto di Napoli per valutare l’adozione di misure in grado di porre un freno al malcostume dilagante delle esibizioni abusive di obelischi lignei non riconducibili alla millenaria kermesse nolana.
Pomigliano d’Arco: area pedonale tra obiettivi ambientali e dubbi dell’opposizione
Dal 10 maggio al 12 luglio tutte le domeniche prenderà il via l’area pedonale nel centro cittadino.
L’amministrazione comunale, nell’ambito delle iniziative di “Estate Pomigliano”, ha disposto l’istituzione di un’area pedonale attiva dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 nelle zone di Piazza Mercato, Piazza Giovanni Leone e nelle principali strade del centro, tra cui Via Ercole Cantone, Via Felice Terracciano, Via Fiume, Via Carlo Poerio, Via Imbriani, Via Cavallotti, Via Duchessa D’Aosta, Via Livorno, Vicolo Sodano, Via Pisa e traverse limitrofe.
Nelle aree interessate sarà vietata la circolazione anche ai residenti, con eccezione dei veicoli muniti di contrassegno per persone con disabilità, delle forze di polizia e dei mezzi di soccorso.
Il provvedimento mira a ridurre l’inquinamento e a favorire momenti di aggregazione e socialità nel centro urbano.
La decisione ha però suscitato alcune osservazioni da parte di consiglieri comunali di opposizione. I gruppi “Rinascita” e “Per” hanno presentato una diffida chiedendo una revisione della delibera relativa all’“Istituzione di area pedonale temporanea e ampliamento della fascia oraria delle Zone a Traffico Limitato”.
Secondo i consiglieri firmatari, il provvedimento potrebbe determinare uno spostamento del traffico verso altre zone della città senza incidere in modo strutturale sul problema della viabilità, oltre a creare possibili difficoltà per alcune attività commerciali aperte nelle fasce orarie interessate.
Nella diffida vengono inoltre sollevati dubbi sulla legittimità di alcuni aspetti del provvedimento, con riferimento agli articoli 16 e 42 della Costituzione, valutazione che potrebbe essere oggetto di eventuali approfondimenti o contenziosi.
I consiglieri contrari alla decisione hanno annunciato che, in assenza di modifiche entro il 15 maggio, avvieranno un’iniziativa pubblica di raccolta firme e confronto con i cittadini.
Nola, Rione Stella in condizioni invivibili tra ratti e serpenti
I residenti del Rione Stella di Nola denunciano a gran voce le orrende condizioni in cui si trova quest’area, diventata una discarica abusiva e covo di serpenti e topi.
Questa condizione di degrado ambientale continua da oltre dieci anni e nessuno è mai intervenuto per ristabilire ordine. Da qui, i residenti del Rione Stella hanno allertato il deputato Francesco Emilio Borrelli con foto e video per far cambiare qualcosa.
La richiesta di aiuto partita da un gruppo Facebook recita: “Deputato siamo a Nola, rione Stella, nei pressi dell’ospedale. Ci serve un aiuto. Sono più di 10 anni che siamo nel degrado e ora è peggiorato, tra rifiuti, topi, serpenti, non ne possiamo più. Il Comune non se ne frega e il proprietario, diciamo così, ha anche precedenti penali”.
Nei video e nelle foto si vedono chiare le condizioni di disagio che sono costrette a sopportare intere famiglie, bambini e anziani da troppo tempo, con cumuli di rifiuti di ogni genere, carcasse di automobili, elettrodomestici abbandonati e una vegetazione talmente fitta e trascurata da essere diventata la casa per topi e serpenti.
Ad aumentare l’indignazione per la mancanza di interventi è la vicinanza del Rione Stella all’ospedale civile di Nola, luogo che di norma dovrebbe essere pulito e sterile ma che con queste condizioni fatica ad esserlo.
Il deputato Borrelli, sui suoi social, ha espresso la sua opinione sul caso: “Siamo di fronte a un’emergenza igienico-sanitaria che dura da un decennio. È assurdo che a pochi metri da un ospedale possa esistere una simile cloaca a cielo aperto. I cittadini sono esausti e spaventati: non possono più aprire le finestre per il puzzo e per il timore che animali infestanti entrino nelle loro case.
Questo non è solo degrado, è un attentato alla salute pubblica.”
Continua sostenendo che il Comune e i privati devono intervenire per ripristinare l’area: “Il rimpallo di responsabilità tra il Comune e i proprietari privati dell’area deve finire. Se l’area è privata, il Comune ha il dovere di emettere un’ordinanza contingibile e urgente per la bonifica immediata a spese del proprietario. Se l’area è pubblica, l’inerzia dell’amministrazione è ancora più colpevole. Non si può ignorare un grido d’aiuto che va avanti da dieci anni.”
Conclude affermando che porterà il caso all’attenzione dell’ASL e che se le cose non cambieranno scatteranno le denunce: “Porteremo questa vicenda all’attenzione dell’ASL e delle autorità ambientali. Chiediamo il ripristino immediato delle condizioni di vivibilità per gli abitanti del Rione Stella. Chi ha permesso che questo scempio crescesse indisturbato per anni deve assumersi le proprie responsabilità. La legalità e l’igiene non sono optional, specialmente in un quartiere che ospita un presidio sanitario fondamentale.”

