Bentornato Comunicare il Sociale!

Ritorna la versione cartacea del giornale dedicato a volontariato e terzo settore

 

Ritorna la versione cartacea di «Comunicare il Sociale», periodico di approfondimento del volontariato e del terzo settore. Il giornale, con la sua nuova veste grafica, punta a essere la voce delle associazioni e delle organizzazioni di volontariato di Napoli e della sua provincia. Grazie allo sforzo editoriale del Csv Napoli, il periodico sarà distribuito gratuitamente in enti e associazioni che si occupano di terzo settore e volontariato, offrendo ai lettori articoli  di riflessione e di approfondimento.

Per il primo numero si è deciso di dedicare spazio al turismo sostenibile, tema dell’anno scelto dall’assemblea generale delle Nazioni Unite. Storie, interviste e consigli per le Odv, gli altri argomenti inseriti nella versione cartacea di Comunicare. Il giornale sarà disponibile da lunedì 13 marzo, in distribuzione gratuita.

Comunicare il Sociale resta anche in versione on line all’indirizzo www.comunicareilsociale.com e sui relativi canali social.

“PI GRECO DAY” al Montessori

Giornata dedicata alla costante matematica più famosa    Oggi,alle ore 10.00, presso l’auditorium multimediale dell’Istituto Montessori, gli allievi del primo ciclo d’istruzione (scuola primaria e scuola secondaria di 1^ grado) saranno gli artefici protagonisti, propugnatori e stimolatori della vivace partenza di una festosa ed entusiastica campagna  di sollecitazione e incoraggiamento finalizzata a promuovere la passione per la matematica e    a contrastare gli addebiti  contestati dall’OCSE sulle incapacità, carenze, scarse competenze e gravi insufficienze dei quindicenni italiani che, secondo le rilevazioni effettuate, arrancherebbero in coda alla classifica di merito fra i più arretrati alunni  dei Paesi dell’OCSE Ebbene, la Prof.ssa Fusco Giuseppina ed i suoi allievi del primo ciclo d’istruzione con la Festa del “PI GRECO DAY” daranno vita a gradite iniziative di benessere psicologico con le quali intendono potenziare l’antidoto contro il male che insidia innumerevoli studenti che li determina ad odiare la matematica. Ecco perché hanno scelto di svolgere la Festa ricorrendo a modalità agapiche coinvolgendo i genitori i quali coopereranno per dare consistenza ludico- operativa e sociale alla valenza della matematica nello sviluppo soprattutto della capacità di operare in gruppo. Dimostreranno che gli ostacoli che determinano l’insuccesso nello studio della stessa sono numerosi e si rilevano nella disciplina, nel docente e nell’allievo. In un’atmosfera euforica, distensiva, allegra e piacevole, allietata da assaggi di torte e dolci confezionati in famiglia in formato geometrico e simbolico, decorati con cifre numeriche, i piccoli matematici  dimostreranno, fra l’altro, che  lo studio della matematica , che  è la disciplina per sua natura formata da concetti astratti che coglie l’essenziale e il costante degli oggetti, diventa noioso e difficoltoso se nel processo apprenditivo, la maggior parte degli alunni si lascia ossessionare dal timore di essere valutato negativamente. I piccoli matematici concluderanno la Festa raccomandando che, per non temere la matematica, la si deve approcciare con calma, serenità e riflessione, arricchendo progressivamente le esperienze con operatività concreta e soprattutto maturando la cultura della sistematicità, della progressività senza salti (Comenio) e della ripetitività.

Somma Vesuviana, il Busen Club ai Campionati Europei

Accompagnati dal Maestro Domenico De Simone, gli atleti del centro sportivo hanno partecipato al Campionato Europeo di Taekwondo della ITF tenutosi nei giorni scorsi ad Ariccia nel Lazio.   Una grande opportunità per gli atleti della Società Sportiva Busen Club Marino e per la città di Somma Vesuviana: una delegazione composta da 7 atleti della palestra, accompagnati dal Maestro Domenico De Simone, ha partecipato al Campionato Europeo di Taekwondo organizzato dalla ITF, la International Taekwon-do Federation, tenutosi ad Ariccia (RM) lo scorso week-end. Una disciplina poco conosciuta nel nostro paese, il taekwondo è un’arte marziale coreana particolare ed affascinante, il cui nome ha il significato di “L’arte dei pugni e calci in volo” che al Busen Club è praticata già da alcuni anni, e che ora, grazie alla professionalità del maestro De Simone, VI dan, pluricampione nazionale e internazionale nonché campione del mondo nel 2014, sta diventando sempre più seguita e amata. Alfonso De Falco (1° classificato nei combattimenti e nelle forme),  Adele Esposito (3° posto nei combattimenti e nelle forme), Nunzio Fuschillo (3° nei combattimenti e nelle forme), Antonio Religioso (3° nei combattimenti), Marco Romano (1° nelle forme), Guido Tron (1° nelle forme e 3° nei combattimenti), Rosario Vosa (1° nei combattimenti e 2° nelle forme) sono i ragazzi che hanno gareggiato e che hanno ottenuto ottimi piazzamenti e che ora continuano ad allenarsi al Busen in vista delle prossime gare, sempre con grande forza e cercando di migliorare e imparare anche dai propri errori. «Per il Busen Club Marino si è trattato di un evento di importanza davvero notevole – ha spiegato orgoglioso il Maestro Salvatore Iovine, amministratore della società sportiva – I nostri ragazzi hanno avuto l’opportunità di gareggiare con atleti provenienti da tutta Europa e ciò significa tanto per loro non solo come sportivi, ma anche come persone poiché li inserisce in un contesto culturale più ampio e permette loro di conoscere realtà diverse dalla nostra» «I nostri atleti hanno avuto una possibilità enorme con questo campionato – ha continuato De Simone – l’atmosfera che si respira in gara non è mai la stessa degli allenamenti in palestra. Sul campo di gara loro sono sempre spronati a dare il massimo. Sanno cosa c’è in gioco e non vogliono sbagliare. Inoltre siamo fortunati perché partecipiamo a gare della federazione ufficiale e possiamo così imparare le tecniche originarie di questa disciplina». «Per tutto ciò che facciamo e per i risultati che otteniamo dobbiamo sempre ringraziare il maestro De Simone e il Busen – hanno spiegato gli atleti nei giorni successivi al campionato quando hanno ripreso i quotidiani allenamenti – Siamo contenti di poter praticare questa disciplina. Durante le gare eravamo in ansia, preoccupati, emozionati ma queste sono esperienze che possono farci crescere e diventare bravi nello sport e nella vita». «Il taekwondo è uno degli sport praticati al Busen a cui teniamo tanto – ha concluso il Maestro Iovine – Siamo l’unica realtà a Somma in cui si svolgono gli allenamenti di questa disciplina ed è nostra intenzione farlo crescere sempre più. E poi, si basa su principi come l’educazione, il rispetto per l’altro, la giustizia, la sincerità, che corrispondono perfettamente allo spirito della nostra palestra».

Sant’Anastasia, il presidente della commissione Ambiente: «Manca la cultura della differenziata»

Cumuli di sacchetti, sporcizia, rifiuti organici mischiati a plastica, indifferenziato «questo sconosciuto»: negli ultimi giorni sembra di essere tornati a qualche anno fa, in piena emergenza rifiuti. Ma di chi è la colpa? Lo abbiamo chiesto al consigliere Alfonso Di Fraia, presidente della Commissione Ambiente che, ormai da settimane, usa la sua pagina facebook per postare foto dei sacchetti conferiti in spregio ad ogni regola della raccolta differenziata.  Che la comunicazione relativa ai cambiamenti nel calendario della raccolta differenziata sia stata carente finora, è un fatto. L’indifferenziato (busta grigia trasparente) si deposita soltanto il lunedì sera e non più il giovedì (quando invece bisogna mettere fuori la carta). Ma questo accade ormai ovunque, in provincia di Napoli come in tutta Italia ed è una scelta che serve proprio ad educare ad una migliore differenziazione dei rifiuti, come anche ad un risparmio che avvantaggerà alla fine i cittadini – utenti. Ma come si vede dalle strade anastasiane «deturpate» da sacchetti, non è  certo da addebitare unicamente ai cambiamenti imposti dall’amministrazione il panorama desolante di spazzatura accumulata. «Non è certo quello dell’informazione il problema principale – dice il consigliere Di Fraia – anche se è ovvio che la comunicazione debba essere potenziata e che stiamo man mano cercando di raggiungere tutti coloro che non hanno la possibilità di utilizzare i social network, questo sarà fatto a prescindere. Il problema vero è che una parte di cittadini non fanno la differenziata, lo dimostra il fatto che anche nei giorni in cui non sono state apportate modifiche al conferimento, ci si ritrova per strada buste che contengono davvero di tutto». Piazza del Lavoro, via Luigi Esposito, la 167 di via Romani, via Capodivilla, Casamiranda sono solo alcune delle zone più «calde» da questo punto di vista, con sacchetti contenenti plastica mischiata ai pannolini, umido, carta, vetro e quant’altro. Da qualche giorno, i sacchetti che non sono conformi al calendario della differenziata sono lasciati in strada, con sopra un’etichetta recante la scritta «deposito non conforme». «Ovviamente saranno ritirati dopo un giorno- continua Di Fraia – ma serve a far comprendere ai cittadini che sono proprio loro a doversi dare una regolata». Il punto è scoprire e multare i trasgressori. «Non è facile- dice il consigliere, presidente della Commissione Ambiente – innanzitutto nei punti in cui sono attive le telecamere ci affideremo a quelle, per il resto stiamo per avviare un nuovo corso per ispettori ambientali che servirà a far crescere le fila del nucleo già esistente. Inoltre, per i sacchetti selvaggi depositati accanto ai condomini, dovrà essere l’intero condominio a risponderne nel caso non si riesca ad individuare fisicamente il trasgressore aprendo i sacchetti e su questo punto dovranno darci una mano gli amministratori. La repressione passerà sempre prima per una corretta informazione, ma dovranno essere i cittadini per primi a controllare. Sono loro a doversi investire, per il bene di tutti, del ruolo di sentinelle». Quanto a Piazza del Lavoro, sede del mercato settimanale e lasciata in condizioni pietose soprattutto il mercoledì, fioccheranno le multe anche per i mercatali che non depositeranno i rifiuti rispettando le regole della differenziata.  

Sant’Anastasia, palazzo «Nicola Amore», un sogno finito

 Avrebbe dovuto essere un punto di riferimento dedicato alla cultura e alle tradizioni vesuviane, ma il protocollo d’intesa firmato dalla passata amministrazione con la fondazione Nicola Amore che aveva fatto ottenere al comune un comodato d’uso ventennale è stato annullato con una delibera di giunta del 2 marzo.  Il protocollo d’intesa che fu firmato dall’ex sindaco Carmine Esposito e dall’avvocato Francesco Caia, presidente pro tempore del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, proprietario del Palazzo, risale ad aprile 2013. L’intenzione era quella di partecipare all’avviso pubblico della Regione Campania avviando il progetto operativo per ottenere finanziamenti tramite il Fesr 2007/2013 stanziati al fine di valorizzare beni e siti culturali di interesse. Un obiettivo perseguito fin da mesi prima, quando l’amministrazione Esposito nominò una commissione ad hoc della quale facevano parte il giornalista Ermanno Corsi, cittadino onorario di Sant’Anastasia, l’avvocato Genesio Allocca e il dott. Luigi De Simone. Fu il loro lavoro a portare alla firma del protocollo d’intesa che avrebbe dato all’amministrazione dell’epoca la possibilità di poter riqualificare l’intero complesso ancora oggi in stato di degrado, facendo nascere poi un laboratorio interattivo per la promozione della cultura e delle tradizioni vesuviane. Un sogno dal quale ci si è svegliati, giacché nella delibera del 2 marzo scorso, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Prisco, si premette che siccome il progetto non è stato inserito tra gli enti destinatari dei finanziamenti – e che il fine non può essere perseguito con fondi del bilancio comunale – l’amministrazione Abete manifesta la volontà di recedere dal contratto di comodato gratuito e dunque quella di restituire con effetto immediato la proprietà immobiliare di Palazzo Nicola Amore e le relative aree di pertinenza (circa 5mila mq) in contrada Zazzera. Niente più tentativi, dunque. Rimarrà così, in stato di degrado e fatiscenza, il palazzo nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio, edificio di notevole valore architettonico realizzato nel diciottesimo secolo dalla famiglia Marigliano e poi donato al sindaco di Napoli, Nicola Amore che ne fece uso talvolta come residenza estiva e poi lo donò all’Ordine degli Avvocati di Napoli.      

Caro Napoli, i modelli da seguire sono due: Ciro il cane o Boniperti. Il resto è roba da piccole squadre

Gli azzurri battono anche il Crotone e si confermano grande squadra. Che, come tale, dovrebbe comportarsi Sono almeno tre, in questo campionato, le squadre che hanno avuto qualcosa da recriminare quando hanno giocato contro la Juventus: il Napoli nella recente semifinale di andata di Coppa Italia, l’Inter e il Milan in campionato. Sostengono di avere avuto torti arbitrali, dicono che la Juventus è stata favorita. E tuttavia c’è una differenza clamorosa ma mai abbastanza evidenziata tra le tre: il Napoli è una grande squadra, le altre due no. Sicuramente hanno avuto un passato gloriosissimo, senza dubbio hanno un blasone superiore, ma attualmente Milan e Inter stanno dietro gli azzurri: da anni giocano peggio del Napoli, finiscono i campionati in posizione di classifica imbarazzanti, vincono zero (cosa? La Supercoppa di Lega al Milan? “Ah cett, cett”, direbbe un comico che non fa ridere). Insomma, non sono, tecnicamente, squadre attrezzate per competere con la Juventus e, di conseguenza, non hanno i requisiti per lamentarsi. Negli ultimi due anni, le uniche a fare un poco di solletico ai bianconeri sono state la Roma ed il Napoli. Dati alla mano è così, c’è veramente poco da fare. Cosa vuol dire questo? Che il Napoli non deve seguire le milanesi nella polemica anti-juventina, sia perché si tratta di lamentele perfettamente inutili (ed è persino banale ricordarlo), sia perché non troverà mai una sponda reale, né nel mondo del pallone né in quello dei media (vi risulta che qualche giornale abbia titolato “Lacrime meneghine” dopo la sconfitta del Milan col rigore dato alla Juve all’ultimo secondo?). Il modello da seguire è un altro: bisogna crescere, maturare, comportarsi da grandi, da squadre superiori a queste nobili decadute che non azzeccano un campionato e poi piangono pure. Il modello è proprio la Juventus: dalle cronache della presunta devastazione dello spogliatoio da parte dei milanisti è emerso che tra le mura dello Stadium si leggono frasi di Giampiero Boniperti del tipo “La Juventus è come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un’altra”. Ecco, anche il Napoli dovrebbe ragionare così, oltre che prendere le distanze dalle sfigatissime milanesi. L’alternativa è il Sarri pensiero: il mister azzurro ha raccontato di non aver visto la partita tra Juventus e Milan perché ha portato a spasso il suo cane, Ciro, una bestia problematica, a suo dire. Menefreghismo sublimato, ironia nemmeno troppo sottile, intelligenza pura. Anche questa, roba da grandi.

Acerra, rinaturalizzazione e valorizzazione del parco naturale delle Sorgenti del Riullo

In Regione avviato l’iter per la definizione degli importi progettuali definitivi e l’impegno contabile   Progetto per la rinaturalizzazione e valorizzazione del parco naturale delle Sorgenti del Riullo e del Rio Gorgone, è stato avviato l’iter in Regione Campania per la definizione degli importi progettuali definitivi e l’impegno contabile delle somme del progetto ammesso a finanziamento. L’incontro con i rappresentanti dell’Autorità di Gestione e dell’Ufficio speciali centrali acquisti della Regione Campania si è svolto ieri alla presenza del Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri. Il progetto in questione è stato ammesso a finanziamento con il Decreto dirigenziale n.2 del 2017 insieme ad altri tre progetti presentati dal Comune e ritenuti, validi, prioritari e coerenti. Questi interventi, i cui finanziamenti saranno anticipati in ordine di posizionamento in graduatoria, grazie al fondo di rotazione istituito dalla Regione Campania, attiveranno un meccanismo virtuoso per i quartieri periferici di Acerra e riguardano la riqualificazione del Rione Madonnella, l’efficientamento energetico del quartiere Ice Snei e del Rione Buozzi, la rifunzionalizzazione dell’ex macello, oltre appunto, alla valorizzazione del parco naturale delle Sorgenti del Riullo e del Rio Gorgone. Le risorse per gli interventi, che puntano a trasformare i quartieri periferici della città di Acerra in luoghi simbolo della miglioramento – come avvenuto con l’utilizzo dei fondi PIU Europa per il quartiere bersaglio “Spiniello” -, saranno individuate con il POC Campania 2014 – 2020. In questi quattro progetti elaborati dal Comune di Acerra si prevede infatti di rafforzare la disponibilità e la qualità di beni e servizi pubblici sul territorio, eliminare l’impatto dei fattori ambientali che ostacolano la crescita; valorizzare il patrimonio culturale; migliorare la qualità della vita nei contesti urbani, agendo sui fattori materiali e immateriali; migliorare la sicurezza e ridurre il disagio sociale di individui e nuclei familiari svantaggiati. Con Delibera di Giunta n. 154 del 13/09/2016 la Giunta comunale ha approvato la progettazione dei nuovi interventi per la rigenerazione urbana dei quartieri periferici dando così il via alla riqualificazione ambientale del Rione Madonnella, all’efficientamento energetico del quartiere Ice Snei, dei “34 alloggi” del Rione Buozzi, alla rifunzionalizzazione dell’ex macello e alla valorizzazione del parco naturale delle Sorgenti del Riullo e del Rio Gorgone. Le opere finanziate sono tese a continuare il percorso virtuoso di sviluppo avviato in queste aree cittadine, ed a gettare le basi per la futura richiesta di finanziamenti per realizzare altre progettazioni sempre per i quartieri oggetto di riqualificazione, sulla base di priorità programmatiche e settoriali.

Sant’Anastasia, tavolo dei sindaci per l’Apicella

La Sala Consiliare ha accolto venerdì scorso il convegno “Restituite all’ospedale Apicella il Pronto Soccorso”, che ha aperto prospettive di soluzioni, grazie all’impegno preso di costituire un tavolo di lavoro e di riunire i sindaci, con l’apporto di associazioni e cittadini per far riaprire il Pronto Soccorso e potenziare l’ospedale Apicella.  Gli interventi della politica Nazionale, con la presenza dell’onorevole Paolo Russo, di quella regionale con Carmine Mocerino, seguiti da quella locale dei sindaci, della dott.ssa Francesca Beneduce e dei medici Giovanni Barone e Sabato Di Marzo che operano nel presidio, hanno messo a fuoco tante criticità ma anche progettualità, operatività e sinergia che possono portare al ritorno di un pronto soccorso che tutti vogliono e che tutti riconoscono indispensabile. Il sindaco di Pollena Trocchia, Pasquale Pinto e il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, hanno accettato di buon grado l’input lanciato dall’Associazione “Love For Sant’Anastasia”  e sarà costituito un tavolo di lavoro che porti frutti a breve, eviti alla popolazione di pagare i disagi attuali, dia all’ospedale Apicella un ruolo più consono, giacchè ancora si attende l’apertura dell’Ospedale del Mare a Ponticelli (Na). Chiaro è che la conversione dell’ospedale di Pollena a Presidio Ospedaliero senza Pronto Soccorso, al dì fuori della rete di emergenza sanitaria, è dovuta alla programmazione prevista dai due Piani Ospedalieri (Decreto 49-2010- Decreto 33/2016) della Regione Campania, avvenuta durante la gestione commissariale. Dagli interventi  si è appreso  che l’apertura del Pronto Soccorso di Pollena, come da documentazione inviata dal Direttore Generale della Direzione Generale per la Tutela della Salute ed il Coordinamento del SSR, deve fare i conti con una fondamentale linea programmatica del Servizio Sanitario Nazionale, che ha trovato la sua ultima espressione nel D.M. 70/2015. Alla luce di tale Decreto, al fine di fornire risposte effettive alle nuove esigenze del territorio, bisogna considerare un modello per l’Apicella che abbia i requisiti di Ospedale di base con i seguenti Servizi: Pronto Soccorso con Servizio di Osservazione breve intensiva; Radiologia Laboratorio; Emoteca; Anestesia; Medicina interna; Chirurgia generale; Ortopedia. A tal fine diventa fondamentale, quindi,  istituire nuovi servizi con aumento di posti letto un nuovo processo di riassetto strutturale, con ampliamento ed adeguamento alberghiero, adeguamento degli standard organizzativi con necessario personale medico, infermieristico e operatore socio-sanitario (OSS) e adeguamento degli standard tecnologici del P.O. di Pollena. Tale programmazione, come si può ben intuire, richiede nuova copertura finanziaria, con indispensabile modifica del Piano Sanitario ospedaliero  trasformando il presidio di Pollena in “Ospedale di Base” . Una modifica che andrebbe a decongestionare l’ospedale di Nola, garantendo una maggiore risposta alla richiesta dell’utenza e soprattutto salvando vite umane. E’ chiaro che i territori interessati non possono attendere l’apertura dell’ ospedale del Mare, per questo dal convegno è scattato l’impegno a portare avanti la battaglia per potenziare l’Apicella, con un cammino politico-amministrativo che passa per il coinvolgimento dei sindaci ed un tavolo di lavoro. Impegno che sia Pasquale Pinto che Lello Abete hanno preso “contando anche sull’apporto delle associazioni, dei medici e dei cittadini”. “Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti a questo evento che aveva l’intenzione di fungere da cassa di risonanza a quelle che sono le esigenze del territorio”, ha dichiarato Mimmo De Simone, Presidente dell’associazione “Love for Sant’Anastasia”, che ha aggiunto: “la nostra intenzione è quella di portare alle alte cariche politiche e manageriali, le esigenze ed i gravi disagi vissuti dai cittadini residenti nelle zone limitrofe all’ospedale a seguito della chiusura del pronto soccorso. Ci auspichiamo che le nostre azioni abbiano un seguito attraverso il tavolo di lavoro istituito dal nostro sindaco, dal quale speriamo possano partire iniziative concrete per venire incontro ai bisogni dei cittadini”  

Boscoreale, task force per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti

Operatori ecologici e polizia locale insieme per reprimere il fenomeno. Intensi controlli congiunti tra gli operatori dell’azienda Ambiente Reale e gli uomini della polizia locale, intervenuti in diverse aree della città per reprimere il fenomeno dell’abbandono di rifiuti non differenziati correttamente o sversati abusivamente.  La task force è stata coordinata sul campo dall’assessore alla polizia locale, Antonio Di Somma e dal direttore generale di Ambiente Reale, Giuseppe Crescitelli. Particolarmente attenzionate via Giovanni De Falco, via Gramsci e via Garibaldi nel centro storico, e via Passanti Flocco e via Colombo nella periferia della città. Il controllo mirato, che nei giorni scorsi era stato anticipato con un annuncio sul portale internet del comune, ha fatto emergere che purtroppo permane, in taluni cittadini, la cattiva abitudine della scorretta differenziazione dei rifiuti. In queste ore, sulle buste ispezionate, sono in corso approfonditi accertamenti per individuare i responsabili e sanzionarli. Nella rete della task force sono incappati anche alcuni cittadini, tutt’altro che modello, che a dispetto del servizio di raccolta porta a porta eseguito dagli operatori di Ambiente Reale, si ostinano ad abbandonare sacchetti in strada. “Per debellare questo fenomeno mi appello alla collaborazione di tutti i cittadini – spiega Giuseppe Crescitelli, direttore di Ambiente Reale -. Con rammarico dico che vi è ancora una parte della cittadinanza che non è ancora pienamente consapevole dell’importanza e necessità di differenziare i rifiuti, L’azienda, che è il braccio operativo del comune, quotidianamente fa sforzi notevoli per consentire un servizio efficiente, anche con ripetuti passaggi e in orari diversi, del personale addetto alla raccolta. Ciò però non basta se non vi si associa la fondamentale collaborazione dell’utenza”. “Quello di oggi – spiga Antonio Di Somma, assessore alla polizia locale – è il primo intervento congiunto, cui seguiranno altri a cadenza fissa e costante, con l’obiettivo di giungere, attraverso maggiori controlli, a un servizio migliore. Mi appello a quella parte di cittadinanza ancora poco incline alla differenziata, a fare ogni sforzo per raggiungere un duplice risultato: maggiore pulizia della città e minori costi del servizio”. Soddisfatto del risultato ottenuto l’assessore all’ambiente Luca Giordano che ha dichiarato “Rivolgo un ringraziamento agli operatori di Ambiente Reale e agli uomini della polizia locale che cooperando tra loro contribuiranno a reprimere questo inaccettabile fenomeno dello sversamento abusivo di rifiuti e scorretta differenziazione, che, è bene si sappia, danneggia l’intera comunità. Potenzieremo la nostra azione d’informazione per indirizzare anche quella parte della cittadinanza ancora disattenta e poco disposta al rispetto delle regole, a una differenziazione consapevole e al rispetto anche del calendario di deposito dei rifiuti”. Anche il sindaco Giuseppe Balzano ha accolto con compiacimento l’attività svota spiegando che “Tra i nostri obiettivi rientra quello di incrementare i risultati della raccolta differenziata e faremo ogni sforzo per riuscirci. E’ indubbiamente inaccettabile che vi sia ancora una minima parte di cittadinanza che è portata a ignorare ogni regola. L’obiettivo è di aumentare in maniera molto concreta il livello di controllo del territorio e colpire sempre più duramente i responsabili dell’abbandono illegale di rifiuti”.  

La didattica per competenze, il Professor Petracca incontra i docenti al teatro Italia di San Giuseppe Vesuviano

Più di 500 insegnanti, provenienti da tutte le scuole del vesuviano, nolano e dintorni, hanno partecipato al corso d formazione del Prof Carlo Petracca, organizzato dal centro ricerche Lisciani, rappresentato da Giuseppe Bifulco,  in  stretta collaborazione con il 1° circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano, diretto da Maria Rosaria Fornaro.     Più di 500 insegnanti, provenienti da tutte le scuole del vesuviano, nolano e dintorni, hanno partecipato al corso d formazione del Prof Carlo Petracca,  organizzato dal centro ricerche Lisciani, rappresentato da Giuseppe Bifulco,  in  stretta collaborazione con il 1° circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano. E’ stata la direttrice del 1 Circolo, Maria Rosaria Fornaro, a fare gli onori di casa e a dare il benvenuto all’illustre ricercatore. “Sono onorata di avere qui con noi a San Giuseppe Vesuviano il Prof Petracca.  Non lo conoscevo personalmente però conosco i suoi libri, che per noi operatori della scuola sono come la Bibbia. Il mondo della scuola sta vivendo un momento difficile e, benchè ci sia stata la  recente riforma con  la legge 107, viene continuamente criticata e attaccata. Lo stesso antropologo e filosofo  Umberto  Galimberti – aggiunge la Fornaro – da un po’ di tempo su Repubblica non fa che criticare la scuola, riversando su di essa tutte le responsabiità per gli insuccessi  lavorativi o  per il fallimento delle politiche sociali. In realtà i nostri docenti quotidianamente, con pochi mezzi e poche risorse,  fanno veramente di questo lavoro una missione e fanno tutto ciò che occorre  per portare tutti gli alunni al massino livello possibile.  Dove andrà la nostra scuola?- chiede la Direttrice Fornaro-  ci conforti, ci incoraggi Professor Petracca, ci indichi la strada per migliorare sempre più”. “La presenza di tanti docenti in questo teatro è già una risposta  a  Umberto Galimberti” E’ così che il prof Petracca saluta  la platea e dà inizio al corso dal titolo “Dalla progettazione alla certificazione nella Scuola primaria” Con molteplici ed efficaci esempi didattici, l’illustre professor Petracca entra subito nell’ argomento  e regala ad una  platea particolarmente attenta ed  entusiasta un ricco patrimonio di cultura pedagogica per confrontarsi con le nuove prospettive della professione docente. “Nell’attuale società le conoscenze da sole non sono più sufficienti, è necessario  modificare i modelli formativi poiché ciò che conta maggiormente è  saper utilizzare le conoscenze  e le abilità acquisite per risolvere una  situazione problematica che sia complessa e nuova, vicina al  mondo reale. Oggi –chiarisce Petracca- assistiamo ad   una obsolescenza della conoscenza e il bagaglio conoscitivo diventa sempre più insufficiente per leggere e interpretare i segni della nostra complessa società. Bisogna essenzialmente educare ad “essere nel tempo”.  La società attuale ci chiede di formare, così come scrive Morin, non teste piene, ma teste ben fatte poiché la conoscenza  è conoscenza solo in quanto organizzazione. I docenti hanno la responsabilità di educare a saper essere nel tempo futuro. Oggi trova lavoro non tanto chi ha un ricco bagaglio di conoscenze ma chi possiede il potenziale cognitivo, ossia la capacità di risolvere situazioni problematiche.  D’altra parte, l’esigenza delle teste ben fatte è ben evidente anche nel libro bianco Unesco, nel quale si specifica  che “Anziché richiedere un’abilità, oggi si richiede la competenza, cioè un misto, specifico per ciascun individuo, di abilità nel senso stretto del termine, di comportamento sociale, di attitudine al lavoro di gruppo, e di iniziativa e responsabilità ad affrontare rischi”. Il nostro compito- aggiunge il relatore- è quello di mettere le nuove generazioni nelle condizioni di affrontare il mondo di oggi e quello di domani . Ne deriva che l’approccio alle competenze porta alla democrazia cognitiva  e  che ciò che conta è dare uguali opportunità  agli alunni in reale difficoltà: è qui  che si può misurare l’efficacia delle riforme. Occorre quindi sviluppare competenze, ma come?  Cambiando totalmente il modo di progettare il percorso formativo. È necessario individuare i contenuti essenziali  e delineare una mappa delle strutture culturali di base. Questi diventano per i docenti  i riferimenti ineludibili per l’azione didattica che  dovrà utilizzare  nuove strategie di sviluppo del potenziale cognitivo”.