Crolla una palazzina a Ercolano, madre e figlio salvati dai vigili del fuoco

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  Crolla una palazzina a Ercolano: due persone salvate dai vigili del fuoco   Momenti di forte apprensione nel primo pomeriggio di oggi a Ercolano, dove una parte di una palazzina unifamiliare è improvvisamente crollata mentre all’interno si trovavano due persone. Grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco, un’anziana donna e suo figlio sono stati tratti in salvo senza riportare ferite gravi.   L’episodio si è verificato intorno alle 13.45 in via Gennaro Niglio. Per cause ancora in fase di accertamento, un’ala dell’abitazione ha ceduto improvvisamente, provocando il collasso di una porzione della struttura e facendo scattare immediatamente l’allarme.   Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco provenienti dal distaccamento di Torre del Greco, insieme agli agenti della polizia locale. I soccorritori hanno rapidamente messo in sicurezza la zona e avviato le operazioni per raggiungere le due persone rimaste all’interno dell’edificio.   Protagonisti della vicenda una donna di 84 anni e il figlio di 62 anni. Quest’ultimo si era recato poco prima a trovare la madre e, secondo quanto ricostruito, sarebbe transitato sulla scala dell’abitazione pochi minuti prima che la stessa venisse investita dalle macerie generate dal crollo.   I due sono stati evacuati utilizzando un’autoscala dei vigili del fuoco. Visibilmente scossi dall’accaduto, ma fortunatamente illesi, sono stati affidati alle cure del personale intervenuto sul posto e successivamente accompagnati in una zona sicura.   “È stato un vero miracolo – avrebbe raccontato il 62enne dopo il salvataggio –. I vigili del fuoco ci hanno raggiunti e ci hanno permesso di lasciare l’abitazione in totale sicurezza”.   L’area interessata dal crollo è stata immediatamente transennata e sottoposta a sequestro. L’autorità competente dovrà ora accertare le cause del cedimento e verificare sia la stabilità della struttura sia la regolarità urbanistica e amministrativa dell’immobile. Le indagini proseguiranno nelle prossime ore per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Boscoreale. Prevenzione, monitoraggio, intervento: presentato il Piano AIB 2026

Riceviamo e pubblichiamo:

Presentato il nuovo Piano AIB 2026. L’esperienza dell’incendio del 2025 diventa il punto di partenza per un sistema più efficace di prevenzione, monitoraggio e intervento

   

Boscoreale (NA), 18 giugno 2026 – Più prevenzione, maggiore coordinamento tra enti, una rete operativa ancora più efficiente e il contributo della ricerca scientifica per migliorare la capacità di previsione e risposta alle emergenze. Sono queste le direttrici del nuovo Piano Antincendio Boschivo (AIB) 2026 del Parco Nazionale del Vesuvio, presentato oggi presso l’Auditorium del Museo del Parco di Boscoreale nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione della Regione Campania, della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio, del Reparto Carabinieri Forestale della Campania, del Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta, della Città Metropolitana di Napoli, del Consorzio Interuniversitario Grandi Rischi (CUGRI), dei Comuni del Parco, delle strutture comunali di Protezione Civile e delle organizzazioni di volontariato impegnate nelle attività di antincendio boschivo.

L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra tutti i soggetti coinvolti nelle attività di prevenzione, sorveglianza e lotta attiva agli incendi boschivi, in vista dell’avvio della campagna AIB 2026 e del periodo di massima pericolosità individuato dalla Regione Campania.

L’incendio che nel luglio 2025 ha interessato il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio, mettendo a dura prova uomini, mezzi e strutture operative, ha rappresentato un banco di prova particolarmente significativo per l’intero sistema antincendio boschivo. Un evento che, pur evidenziando la capacità di risposta e la collaborazione tra le diverse componenti impegnate sul campo, ha fatto emergere la necessità di rafforzare ulteriormente alcuni aspetti della prevenzione, della logistica e del coordinamento operativo.

Da questa esperienza nasce il nuovo Piano AIB 2026, aggiornato e potenziato sulla base delle indicazioni emerse negli ultimi mesi e delle osservazioni formulate dagli organismi tecnici competenti. Il piano punta a consolidare il modello di gestione integrata già adottato negli anni precedenti, rafforzando la collaborazione tra Ente Parco, Regione Campania, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Comuni, Protezione Civile e organizzazioni di volontariato.

Tra gli strumenti che contribuiranno a rendere più efficace l’azione di prevenzione e contrasto agli incendi figurano anche i risultati del progetto di ricerca sperimentale sulla “Zonizzazione dinamica degli incendi boschivi”, promosso dall’Ente Parco con il supporto scientifico del Consorzio Interuniversitario Grandi Rischi nell’ambito del programma ministeriale “Parchi per il Clima”. Le conoscenze acquisite consentiranno di affinare l’analisi del rischio e orientare in modo sempre più efficace le attività di monitoraggio e prevenzione.

Particolare attenzione sarà inoltre dedicata al coinvolgimento delle amministrazioni comunali e delle associazioni di volontariato specializzate nel settore AIB e della Protezione Civile, al potenziamento delle attività di sorveglianza del territorio, alla gestione dei punti di approvvigionamento idrico per le operazioni di spegnimento e alle iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini.

«L’incendio della scorsa estate – dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca – ha rappresentato un momento di grande difficoltà ma anche un’importante occasione di verifica per l’intero sistema antincendio boschivo. Da quell’esperienza abbiamo tratto indicazioni preziose che oggi si traducono in un piano ancora più efficace, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, sulla conoscenza scientifica del territorio e sulla capacità di intervenire in modo tempestivo e coordinato. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento alle associazioni di volontariato impegnate nel settore antincendio boschivo e della Protezione Civile, che ogni anno mettono a disposizione del territorio professionalità, esperienza e passione, contribuendo in maniera determinante alle attività di prevenzione e alla sicurezza delle comunità vesuviane. La tutela del patrimonio naturale del Vesuvio richiede uno sforzo collettivo e permanente: il nuovo Piano AIB 2026 rafforza gli strumenti a nostra disposizione e consolida una rete di collaborazione che rappresenta il vero punto di forza del sistema di protezione del Parco.

La campagna AIB 2026 vedrà impegnati nei prossimi mesi tutti gli enti e le organizzazioni coinvolte in un’azione coordinata finalizzata alla salvaguardia del patrimonio ambientale, paesaggistico e naturalistico del Parco Nazionale del Vesuvio, uno dei territori più preziosi e al tempo stesso più delicati del Paese.

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Ente Parco Nazionale del Vesuvio

Il Responsabile

della Comunicazione e Promozione

dott. Giovanni Romano

3384116349

MAIL gromano@epnv.it

Napoli, Gennaro Annunziata è il presidente dell’Ordine degli Ingegneri

Si è insediato, il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ordine Ingegneri Napoli per il quadriennio 2025-2029.

Alla guida della Fondazione è stato designato all’unanimità come Presidente, Gennaro Annunziata, delegato del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, Andrea Prota.

Annunziata, ingegnere libero professionista nel settore dell’informazione, già Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, ricopre attualmente anche il ruolo di Coordinatore nazionale del C3i – Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

La Fondazione Ordine Ingegneri Napoli ha il compito di promuovere attività culturali, formative e di qualificazione professionale, contribuendo alla crescita delle competenze e alla valorizzazione del ruolo degli ingegneri nel contesto sociale, economico e istituzionale.

Oltre al Presidente, il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto da dieci membri designati dal Consiglio dell’Ordine: cinque individuatitra i propri componenti e cinque membri esterni di riconosciuta esperienza e competenza.

I componenti designati dal Consiglio dell’Ordine sono: Sergio Burattini, Vincenzo Calvanese, Mariangela Crisci, Massimo Fontana e Serena Riccio. I membri esterni sono: Nicola Bianco, Giovanni Esposito, Giovanni Manco, Eduardo Pace e Domenico Salierno.

Nel corso della seduta di insediamento sono state attribuite anche le cariche direttive: Vincenzo Calvanese ed Eduardo Pace sono stati nominati Vice Presidenti; Domenico Salierno Consigliere Segretario e Giovanni Esposito Tesoriere.

Desidero formulare, a nome mio e del Consiglio dell’Ordine, i migliori auguri di buon lavoro al nuovo CdA della Fondazione – ha dichiarato Andrea Prota, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. – La nostra Fondazione rappresenta da sempre uno strumento fondamentale per sostenere, accompagnare e sviluppare il programma del Consiglio, contribuendo alla crescita culturale e professionale della categoria”.

Ringrazio il Presidente Prota, il Consiglio dell’Ordine e il Consiglio della Fondazione per la fiducia accordatami – ha dichiarato il neo Presidente Gennaro Annunziata. – È per me un onore assumere questo incarico ma, allo stesso tempo, avverto il senso di responsabilità che esso comporta. Insieme ai colleghi del Consiglio di Amministrazione ci metteremo subito al lavoro affinché la Fondazione continui a garantire il massimo supporto alle attività e agli obiettivi del Consiglio dell’Ordine”.

Esce di strada sulla Panomarica con la moto e si schianta: muore a 23 anni

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  Doveva essere una normale notte estiva, ma si è trasformata in un dramma lungo una delle arterie di Boscotrecase. Un ragazzo di 23 anni è morto dopo essere rimasto coinvolto in un grave incidente mentre viaggiava a bordo del proprio scooter. L’episodio è avvenuto lungo via Panoramica. Le circostanze dell’accaduto sono ancora oggetto di approfondimento da parte delle forze dell’ordine, ma dai primi elementi raccolti emerge che il giovane avrebbe perso il controllo del motociclo finendo contro un masso situato a bordo strada. L’urto non gli ha lasciato scampo. Alcuni automobilisti e residenti della zona avrebbero notato quanto accaduto e lanciato l’allarme ai soccorritori. Quando i sanitari sono arrivati sul posto, le condizioni del 23enne erano però già disperate. La morte del ragazzo ha suscitato forte commozione nell’intera area vesuviana. In tanti, nelle prime ore della mattina, hanno espresso vicinanza alla famiglia colpita da una perdita improvvisa e dolorosa. Per chiarire ogni dettaglio della vicenda sono intervenuti i carabinieri della Sezione Radiomobile di Torre Annunziata. I militari hanno delimitato l’area dell’incidente ed eseguito i rilievi tecnici necessari per comprendere la sequenza degli eventi che ha portato al tragico schianto. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali immagini provenienti da sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. L’obiettivo è stabilire se vi siano stati fattori esterni che abbiano contribuito alla perdita di controllo del mezzo. Lo scooter è stato sequestrato per consentire ulteriori verifiche tecniche. La salma del giovane, invece, è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria che potrebbe disporre ulteriori accertamenti medico-legali. Un’altra giovane vita spezzata sulle strade della Campania, in un incidente che lascia dietro di sé dolore e interrogativi ancora senza risposta.

Pomigliano, alloggi occupati abusivamente: al via lo sgombero nel Parco Partenope

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E’ iniziato ieri  il piano di recupero degli alloggi comunali occupati abusivamente. Sgomberate due famiglie nel Parco Partenope.   Sono stati eseguiti i primi due provvedimenti di sgombero all’interno del Parco Partenope di Pomigliano d’Arco , insediamento residenziale ex legge 219/81. L’intervento segna l’avvio di una serie di attività finalizzate al recupero degli immobili comunali occupati abusivamente e al ripristino della legalità sul territorio, e le operazioni di sgombero proseguiranno nei prossimi giorni nei confronti di altri occupanti abusivi.   I provvedimenti eseguiti oggi hanno riguardato due nuclei familiari destinatari di ordinanze di sgombero esecutive già notificate nei mesi scorsi, e l’intervento si inserisce nella programmazione definita durante il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi in Prefettura lo scorso 12 maggio e successivamente nel Tavolo Tecnico svoltosi il 28 maggio presso la Questura di Napoli, durante il quale sono state pianificate le modalità operative per il recupero degli alloggi comunali occupati senza titolo.   “L’operazione di oggi rappresenta un segnale chiaro e concreto della presenza dello Stato e delle istituzioni sul territorio – sottolinea in una nota l’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco – il patrimonio pubblico deve essere tutelato e restituito alla sua funzione sociale nel rispetto delle regole e dei cittadini che attendono legittimamente l’assegnazione di un alloggio. Nessuno può pensare di appropriarsi di beni della collettività a discapito di chi rispetta le procedure e le graduatorie previste dalla legge. L’azione avviata questa mattina è il risultato di una stretta collaborazione tra Prefettura, Questura, Forze dell’Ordine e Comune. Ringraziamo tutti gli operatori impegnati nelle attività.   Le operazioni – concludono dall’amministrazione comunale – proseguiranno secondo il cronoprogramma definito dalle autorità competenti, con l’obiettivo di riaffermare il principio di legalità, garantire la corretta gestione del patrimonio comunale e restituire sicurezza e decoro all’intero quartiere”.  

Esame di Stato 2026, al via la maturità: questa mattina la prima prova 

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Questa mattina inizia ufficialmente l’Esame do Stato con la prima prova dell’esame di maturità 2026. Gli studenti sono finalmente pronti a varcare i cancelli degli istituti che per ben cinque anni li hanno accolti, trasformandosi in una vera e propria seconda casa in cui costruire se stessi e il proprio futuro. Oggi iniziano ufficialmente gli scritti con la canonica prima prova di italiano che verrà sottoposta ad oltre mezzo milione di maturandi in tutta Italia. Oggi, 18 giugno, si ritorna per le ultime battute tra i banchi di scuola per sostenere l’esame che concluderà il percorso dei cinque anni delle scuole superiori. Questo sarà il primo esame in cui verranno applicate le modifiche introdotte dalla riforma entrata in vigore proprio quest’anno. L’esame che si sosterrà oggi, uguale per tutti gli indirizzi di studio, consisterà nella prova di italiano che durerà per un massimo di sei ore totali, con tracce che conterranno temi di attualità e argomenti di letteratura italiana studiati durante l’ultimo anno di liceo. Le tipologie scelte dal Ministero sono tre: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità, a libera scelta per ogni studente. Venerdì 19 giugno, invece, gli alunni ammessi dovranno sostenere la seconda prova che sarà diversa e cambierà in base all’indirizzo scelto. Dopo la breve festa della notte prima degli esami tenutasi ieri sera in cui gli studenti hanno potuto trascorrere del tempo insieme e condividere le emozione della maturità, ora gli alunni di tutta Italia sono pronti ad affrontare questo esame con tutte le novità che esso ha portato per il 2026. Dopo l’apertura dei cancelli, dunque, si darà il via agli esami di stato di questo anno; per i maturandi la prima prova non rappresenta soltanto un compito scritto, ma il primo passo concreto verso il traguardo finale del diploma e verso una nuova fase della propria vita. Con la consegna degli elaborati, gli studenti chiuderanno la prima giornata della maturità, mentre da domani la concentrazione sarà rivolta alla prova successiva, fino ad arrivare all’ultima fase che vedrà la prova orale, la quale chiuderà il lungo cammino che li ha portati fino all’esame di stato. Per ora non resta che augurare, anche quest’anno, un enorme in bocca al lupo a tutte le ragazze e i ragazzi che da oggi possono automaticamente definirsi maturandi.

Inizia la Maturità 2026: il giorno che resta per sempre

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Alle 8.30 l’apertura dei plichi telematici con le tracce della prima prova di Italiano. Per oltre mezzo milione di studenti è l’inizio dell’esame più atteso e temuto del percorso scolastico.     Ci siamo. Dopo cinque anni di lezioni, verifiche, interrogazioni, compiti in classe, amicizie e sacrifici, è arrivato il giorno della Maturità. Questa mattina oltre mezzo milione di studenti italiani entreranno nelle proprie scuole con uno stato d’animo che mescola emozione, tensione, speranza e curiosità. Alle ore 8.30, in contemporanea in tutti gli istituti del Paese, saranno aperti i plichi telematici inviati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito contenenti le tracce della prima prova scritta di Italiano. Da quel momento inizierà ufficialmente la Maturità 2026. La notte appena trascorsa è stata probabilmente una delle più lunghe dell’anno per migliaia di ragazzi. C’è chi ha ripassato fino all’ultimo, chi ha cercato di immaginare quali autori o argomenti potessero comparire nelle tracce e chi, invece, ha preferito chiudere libri e appunti già da ieri, affidandosi al lavoro svolto durante l’intero anno scolastico. La prima prova rappresenta il primo passo di un percorso che proseguirà domani con la seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo di studio, e nelle prossime settimane con il colloquio orale davanti alle commissioni d’esame. Ma la Maturità è molto più di una semplice prova scolastica. Per generazioni di studenti ha rappresentato un rito di passaggio, il momento in cui si prende coscienza che una fase importante della vita sta per concludersi. Dietro ogni banco oggi ci saranno storie diverse: sogni universitari, progetti professionali, aspettative, paure e speranze. Ci saranno ragazzi che non vedono l’ora di iniziare un nuovo percorso e altri che, forse, proveranno un po’ di nostalgia per gli anni trascorsi tra le mura della propria scuola. L’esame conclude un cammino iniziato cinque anni fa e certifica competenze, conoscenze e capacità maturate nel tempo. Ma il suo significato va ben oltre il voto finale. È il simbolo di una crescita personale, di un percorso che ha accompagnato gli studenti dall’adolescenza alla soglia dell’età adulta. Tra poche ore nelle aule italiane calerà quel silenzio che accompagna ogni prima prova. Un silenzio fatto di concentrazione, di fogli che si riempiono lentamente, di idee che prendono forma e di emozioni difficili da raccontare. Per i maturandi del 2026 sarà una giornata destinata a restare nella memoria. Perché la Maturità cambia negli anni, si aggiorna, evolve nelle modalità e nelle regole, ma continua a conservare lo stesso valore: quello di un traguardo che segna la fine di un percorso e l’inizio di una nuova avventura. In bocca al lupo a tutti gli studenti chiamati oggi ad affrontare una delle prove più importanti della loro vita.

La notte prima degli esami: il rito della vigilia nei paesi vesuviani

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Stanotte è la notte che, più di ogni altra nella vita, riesce a racchiudere emozioni, aspettative e speranze di un’intera generazione che passa dall’essere adolescente all’essere adulta. Si tratta della canonica vigilia dell’Esame di Stato (che inizierà domani, giovedì 18 giugno), un appuntamento che ogni anno coinvolge migliaia di studenti e che continua a rappresentare uno dei momenti più significativi dell’intero percorso scolastico. Tra l’ansia per le prove scritte e la consapevolezza di essere giunti al termine di un ciclo, i maturandi scelgono sempre di condividere queste ore con i propri compagni, trasformando la notte in un autentico momento di partecipazione collettiva, un po’ come a voler salutare l’edificio che per ben cinque anni li ha visti crescere e diventare adulti. Una tradizione resa immortale dalla celebre canzone Notte prima degli esami di Antonello Venditti, che continua a rinnovarsi di generazione in generazione, conservando intatto il suo valore simbolico: in ogni parte d’Italia, infatti, gli studenti si ritrovano per vivere insieme le emozioni della vigilia, dando vita a incontri spontanei che uniscono ricordi, riflessioni e aspettative per il futuro, accompagnati da musica e festeggiamenti. Nei comuni dell’area vesuviana, questo appuntamento assume una dimensione particolarmente sentita. Sono tantissimi, infatti, i giovani che si danno appuntamento dinanzi ai cancelli dei propri istituti per condividere un momento destinato a rimanere impresso nella loro memoria per sempre. Tra fotografie di gruppo, striscioni commemorativi, canti improvvisati e messaggi dedicati ai compagni di classe, le scuole diventano il fulcro di una partecipazione autentica e spontanea e si crea così l’occasione per ripercorrere gli anni trascorsi insieme, ricordare episodi significativi e celebrare i legami costruiti durante il percorso scolastico. C’è chi approfitta delle ultime ore per confrontarsi sugli argomenti oggetto d’esame, chi preferisce allontanare la tensione attraverso il dialogo e la convivialità e chi osserva con nostalgia l’edificio scolastico che per anni ha rappresentato un punto di riferimento quotidiano. La notte prima della maturità continua così a configurarsi come un vero e proprio rito di passaggio impossibile da non vivere. Nei paesi vesuviani, come nel resto d’Italia, essa diventa un’esperienza di aggregazione capace di superare la mera dimensione dell’esame, trasformandola in un momento condiviso di crescita, consapevolezza ed emotività. Con le prime luci dell’alba, dopo gli ultimi abbracci e gli incoraggiamenti reciproci, ogni studente farà ritorno a casa in attesa della prima prova. Resterà però il ricordo indelebile di una notte carica di significati, simbolo dell’ultimo passo prima dell’ingresso in una nuova fase della vita.  

Casalnuovo, Nappi cerca appoggi per l’anatra zoppa: nuovi equilibri dopo il ribaltone

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CASALNUOVO. È iniziata ufficialmente l’era di Giovanni Nappi alla guida del Comune di Casalnuovo. La proclamazione del nuovo sindaco ha sancito la conclusione di una delle campagne elettorali più combattute degli ultimi anni e ha aperto una nuova fase politica per la città, segnata da un risultato che ha ribaltato gli equilibri consolidati dell’ultimo decennio. L’insediamento è avvenuto davanti a una folta presenza di cittadini che hanno raggiunto la piazza del Municipio per assistere a un momento considerato storico per la comunità casalnuovese. Per la prima volta, infatti, un progetto civico riconducibile all’area del centrosinistra riesce a conquistare la guida dell’amministrazione comunale, interrompendo una lunga stagione politica che aveva visto il centrodestra mantenere il controllo dell’ente. Dopo la proclamazione ufficiale, Nappi ha fatto il suo ingresso negli uffici comunali prendendo possesso della stanza del sindaco, occupata negli ultimi anni dall’amministrazione guidata da Massimo Pelliccia. Proprio l’ex primo cittadino, oggi consigliere regionale, aveva indicato come erede politica Nicoletta Romano, candidata sostenuta da una coalizione composta da ben tredici liste. Nonostante una macchina elettorale numericamente molto più ampia, il centrodestra non è riuscito a conservare Palazzo di Città. Al secondo turno Nappi ha prevalso con oltre tredicimila voti, distanziando nettamente la sua avversaria e capitalizzando una forte richiesta di rinnovamento emersa durante la campagna elettorale. Determinante si è rivelato anche il dialogo avviato dopo il primo turno con l’area politica che faceva riferimento a Kaia Iorio. L’intesa costruita tra le due realtà ha consentito di convogliare sul candidato vincente una parte significativa dell’elettorato che aveva scelto le forze progressiste e civiche escluse dal ballottaggio. La vittoria, tuttavia, non risolve tutte le questioni politiche. Il nuovo sindaco dovrà infatti confrontarsi con una situazione complessa all’interno del Consiglio comunale, dove la coalizione vincente dispone di undici seggi su ventiquattro. Un numero insufficiente per garantire una maggioranza autonoma e stabile. Dalla stessa Forza Italia, partito del consigliere regionale, grande sconfitto del voto, partono segnali intesi da molti come spiragli, non ultimo quello dell’avvocato Ponticelli. Insomma nuovi equilibri inaspettati potrebbero nascere per consentire il varo effettivo di quest’amministrazione. Le prossime settimane saranno quindi decisive per comprendere quali saranno gli assetti dell’aula e se si apriranno interlocuzioni con alcuni consiglieri eletti nelle liste avversarie. È da questi equilibri che dipenderà la tenuta della nuova amministrazione e la possibilità di trasformare il successo elettorale in una concreta capacità di governo.

Truffa da 160 milioni sui Bonus Edilizi, 80 società nel mirino della Finanza

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Si estendono anche alla zona vesuviana gli accertamenti della Guardia di Finanza nell’ambito della maxi inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno sulle presunte frodi legate ai bonus edilizi. Le Fiamme Gialle hanno eseguito un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro.

L’operazione riguarda oltre 240 soggetti tra persone fisiche e società e rappresenta uno dei più importanti interventi degli ultimi anni nel contrasto alle truffe connesse agli incentivi fiscali per l’edilizia.

Le attività investigative, sviluppate su scala nazionale, hanno interessato diverse regioni italiane e numerose aree della Campania. Tra queste anche il comprensorio vesuviano, oltre al comprensorio nocerino-sarnese dove sono in corso verifiche e approfondimenti su eventuali rapporti con il sistema al centro dell’indagine.

Secondo la Procura salernitana, il meccanismo avrebbe consentito di creare e commercializzare crediti fiscali inesistenti sfruttando i benefici previsti da Superbonus, Ecobonus, Bonus Facciate e Sismabonus. Gli investigatori ritengono che circa 80 società, considerate in gran parte prive di una reale attività imprenditoriale, abbiano dichiarato lavori di riqualificazione edilizia mai effettuati.

Le presunte irregolarità riguarderebbero circa 200 immobili distribuiti in varie zone del Paese. In alcuni casi si tratterebbe di beni riconducibili agli stessi indagati, mentre in altri di immobili appartenenti a privati cittadini o enti pubblici totalmente estranei alla vicenda.

L’inchiesta individua due organizzazioni con base nel Salernitano che avrebbero coordinato il sistema fraudolento. Fondamentale sarebbe stato il contributo di due professionisti contabili, accusati di aver gestito società e procedure necessarie per generare i crediti fiscali contestati.

I crediti ritenuti inesistenti sarebbero poi stati ceduti sul mercato oppure utilizzati per compensare imposte dovute da altre aziende. Contestualmente all’esecuzione dei sequestri, sono stati notificati nove avvisi di interrogatorio preventivo nei confronti di altrettanti indagati, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire l’intera rete di rapporti economici e societari.